Il Punto

novembre 14, 2018 by

La mosca cocchiera italiana guida il sovranismo in Europa, la fronda all’Europa non tanto per uscirne, almeno stando alle dichiarazioni, quanto per modificarne il profilo politico in questo senso, benchè sovranismo ed Europa sono un ossimoro che stende sul nostro futuro un velo di incertezza e instabilità.
Il sovranismo sembra comunque essere l’elemento unificatore nella storia del pianeta del terzo millennio.
E’ iniziato con Trump negli Stati Uniti, il quale rendendosi conto che il progetto americano di essere la sentinella del mondo è naufragato in Asia come in Africa, ha caratterizzato la sua politica con l’affermazione di “America first”,che altro non è che l’ammissione di quella sconfitta; al trumpismo dunque non resta che rendere impermeabile al più presto la cultura dell’America bianca dalla penetrazione afroamericana e latinoamericana, riducendo l’influenza economica dell’Europa e della Cina con dazi aggressivi e disimpegnadosi progressivamente dalle organizzazioni di difesa occidentali, riducendo il contributo americano sia in denaro che in tecnologia.
“America first”è il manifesto americano del sovranismo trumpiano che anche elettoralmente sembra abbastanza gradito al popolo americano.
Diverso e contrario è il sovranismo di Putin e della sua Russia; esso è espansivo, tutto teso a riportare la Russia euroasiatica in quella posizione preminente dove la storia bilaterale del novecento l’aveva collocata.
Per questo ha bisogno di dominare il mar Mediterraneo e quindi si spinge a proteggere Assad in Siria per i porti di Tastus e Latakia, per questo si è schierata con Haftar in Libia e sempre per questo il presidente Putin ha concesso a Salvini l’onore di una amicizia (complicità) così sbandierata.
Entrambi Trump e Putin per i loro obiettivi non possono tollerare una Europa forte coesa e soprattutto unita politicamente; questa sarebbe un intralcio, un ostacolo forse insuperabile a causa della sua cultura della sua economia che considera l’America un mercato ricchissimo da sfruttare e la Russia l’oscura prigione dei diritti civili e delle libertà individuali.
Per questo entrambi guardano con favore e anzi lo alimentano il turbine antieuropeo che il sovranismo cieco e insensato di alcuni paesi europei, gattini ciechi in una giungla di tigri, sta alimentando alla vigilia delle elezioni del Parlamento Europeo; per questo alcuni paesi, tra cui il nostro in prima fila, della loro debolezza fanno la loro forza, senza capire che dopo l’uso i due giganti perderebbero qualunque interesse per il declino della democrazia in questi paesi.
Allora, come si diceva una volta, tutto è perduto?il destino della UE è segnato? dal desiderio di tutti di farne parte negli anni ’90 si è passati al desiderio di tutti di uscirne nel nuovo secolo?
In occidente, anche in America, si sta accendendo un fascio di luce, come un occhio di bue, sul ceto medio, il famoso ceto medio che non è mai riuscito a diventare borghesia; quel ceto medio fatto di sapere e non di potere, quel ceto medio che si lasciò trascinare e anzi ne accellerò il piano inclinato delle più azzardate avventure politiche perchè aveva scoperto i propri privilegi, oggi, liberatosi dalle polverose attribuzioni partitiche, scende in piazza per difendere non questi e non quelli, ma il proprio sapere, la dignità della sua cultura, il patrimonio della sua professionalità.
Ecco le sette donne tutte fortemente impegnate nel loro lavoro di manager, che orgnizzano la manifestazione a Roma contro il dissesto della capitale, e la manifestazione contro la Torino no Tav e contro la paralisi dell’economia a 5Stelle.Ecco il mondo della produzione che rigetta le regole avventuristiche della politica economica gialloverde.
C’è quindi una società civile che non accetta il sovranismo e l’assistenzialismo, che vuole sottrarsi dalla tenaglia di chi vorrebbe una decrescita miserabile o una società darviniana dove ai privilegi del più forte fanno da contraltare la disperazione dimenticata dei reietti.
E la politica? si affianca, soffia su queste vele, offre sponde rappresentative, ne assume una qualche rappresentanza?
In tempi così turbinosi, così frenetici, il Partito democratico si prende un anno per fare un congresso, circa un anno per determinare la sua struttura organizzativa, si balocca in una ritualità novecentesca, non riesce a cogliere questi fermenti, non riesce a dargli una veste politica ed una programmatica funzionalità; così che questo patrimonio di fermenti resta alla mercè di chi ne volesse interpretare le ansie e le aspettative.
Umberto C

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Il Punto

novembre 12, 2018 by

mondezzaraggidi-battistasciacalli

I due dioscuri dei 5Stelle, Dima e Diba, uno in Nicaragua e non si capisce perchè si intestardisce a farsi i cavoli nostri, ma ha minacciato che tornerà presto, l’altro un vice premier a cui è stato dato un ministero della massima importanza quale è quello del Lavoro e dello Sviluppo, hanno ieri festeggiato in modo sguaiato ed inutile la sentenza sulla sindaca di Roma Virginia Raggi.
I due giovani, che potrebbero gestire al massimo una assemblea studentesca degli anni sessanta dichiarandosi leader di qualche movimento,e invece purtroppo hanno ricevuto il compito di gestire il settimo paese al mondo, hanno festeggiato una sentenza che, al contrario di quello che avrebbero voluto gli avvocati difensori cioè l’assoluzione perchè il fatto non sussiste, dichiara che il fatto sussiste ( cioè la bugia che la Virginia ha detto circa la nomina di Marra), ma non costituisce un reato; quindi bugiarda ma senza dolo.
A noi cari Diba e Dima, che della sentenza sulla ministra ci frega il giusto, non ci corre l’impulso del festeggiare perchè il nostro sindaco, il sindaco delle città eterna, non sarà punibile, sarà solo una bugiarda, ma è certamente una incapace.
Provate a festeggiare le 83 vittime per le sessantamila buche che si sono aperte nelle strade della capitale, provate a festeggiare le 80 lettere al giorno con le quali si richiedono risarcimenti per il manto delle strade romane, provate a festeggiare, se ci riuscite,il primato di Roma come c ittà europea dove si muore di più per le strade; provate a levare i calici per un brindisi ai 15 milioni che il comune ha già pagato per i rimborsi.
Forse sarà per colpa di quegli sciacalli dei gionalisti se si è sparsa la voce che le arterie più importanti di Roma dalla Prenestina alla Tuscolana o alla Casilina sono state dichiarate pericolose per la vita di scooteristi e ciclisti, è sempre colpa dei giornali se davanti ai portoni di Roma si ammucchiano sacchi di mondezza maleodoranti circondati da gabbiani, topi e altro?E’ sempre colpa dei giornali se ogni tanto qualche bus va a fuoco e il servizio pubblico è da quarto mondo, vogliamo festeggiare Diba e Dima?
A questo proposito solo il 17 % dei romani ha diritto di lamentarsi del servizio di trasporto pubblico essendo quella la percentuale di cittadini che si è recata a votare al referendum consultivo.
Infine cari Diba e Dima, perchè non riflettere, invece di festeggiare, sul fatto che la sindaca si è sempre circondata e fidata di persone opache di cui la magistratura ha impietosamente smascherato gli abusi e gli intrighi con condanne esemplari?
Voi avete da festeggiare noi no!
Umberto C 

Il Punto

novembre 9, 2018 by

Oggi si respira un’aria di instabilità e di paura e di precarietà nel mondo e in particolare in Italia, perchè rispetto ai secondi cinquanta del secolo scorso sembra conclusa o comunque ridotta la fase di espansione dei diritti civili e sociali e del lavoro prodotta da uno sviluppo tumultuoso e da una contrapposizione di classe chiara e produttiva tra il capitale e il lavoro.
Le rappresentanze dell’uno e dell’altro, agguerrite e schierate in una contrapposizione hegheliana tra tesi e antitesi hanno prodotto la sintesi di uno dei welfare più moderni e positivi del mondo, una classe lavoratrice avanzata e una società democratica in cui però nello sviluppo senza progresso si sono generati i mostri del consumismo e delle deviazioni politiche.
Nel terzo millennio le due classi si sono frantumate, immiserite in un groviglio di precarietà gestito e regolato da una Finanza dai tratti minacciosi ed oscuri, dai cui rivolgimenti emerge il ritrarsi sempre più sensibile delle libertà e dei diritti barattati con il fantasma della sicurezza a cui è stato inferto il marchio del sovranismo.
La reazione del nostro Governo, in particolare dei 5Stelle, in qualche senso va nella direzione di puntellare il declino  del Welfare, rifuggiandosi però nella scorciatoia dell’assistenzialismo, sia con un reddito ai più poveri che con una previdenza più accogliente.
Ora, il mondo è seduto sopra la montagna di un debito monstre di 233 mila miliardi, secondo l’istitute of international finance, dei quali ben 16 mila miliardi e mezzo prodotti nel 2016 ; in 20 anni il debito  si è impennato di 163 mila miliardi di dollari, mentre la ricchezza prodotta è di 77 mila miliardi annui.
Ma questi dati, in sè agghiaccianti, offrono una lettura più rassicurante ove si consideri che il Pil cresce in modo più che proporzionale e ciò è dovuto al fatto che l’indebitamento ha avuto un effetto moltiplicatore per l’uso che se ne è fatto.
L’aiuto delle Banche, qualcuno lo spieghi al nostro DiMaio, è stato essenziale poichè esse hanno immesso nel sistema oltre 15 mila miliardi e ridotto il costo del denaro favorendo  l’indebitamento destinato ad investimenti produttivi così da far lievitare la ricchezza prodotta.
La strada intrapresa dai 5 stelle si basa al contrario solo sull’assistenzialismo per altro in deficit ignorando la prima regola dell’economia secondo cui l’impiego del denaro deve avere l’effetto moltiplicatore di ricchezza, mentre il reddito di cittadinanza, come lo chiamano loro, lo si può erogare solo fino a che si dispone del denaro necessario, dopo diventa reazione violenta.
Umberto C

Il Punto

novembre 7, 2018 by

renzigiornali

Chiedo scusa a tutti coloro che leggeranno queste righe per la pedanteria che le accompagna, ma mi corre l’obbligo, per quanto mi riguarda, di mettere in fila le affermazioni dei così detti commentatori e dei così detti politici del cambiamento( questa parola è destinata ad assumere un significato grottesco se si persevera nel non accettare la via del buon senso).
L’affermazione che si sente ripetere dai media è la seguente “La sinistra, e in particolare il Governo Renzi ha rovinato l’Italia”,”il Governo Renzi è stato rovinoso”Etc.
Le condizioni in cui si sono trovati i governi che hanno ereditato lo sfascio berlusconiano sono note a tutti, anche a coloro che fanno finta di non ricordarsele, e quindi tralasciamo di tornarci su.
E il bello è che l’opposizione sembra accettare questa diagnosi e quasi dimostra reticenza nel controbbatterla; questo è assurdo.
Renzi-Gentiloni hanno lasciato il Pil che avanzava, lentamente ma dal -2,5% si era arrampicato al +1,5%, l’export aveva segnato un +7,5%,lo spread si era adagiato sotto i 100 punti, gli interessi sul debito erano scesi a 63 miliardi l’anno, il settore immobiliare si era ripreso un +10,5%(questi dati sono facilmente controllabili su internet), l’occupazione con il deprecato job-act aveva segnato un considerevole aumento di posti di lavoro, anche se in predominanza a tempo determinato.
Ora alcune riforme.
A marzo del 2017 il Senato aveva approvato in via definitiva il Reddito di Inclusione.
Il provvedimento riguardava sia un reddito ( circa 380 euro) per coloro che versano in assoluta povertà e di esclusione sociale, ma imponeva l’adesione ad un “Progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa”predisposto sotto la regia dei servizi sociali dei Comuni.
Il beneficio  poteva essere rinnovabile se le condizioni non fossero mutate; la platea interessata  oltre ai nuclei familiari con figli minori, erano le gravi disabilità, lo stato di maternità e persone oltre i 55 anni in stato di disoccupazione.
Bastava ampliarlo di quanto consentissero le finanze pubbliche e la riforma poteva già essere stata avviata.
Il Ministero per lo sviluppo aveva varato una riforma, l’Industria 4.0, che aveva dato un notevole sviluppo alla produzione industriale.
Essa si basava, uso l’imperfetto perchè il Governo giallo verde in parte non l’ha riconosciuta,su l’iper e super ammortamento (+ 250% del valore del macchinario),sul credito all’innovazione, sull’ampliamento del credito, sulle start up innovative, sulla tassazione agevolata sui redditi derivati dall’utilizzo di taluni beni immateriali( per es.il software),sul credito d’imposta per R&S, centri di trasferimento tecnologico (formazione, consulenza, servizi).
Per ultimo voglio sottolineare un dato che mi sembra determinante.
L’Italia è il secondo paese della Ue per i fondi strutturali ricevuti da Bruxelles ma è la terz’ultima per il loro utilizzo; tra il 2014 e il 2020 l’Europa ha destinato al nostro paese 43 miliardi , ma finora ne abbiamo usati solo il 3%; nel 2015, il Governo Renzi ha presentato 426 proposte e sono state selezionate 35 PMI; è stata la prima tra i paesi della UE.
Mi fermo qui, e chiedo quale cittadino intellettualmente onesto può tollerare la derisione dei giornalisti del “Fatto”,le intemerate del giovane DiMaio, le critiche dell’economista di giornata( a proposito a che servono tutti gli economisti che ci ammorbano quotidianamente su crisi o non crisi?)sui guai che avrebbero causati i governi di centro sinistra?
Li dovessimo tutti rimpiangere alla luce delle performans di Lega e Grillini.
Umberto C

Il Punto

novembre 5, 2018 by

E via alla solita liturgia, al solito via vai televisivo di esperti, politici da quattro soldi, sempre seconde o terze linee, e l’immancabile cinguettio irrefrenabile di Salvini.
Una villetta a Casteldaccia, provincia di Palermo, è stata travolta dal torrente in piena ed è stata annientata una intera famiglia che aveva preso la casa in affitto : 9 morti.
Il torrente, il Milicia, è coperto da canne, arbusti, tronchi che normalmente ne impediscono addirittura l’identificazione; quella villetta lì non ci doveva stare, nel 2008 doveva essere abbattuta perchè abusiva e invece è rimasta in piedi perchè siamo in Italia, il paese dove si può governare dal centro come in periferia senza moralità,in barba ad Aristotele, anche senza etica pubblica, un prerequisito addirittura fastidioso per chi si reca a votare; è sufficiente ascoltare, senza la cera nelle orecchie, come i marinai di Ulisse, le sirene del consenso, seguire la pancia dei cittadini, piegarsi alla prepotenza della criminalità grande o piccola che sia ,assecondare le inclinazioni truffaldine di questo paese sempre in attesa del colpo di spugna, del condono che prima o poi arriva, portando con sè i 30 denari che giustificano morti, senza tetto, disperati; tanto poi chi dice una orazione o fa un bel discorso chi si commuove chi promette, si trova sempre.
E’ il nostro modello di sviluppo che piano piano si sfrangia, mostra tutta la sua improbabile radiografia, il nostro modello del tira a campare, della burocrazia che soffoca, della Giustizia dai tempi biblici; è insopportabile l’affronto del politico neo eletto che si dichiara il demiurgo del cambiamento, del tutto cambierà e poi corre a votare l’ennesimo condono chiamandolo magari pace fiscale o altro; è insopportabile il politico di turno che inveisce contro l'”ambientalismo da salotto”,quando il suo partito ha votato tutti i condoni che sono stati presentati da 30 anni a questa parte.
E’ insopportabile questa aria di rassegnazione, come se queste tragedie, dopo averle debitamente piante, si dovessero accettare come ineluttabili, senza domandarsi perchè devono essere i sindaci, deboli e ricattabili elettoralmente, a rimuovere l’abuso e non ad esempio i prefetti, che non sono eletti e quindi più autonomi.
Perchè nessuna forza politica, tanto meno la sinistra, nei suoi programmi di governo non assegna a questo problema la giusta e doverosa attenzione? perchè non porta consenso, perchè il voto, come il denaro, non olet? non è abbastanza chiaro che la sinistra senza le battaglie sociali, la difesa del territorio, il futuro del paese, non esiste.
Tutti dovrebbero tenere a mente quell’immagine del vigile del fuoco che riemerge dall’acqua portando in braccio il corpicino della povera bambina di un anno, e su quella immagine, nella promessa che non si debba ripetere mai più, giurare nel momento in cui si assume una responsabilità governativa; basta assecondare la tendenza truffaldina di questo popolo che si è sempre arrangiato sulla pelle del bene comune, come se il domani non esistesse, basta dare fiducia a chi inganna per mestiere e per convenienza, perchè come dicono i siciliani “u sbirru mori pi’ manu du fissa”.
Umberto C

Eventi della Storia

novembre 4, 2018 by

3-4 novembre 1918 L’mpero Austroungarico firma l’armistizio e la resa con il regno D’italia.

termina così la prima Guerra Mondiale con la vittoria degli alleati della triplice intesa, Francia,Inghilterra, Stati uniti e successivamente con l’adesione dell’Italia dalla primavera del 1915

Nel 1918 l’Imperial regio Esercito austro-ungarico pianificò una massiccia offensiva sul fronte italiano, da sferrare all’inizio dell’estate, in giugno. L’attacco, che in seguito prese il nome di battaglia del solstizio, si infranse contro la resistenza opposta dal Regio Esercito Italiano sulla linea del fiume Piave. L’operazione fallita era l’ultima possibilità per gli austriaci di modificare il corso della guerra: lo sfondamento avrebbe consentito l’accesso alla pianura padana, ma dopo l’insuccesso le forze dell’Impero austro-ungarico erano talmente logore da non potere opporre una resistenza alla controffensiva italiana. Questa ebbe inizio il 24 ottobre e prese il nome di battaglia di Vittorio Veneto. Dopo tre giorni di lotta, le sorti dell’attacco condotto dal Regio Esercito erano tutt’altro che decise, sia sul monte Grappa sia sul Piave dove la prevista testa di ponte non era ancora salda quanto desiderabile, tanto che Nitti scrisse a Orlando “Siamo battuti, l’offensiva è infranta, si profila un disastro e tu ne sei il responsabile”[1]. Ma l’ordine di contrattacco austriaco non venne messo in atto per il rifiuto dei reggimenti cechi, polacchi e ungheresi a parteciparvi; molte unità gettarono le armi “in una sorta di Caporetto alla rovescia.

Il generale Caviglia a quel punto ordinò l’avanzata e l’VIII armata italiana passò il Piave a Susegana, con la cavalleria lanciata all’inseguimento degli austro-ungarici in rotta che terminerà appunto a Vittorio Veneto, raggiunta la sera del 28 ottobre; le conseguenze di questo sfondamento obbligheranno anche la VI armata austriaca ad abbandonare il monte Grappa e a unirsi alla fuga generale[1]. Sempre il 28 ottobre si riunì per la prima volta a Trento la commissione di tregua austro-ungarica, formatasi tra il 5 e 12 dello stesso mese[senza fonte], sotto la direzione del generale Viktor Weber Edler von Webenau. Il generale barone Arthur Arz von Straussenburg aveva informato il Feldmaresciallo Paul von Hindenburg ed era stato esortato a mandare una delegazione di ufficiali tedeschi.

Il capitano austro-ungarico Camillo Ruggera, appartenente alla commissione, la mattina del 29 ottobre si presentò presso Serravalle, situata fra Rovereto e Ala, davanti alle linee italiane e venne accolto da raffiche di mitragliatrice. Dopo essere stato identificato e chiarita la sua posizione, raggiunse il comando di divisione italiano, ad Abano[2]. Nella prima serata del 30 ottobre il generale von Webenau poté superare le linee italiane. Dopo lunghe soste ai vari sottocomandi, il membro della commissione fu portato presso Verona, poi verso Padova e da qui, a bordo di un’auto coperta, alle 13 del 3 novembre raggiunse la villa del conte Vettor Giusti del Giardino, sede del comando dell’esercito italiano dove alle 15 venne firmato l’armistizio[3].

Le condizioni generali dell’armistizio prevedevano che all’Italia venissero consegnati tutti i territori austriaci previsti dal patto di Londra, ma la trattativa era subordinata a quella che si teneva a Versailles e che avrebbe dato luogo all’armistizio di Compiègne. L’unico punto in discussione era pertanto la data di cessazione delle ostilità, che non era interesse italiano far entrare in vigore prima di aver occupato militarmente tutti i territori previsti dal trattato.

Le note sono liberamente trtte da siti web e wikipedia

Giancarlo Garro

Lo scarica barile

novembre 1, 2018 by

Una delle caratteristiche peculiari dei Beppestrillini è quella di scaricare le responsabilità sugli altri, con i precedenti Governi,con le giunte di alcuni enti locali che hanno governato prima e così via accusando, senza un minimo di consapevolezza e di assunzione di responsabilità.Come in natura anche nelle azioni umane c’è sempre una reazione uguale e contraria. L’apprendista Gigino anche ieri commentando i disastrosi dati Istat sulla situazione Italiana di sostanziale frenata nella crescita dopo quattro anni di incremento,affermava che  la responsabilità della situazione è dei governi precedenti,Renzi e Gentiloni, in particolare della riforma del lavoro e di provvedimenti di politica economica errati o insufficenti. E’ fuor di dubbio che la frenata del trend di sviluppo ha rallentato in tutte le economie Europee ma in Italia è stata più consistente,prima perchè la  nostra economia è strutturalmente più debole, vedi minore produttività,minore efficenza della pubblica amministrazione,debito pubblico tra i più alti d’Europa , ma anche perchè questo governo di scellerati ha varato una manovra tutta basata sull’elargizione di denaro senza un ritorno produttivo con pochi investimenti e blocco e incertezza su da farsi sulle grandi infrastrutture con cantieri ormai bloccati per diversi miliardi di Euro.in questa filosofia arrogante e presuntuosa dello scarica barile, L’avvocato Virginia è maestra e mentore,in una Roma ormai alla canna del Gas,dove il degrado ha raggiunto livelli impensabili fino a qualche anno fa, dove ad ogni acquazzone le gente si deve rinchiudere in casa per evitare voragini e alberi Killer , attacchi di cinghiali e topi, scale mobili delle stazioni metro che crollano e autobus che non passano mai per guasti continui.La signora sindaca etichetta la manifestazione di cittadini nella piazza del campidoglio come residuo della vecchia guardia del Pd senza minimamente assumersi le sue responsabilità di sindaco che ormai sgoverna da quasi tre anni.In sostanza la colpa è dai cattivi giornalisti e da tutti coloro che hanno governato prima questa sventurata città.Purtroppo tutto questo è quello che hanno voluto gli Italiani e i romani prima,una politica per il cambiamento che si è tristemente tramutato in degrado per Roma e una frenata di tutta l’econimia Italiana con un differenziale di 300 punti con i bond tedeschi e siamo solo all’inizio.

E’utile fare un confronto:

Effetto Jobs Act:(960 mila posti di lavoro,disoccupazione al minimo storico sul 2012,di cui quella giovanile -5,9, PiL 1,5 su base annua,Spraed sotto i 130 punti base

Effetto Di Maio:(Pil terzo trimestre a 0,spraed salito di 180 punti a quota 305,disoccupati aumento al 10,1%,interessi più 6 miliardi sul debito,198 miliardi persi di valore di azioni,77 mila lavoratori in meno solo nell’ultimo mese

perfettamente applicata la decrescita infelice

Giancarlo Garro

Il Punto

ottobre 30, 2018 by

Questa non si era mai vista!
Che i due dioscuri, l’ineffabili Salvini-Di Maio, arrivino anche a spartirsi la realizzazione delle opere pubbliche, sempre e solo e unicamente per soddisfare un elettorato in grande fibrillazione, è veramente insopportabile.
Il no alla Tav dei grillini, viene bilanciato con il loro si al Terzo Valico, cioè l’alta velocità tra Genova e Milano, della Pedemontana in Veneto e in Lombardia; d’altronde dopo il si al Tap, l’esercito di DiMaio non avrebbe sopportato anche il si alla Tav, già sconfessata in infiniti dibattiti e documenti e manifestazioni.
Cosa avrebbe detto il guerrillero Di Battista che aveva  avventatamente giurato sulla soppressione del Tap in 2 settimane qualora gli italiani, ahi loro, lo avessero mandato al governo?
Lui che sta per rientrare in patria e già i talk show più scalmanati se lo stanno litigando, come avrebbe appreso la notizia che la Tav era stata approvata, che gli ottomila lavoratori non erano stati licenziati? roba da rimanere all’estero per sempre.
Ma ecco un inciampo sia per i 5 stelle che per la Appendino, reclamato sindaco grillino di Torino, presto affrettatasi a far approvare dal consiglio comunale un decreto anti Tav, come quello anti olimpiadi; gli imprenditori torinesi, con a capo Dario Gallina, hanno deciso una marcia di protesta contro la sospensione dei progetti pubblici, anche i sindacati si sono accodati, in particolare i metalmeccanici Fim-cisl,a proposito e la Fiom ?
Forza Italia con Mino Giachino lancia un appello su internet che subito raccoglie 20 mila firme a favore dei cantieri dell’alta velocità, la polizia divide i favorevoli e i contrari sotto il palazzo del comune torinese.
Il leader degli industriali ipotizza una marcia di 100 mila imprese che non possono consentire che la Tav faccia la fine delle Olimpiadi e che Torino si intristisca in un buco nero di decrescita infelice.
Ma la questione è politica, qui si gioca lo sviluppo italiano, si gioca con i posti di lavoro che spariscono, si gioca con il ruolo dell’Italia in Europa, con la sua credibilità in mano al giovane DiMaio e al ministro Toninelli e le sue indagine sui costi/benefici, insulse e senza alcun senso politico.
Ma il Pd con chi sta?
Perchè questa afonia? un partito di opposizione, davanti ad una politica governativa miope, astratta,senza nessuno slancio, senza nessuna idea di società che non sia quella della difesa dei propri confini dall’immigrazione africana,dovrebbe reagire, proporre l’alternativa che consenta alla società civile, quella più progressista, di riconoscersi di identificarsi di coagularsi; ed invece silenzio, silenzio o quasi sulla Raggi a Roma,altri feriti per l’incuria dei giardini, sulla Appendino a Torino, silenzio o quasi su tutto l’impianto della manovra economica populista e assistenzialistica, senza nessuna traccia di investimenti per la crescita, con i due principi intoccabili della campagna elettorale, il reddito di cittadinanza e la quota 100 per le pensioni, stralciati dal corpo della manovra e con un destino tutt’altro che  chiaro spalmato nel futuro;silenzio o quasi sulla strategia del governo giallo verde sulle Banche con DiMaio che al solito fa confusione, questa volta confondendo le Banche con i Banchieri, qualcuno per carità glielo spieghi prima che sia troppo tardi; silenzio o quasi sul pateracchio annunciato circa il risanamento e la conservazione del cadavere della nostra compagnia di bandiera scaricata sulle spalle, tutt’altro che forti, delle nostre Ferrovie.
Ma se un governo di centro-sinistra avesse, in 4 mesi, messo in fila tali bestialità, i grillini e i leghisti, sarebbero stati così silenti?
Martina, Gentiloni, Minniti, Richetti, Corallo, rispondete per favore!

Il Punto

ottobre 28, 2018 by

bastagentecampidoglio

Sabato si è svolta una manifestazione di romani presso la piazza del Campidoglio contro la sindaca Raggi e la sua amministrazione, straordinariamente assente e lontana dai problemi gravissimi che affliggono la capitale d’Italia.
I passeggeri della linea 85 hanno dovuto cambiare per tre volte l’autobus perchè  ben due vetture si erano sfasciate durante il tragitto piantandosi in mezzo alla strada, ribadendo così la totale nevrosi del traffico cittadino, una delle sette piaghe della nostra città.
Comunque raggiunta la piazza del Campidoglio la vista scaldava il cuore; la piazza era completamente piena di gente, saranno state almeno diecimila persone, che compostamente, senza alcuna bandiera di partito, hanno espresso tutta la loro rabbia contro questa amministrazione, invero tra le peggiori mai avventuratasi, e si che ce ne sono state di pessime, nella gestione della città eterna.
La sensibilità di un amministratore avrebbe voluto una presa d’atto della situazione non più sostenibile della città, della pazienza finita dei cittadini, dello stato di degrado delle periferie, dove i 5Stelle, il partito della Raggi, ha fatto il pieno dei voti in contrapposizione alla sinistra; avrebbe voluto parole di scusa per i morti da buche, per i continui guasti dei mezzi di trasporto, della mondezza che straborda dai cassonetti, dello stato di abbandono di interi quartieri rifugio di prede e predatori, di questo sentore di rassegnazione che si vive a Roma, come se questo inferno fosse il suo immutabile destino.
Niente di tutto questo, l’unica cosa che questa ineffabile giovane avvocato, apprendista dello studio Previti, ha saputo dire sui social, altra invenzione che avvelena le nostre esistenze e incrudelisce di più la nostra civiltà, e’ stata:”gente del Pd con le bandiere nascoste”.
Trovo questo commento  agghiacciante perchè denota una totale indifferenza per il disagio di quei cittadini che sono scesi in piazza , dopo due anni e mezzo di consiliatura grillina, per gridare il loro “non ne possiamo più” e trattati dalla Raggi come il solito nemico politico da utilizzare per ammansire gli imbecilli; lo trovo agghiacciante perchè fa capire quanto sia distante questa amministrazione dai problemi dei cittadini al punto da confonderli con una semplice manifestazione di contrapposizione politica; è agghiacciante perchè lascia capire che non vi è e non vi sarà nessuna azione risolutiva perchè non vi è nessuna coscienza da parte dell’amministrazione del degrado e dello sfacelo in  cui si è ormai avviluppata la nostra città.
Infine è disperante, Disperante, la consapevolezza che questo paese e la sua capitale siano in mano a giovani senza nessuna esperienza, continuamente alla ricerca di un nemico contro cui sparare così da nascondere la loro incapacità non solo nel governare ma anche nel  voler imparare a farlo, racchiusi come sono nella acredine e nella permalosità della loro inettitudine.
Ecco come i populisti trattano il popolo di cui sempre si riempiono la bocca; forse andrebbe meglio se sostituissero la parola popolo con quella di cittadini.
Umberto C

 

Il Punto

ottobre 24, 2018 by

L’ineffabile, simpatica sindaca di Roma,Virginia Raggi, intervenendo dopo la sciagura alla scala mobile della metro A fermata Repubblica per portare solidarietà ai 30 feriti alcuni in codice rosso, ha soggiunto “La città di Roma è a disposizione per tutto quello che può essere necessario in questi  momenti”,sembra una torva minaccia.
Cara sindaca l’unica cosa che Roma può, anzi deve, mettere a disposizione è la Sicurezza per i cittadini!
Perchè non è possibile che a Roma se si vuole andare allo Stadio, al teatro, al ristorante si rischia di essere risucchiati nel turbine nero della tragedia o per le buche, o per essere investiti da qualche bus che oramai scorrazzano indisturbati per la città in barba alle sue promesse preelettorali, o per il cattivo funzionamento dei trasporti pubblici e dalle pessime condizioni delle loro infrastrutture o infine per un albero che si abbatte senza un lamento.
Non si può vantare un bilancio aggiustato se la spesa per la manutenzione dalla metro A e B annunciata per il prossimo anno è di 8,6 milioni di euro, mentre il totale degli interventi ritenuti indifferibili da Roma Metropolitane ammonterebbe ad un miliardo e 60 milioni di euro; c’è il rischio, cara Sindaca, che l’Ustif, organo del ministero dei Trasporti che vigila sulla sicurezza, richieda al prefetto la chiusura delle metropolitane, anche se lei ha sanato il bilancio.
Un altro esempio di decrescita felice, prevista dal comico etilico.
Le scale mobili della metro A venivano, durante le consiliature di centro sinistra, si , proprio quelle tanto biasimate da lei e dai suoi sodali al Governo di questa povera Italia, manutenute ogni giorno; infatti si fermavano per 4 ore durante le quali si operava in manutenzione.
Adesso, cara sindaca, come forse le è noto, la manutenzione si effettua una volta al mese, anche in presenza di infiltrazioni di acqua in qualche stazione.
Il suo presunto bilancio risanato, ci costa 27 vittime questa volta, tutti cittadini russi, che a parte le ferite certo non faranno una gran pubblicità alla città dei sette colli; ci costa qualche centinaio di vittime, inghiottite dalle buche che Lei si ostina a preservare; qualche unità, investita dai torpedoni a cui Lei aveva promesso di vietare le strade del centro, slogan buoni per andare al governo gabbando i soliti gonzi che abboccano sempre, abbia fede, abboccano sempre.
Ci costa l’affronto, come sostiene la federalberghi,del rifiuto da parte dei turisti della seconda volta a visitare Roma la città più bella al Mondo.
Stendiamo il solito velo pietoso sulla “monnezza” che strasborda dai cassonetti, sulle erbacce che hanno inghiottito interi marciapiedi, cinghiali, topi, gabbiani che sguazzano nella mondezza che imputridisce, però una domanda ce la vogliamo porre e la vogliamo porre pure a Lei, magari al modo di Cicerone, così risulta più incisiva: usque tandem abuderis patietia nostra, Catilina?
Umberto C