Il Punto

ottobre 13, 2019 by

trump190622index

Dopo la prima guerra mondiale con l’esplosione dell’impero ottomano ai Curdi venne promesso uno Stato indipendente che in realtà non fu mai realizzato, dunque i Curdi che sono circa 35/40 milioni sono il gruppo etnico più numeroso privo di una unità nazionale che si insediò ai confini di 4 paesi ( Iraq, Iran, Siria e Turchia);la sua aspirazione è sempre stata quella di avere un proprio Stato ed una propria indipendenza.
Con la vittoria sul Daesh conseguita combattendo con gli Stati Uniti sembrava che questo sogno si potesse realizzare, c’era più indipendenza, più libertà, insomma i prodromi di uno Stato tra la Turchia e la Siria settentrionale, eventualità assolutamente osteggiata dalla Turchia che in quella zona vorrebbe ospitare i profughi siriani e non avere confinanti indesiderati come i Curdi.
Non appena il pazzariello americano ha promesso il ritiro delle sue truppe dalla zona incriminata, il despota Turco ha ricevuto il messaggio che attendeva e quindi ha mosso il suo esercito che è il secondo per importanza della Nato, alimentato dalle armi che tutta Europa e gli Stati Uniti gli vendono da sempre, contro i Curdi avvalendosi tra l’altro dei combattenti delle Stato Islamico nel frattempo liberati e minacciando che qualora gli europei lo infastidissero con sanzioni o altro, libererebbe tre milioni di profughi e li lancerebbe attraverso la rotta balcanica contro l’Europa: una bomba atomica di carne umana!
E quindi l’ennesimo genocidio si compie ignorandolo, sminuendolo, in alcuni casi scusandolo (Trump sostiene che non avendo i Curdi aiutato gli americani nell’ultima guerra mondiale non meritano l’aiuto americano questa volta!), tentare di impedirlo quando è già in corso;se a Monaco nel’33 non avessero concesso a Hitler di annettersi l’Austria, la Renania, riarmarla, prendersi i Suveti, forse le potenze europee avrebbero evitato la seconda guerra mondiale : per impedire questa ennesima atrocità contro un popolo quasi inerme di fronte al gigante Turco, la Germania e la Francia hanno dichiarato l’embargo di armi alla Turchia, dopo che l’hanno armata per decenni, mentre almeno l’Italia propone interventi più radicali: ma la morale è sempre la solita, i dittatori non bisogna farli crescere, l’osceno impulso della sopraffazione va ucciso nella culla.
Così l’ipocrisia europea pagava il tiranno di Istambul per tenersi i profughi in loco, ma i soldi se li faceva ridare in cambio di armi, a cosa sarebbero servite la politica dello struzzo faceva al caso alla grande.
Ma c’è un altro motivo per il quale il tiranno Turco ha scatenato il genocidio: è che la sua popolarità è in forte calo, qualche elezione la sta perdendo, ha perso Istambul per la prima volta da venti anni e dunque una chiamata alle armi egli crede che rinsaldi l’unità e la fiducia verso il suo regime, magari se accompagnata dalla persecuzione in carcere verso i dissidenti del suo piano isterico.
E Trump?Lui è fedele al “Prima l’America”,quindi se il suo paese perde il ruolo di gendarme della democrazia e della libertà nel mondo il problema non se lo pone, se l’ammainarsi delle bandiere dei valori americani si fa sempre più rumoroso lui aumenta la sua improntitudine e la bilancia gli torna in parità.
Gli interessi dell’Occidente valgono bene un genocidio di Curdi!
Umberto C

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Il Punto

ottobre 10, 2019 by

montecitoriomontecitorio

Il taglio dei parlamentari è stato votato quasi all’unanimità dai parlamentari; i parlamentari hanno accettato il loro sacrificio nemmeno beccandosi come i capponi di Renzo ma con la massima disponibilità e ora è diventato legge.
I 5stelle non hanno resistito e hanno impugnato delle forbici di cartone e hanno mimato con queste il taglio delle poltrone davanti al Parlamento e giù trionfalismi “decisione storica””promessa mantenuta””la casta ha pagato” e così avanti; bisogna dare atto che non si è rasentata l’idiozia della sconfitta della povertà di memoria giallo verde, ma un interrogativo rimane: questo successo serve per aumentare i consensi dal momento che si colpisce l’odiosa casta o a rendere più snella l’attività parlamentare; serve come tappa di avvicinamento alla famigerata democrazia diretta senza intermediazione, sbandierata dal movimento e elemento principe della sua nascita oppure è il primo passo verso un riformismo costituzionale che vede una nuova, a questo punto, ineludibile legge elettorale, nuovi contrappesi, una nuova metodologia di elezione del capo dello Stato?
Cosa ne pensa il Partito Democratico contrario da sempre a questo taglio, tranne se inserito nella riforma costituzionale del Napoleone Matteo?
Attendiamo la stessa sollecitudine sulla discussione e modifica dei due decreti sicurezza giallo verdi; infatti la riduzione dei parlamentari mal si armonizza con la multa a chi salva uno che sta affogando in mare;serve la stessa disponibilità nell’ approvare lo Jus soli o Jus cultura, perchè è legge di civilta’ che due ragazzini nella stessa scuola seduti nello stesso banco abbiano gli stessi diritti; insomma se non si vuole rivitalizzare lo spento DiMaio, se non si vuole alimentare il rimpianto per la Lega di estrema destra, questa legge deve essere il primo passo di un cambiamento veramente epocale, dell’imbocco della strada di civiltà troppo spesso impedito dall’odio e dalla paura che Salvini ha sparso a piene mani;se si vuole infine che la sinistra riacquisti la sua identità e riproponga i suoi valori fondanti della nostra democrazia bisogna che i 5 stelle piantino la loro costante ricerca del consenso attraverso il populismo e la demagogia e aiutino la trasformazione del nostro paese in senso morale fermo in ciò oramai dall’ingresso in politica del berlusconismo.
Il primo vagito lo potrebbero dare già con la richiesta del referendum confermativo sul taglio dei parlamentari che darebbe voce al popolo a cui non si può essere affezionati a giorni alterni.
Umberto C

Il Punto

ottobre 8, 2019 by

apollinarispantheonstabilimenti olivettivaticano

Uno degli aspetti più sconcertanti ad osservare la generazione giovane è la sua mancanza di stupore cioè “quell’intenso turbamento dovuto a meraviglia e sorpresa di fronte a qualcosa di inatteso o spiacevole che sia sinonimo di sbalordimento”, la capacità, che noi avevamo, di riflettere e di comprendere, o almeno cercare di farlo, tutto quello che andavamo scoprendo, tutto quello che la vita ci andava presentando.
Ho scoperto in campagna un nido grande forse di tortora caduto in terra, l’ho osservato a lungo e ho visto una magnifica opera di intrecciatura di pezzi di rametti così precisa e fitta da creare stupore appunto; l’ho fatta vedere a mio nipote di 12 anni, mettendo in risalto che se fosse stato necessario quell’animale avrebbe potuto costruire con lo stesso metodo preciso anche una capanna e lui distrattamente ,quasi a farmi contento con gli occhi interessati ad altro ha dato uno sguardo a quella magnifica opera di pazienza e di perizia e si è perso dietro qualche messaggio social, qualche whatsap, qualche urgenza di internet.
Stupirsi è fatica perchè ci vuole approfondimento, mentre il mondo di oggi è superficiale, offre le sue scelte gratis, pretende risposte rapide, perchè il tempo va consumato con la stessa noncuranza di un oggetto qualunque, perchè la ricerca dell’edonismo è spasmodica, perchè la bellezza come valore classico è stata soppiantata dalla moda, triturata e corrotta dal capriccio del momento.
In ogni epoca il pensiero dell’uomo, la sua attività ha costantemente ricercato la sua sublimazione nella bellezza, nella certezza che ciò che è bello è anche armonia e qualunque sia ciò in cui si crede non può che essere vicino alla bellezza; l’uomo dunque ha sempre avuto come fine ultimo delle sue azioni il conseguimento dell’ideale di bellezza; il raggiungimento di questo ideale lo ha avvicinato al suo Dio, cioè lo ha innalzato verso la vita spirituale; i grandi uomini hanno lasciato tracce di bellezza nelle Costituzioni, nelle leggi con le quali hanno realizzato il vivere civile, nell’arte, nel pensiero; è attraverso la ricerca della bellezza che il mondo è progredito. ha trovato la forza per superare le grandi sciagure provocate dall’egoismo e dalla smania di possesso, di sconfiggere il male che è insito nella natura umana.
Il nostro tempo fa spavento per questa indifferenza verso la bellezza; non sono i sovranismi, le brexit, il trumpismo, la prepotenza di Erdogan, la crudeltà dei mercanti di uomini, il cinismo di chi si volta dall’altra parte per non vedere il dolore e la disperazione di esseri umani privati di ogni diritto, persino quello della vita, a fare spavento, non è il male quello che atterrisce, ma la mancanza dell’antidoto, la quasi totale assenza di anticorpi che innalza il salvinismo, lo propone come il fine ultimo e non si accorge che è proprio quel fine che impedisce alla bellezza di trionfare sul cinismo della menzogna.
E’ la nostra civiltà che si è svuotata, che abbiamo svuotato, di ogni capacità di stupirci, di meravigliarci che la bellezza è offesa da Bolzonaro che incendia l’Amazzonia, che le democrazie sono in pericolo perchè i servizi segreti di tutto il mondo sono usati dal potere contro altro potere in una lotta senza quartiere, che Trump potrebbe essere rieletto, che perfino la Raggi, il nostro povero incapace implume sindaco potrebbe ripresentarsi per un ulteriore mandato.
Ci si deve augurare che la gioventù si riappropri del suo destino, prenda coscienza che la generazione precedente non ha saputo tramandarle un pianeta in buono stato,diffonda la sua capacità di stupirsi, alimenti questo contagio senza violenza senza ideologie miserabili nella consapevolezza che oggi occorrono mezzi nuovi per raggiungere la bellezza che serve per sconfiggere tutte le falsità e le menzogne che vengono a galla senza nessun pudore e senza nessuna meraviglia.
Umberto C

Il debito sulle future generazioni

ottobre 8, 2019 by

dal blog di Staino

ottobre 4, 2019 by

Il Punto

nuovo segretario

Il Partito democratico ha un vantaggio che gli può procurare due successi non da poco.
Il vantaggio è quello di non avere mai il voto della maggioranza degli italiani poichè i fanciullini prediliggono sempre coloro che provocano loro l’indigestione a coloro che poi gli somministrano la purga per togliergli l’imbarazzo; dunque non avendo questo assillo possono perseguire con determinazione e serietà qualunque obiettivo quando sono chiamati al governo come per esempio la lotta senza quartiere all’evasione fiscale, sport nel quale gli italiani sono i primi al mondo.
Tutti i governi del dopoguerra hanno dichiarato questo obiettivo ma salvo alcuni tentativi pallidi e irresoluti, brevi e farlocchi tutti hanno preferito il voto di riconoscenza per esserselo dimenticato.
In fondo gli strumenti informatici ci sono, nel tempo alcune tecniche si sono affinate, archivi si sono costruiti e non sono nemmeno mancate idee straordinariamente semplici ed efficaci: due per tutte l’introduzione dell’effe 24 e la fatturazione elettronica( vedi alla voce Vincenzo Visco).
Del resto basta copiare quello che hanno fatto gli altri: in Finlandia il contante non esiste, la moneta è solo elettronica, in America le fatture di pagamento sono interamente deducibili, solo da noi tra il fornitore e il cliente si instaura la trattativa tra il prezzo con fattura o senza, costringendo il cliente a conteggiare fino a che punto può pretendere la fornitura fatturata secondo la sua convenienza, in Spagna è successo che lo stesso fornitore chiedesse il pagamento con carta elettronica perchè a lui veniva riconosciuto un bonus dallo Stato per questa procedura; lo stesso bonus potrebbe essere riconosciuto a tutti i piccolo servizi come idraulica falegnameria elettricista etc nei quali ci si incappa quotidianamente; i grandi evasori con i controlli dispiegabili non dovrebbero nemmeno esistere, le grandi compagnie dovrebbero assolvere al loro dovere fiscale nel luogo dove viene prodotto il loro reddito e non in qualche paradiso fiscale la cui esistenza è una offesa alla civiltà.
Aumenterebbe l’intolleranza dell’italiano astuto e truffaldino nei confronti della sinistra ma forse si recupererebbero quei capitali necessari per rendere la scuola degna di un paese moderno e occidentale, per investire in ricerca e sviluppo così che Giavazzi finalmente smetterà di dire stronzate come quella che è meglio il lavoro che il posto di lavoro,avviare un vero piano di produzione compatibile, un piano industriale di cui si è sempre parlato in questo paese ma non si è fatto mai.
Infine il Partito Democratico smetterà di navigare a pelo d’acqua senza fare onde cercando di declinare il risanamento del disastro che la destra provoca e il tentativo di scontentare il meno possibile, tanto l’esito elettorale è sempre quello ma la Storia dell’esito elettorale se ne frega.
Umberto C

Il Punto

ottobre 1, 2019 by

giornalidenari

Fiorisce in Tv il dibattito dei “benaltristi”, di coloro che, dovendosi inventare la vita giorno per giorno, una ne dicono e una ne smentiscono ma restano fermi nel contestare le iniziative politiche sostenendo sempre come siano altre quelle da prendere.
Il Governo sta cercando di mettere insieme una manovra economica che rattoppi, senza appesantire la situazione già pesante di suo, le sciagurate decisioni salviniandimaiane, che lungi dal sanare le amministrazioni precedenti ne hanno sconquassato ancor di più gli equilibri ed ora dall’opposizione dove la Lega si è rifugiata sparano bombarde di stereotipi e di banalità per i gonzi.
Il problema, come tutti oramai hanno imparato, è scongiurare l’aumento dell’iva al 23%, cosa che farebbe aumentare il costo della vita e deprimerebbe l’economia già in recessione; per questo servono 23 miliardi.
Ma perchè ?
Perchè secondo la finanza creativa, che si stava rivelando cretina, nel 2011 il duo Tremonti-Berlusconi per ovviare allo spread abissale stabilirono un patto con l’Ue secondo cui “Qualora non si fossero raggiunti gli equilibri di bilancio pattuiti si sarebbe compensato con l’aumento dell’Iva”e il  duo Fasano infatti dal 20 la fece crescere al 21%.
Monti in un primo tempo pensò di portarla al 23%, ma poi l’aumentò solo di un punto cioè la fermò al 22%, ma quel patto restò e lo sbilancio si fermò intorno ai 20 miliardi e il suo pagamento fu rinviato di anno in anno.
Da allora nessun governo riuscì a annullare  questa spada di Damocle che pesa sulla nostra economia come un macigno, rinviando sempre la resa dei conti; resa dei conti che scade nel ’20.
Le linee dell’ attuale Governo che ha ereditato dagli “scappati”questo lascito avvelenato, pare di capire, siano di due tipi, cioè o lasciare  l’iva così come è ovvero rimodularla.
L’Italia per chi lo ignorasse ha tre tipologie di aliquote: una la 4% per i generi di prima necessità, alimentari, una al 10% per i servizi turistici, alberghi, ristoranti, e una al 22% per tutto il resto; rimodularla significherebbe, credo, distribuirla in modo più corretto, aumentandola magari su beni di lusso e diminuirla su beni necessari; l’altra ipotesi che sembra la più probabile è quella di lasciarla così come è ma però in questo caso servono 23 miliardi.
Bisogna però notare che in Europa l’Iva viene evasa per un totale di  137 miliardi, mentre nella sola Italia se ne evadono 33,7, che il nostro è il paese che ha la medaglia d’oro per valore assoluto, mentre ha quella di bronzo per valore relativo( dietro la Romania e la immancabile Grecia).
Tutti a straparlare su come tracciare la strada per ammortizzare le clausole di salvaguardia tremontiane, ma ci fosse un benaltrista, un radical schic alla Giannini o alla Padellaro che ci illuminasse sul come far pagare i maledetti evasori, vera piaga del nostro paese, che nessuna forza politica ha il fegato di affrontare come si meriterebbero!
Umberto C

i guai del cantante Morgan

ottobre 1, 2019 by

dal sito staino blog

La comunità Olivetti Roma Ringrazia Sergio Staino per le sue vignette

Il Tormento e L’Estasi

ottobre 1, 2019 by

Nei dibattiti, attraverso i media, il tormentone di settembre è diventato, “Il perchè Matteo Renzi ha lasciato il Partito democratico,Tutti si addentrano in analisi e congetture che rasentano il pettegolezzo, senza fare una vera analisi politica della situazione Italiana dove il governo sta per varare la manovra economica, che determinerà la possibile uscita del Paese dallo stallo attuale.Qualche giornalista sottolinea il silenzio del Pd in tutta questa diatriba insulsa, senza capire che le chiacchiere che si fanno nelle varie TV sono solo una vetrina per coloro che la politica la svolgono con gli annunci lontano dai fatti reali, mentre il partito sta silenziosamente lavorando per arrivare ad una soluzione vera dei problemi del Paese, sicuramente tra mille difficoltà dopo un anno dello sgoverno giallo-verde.Il Presidente Conte ha assunto finalmente il ruolo che la Costituzione gli affida che è quello di assumersi tutte le responsabilità politiche di una maggioranza più omogenea della precedente,dove anche in questo caso dovrà fare sintesi di tutte le mediazione che nascono da una compagine di Governo di coalizione.Detto ciò ritengo che non sia molto importante dilungarsi in interminabili discussioni sulla fuoriuscita di parlamentari da vari gruppi di destra o di sinistra, acquisti o adesioni ad Italia Viva, tutto ciò, credo ai cittadini Italiani non importa un fico secco, altri e ben più seri sono i problemi da risolvere, la cosa importante che questa nuova esperienza di Governo porti il Paese verso l’uscita dal tunnel della recessione dando nuova speranza a milioni di cittadini in difficoltà, creando cultura, innovazione, lavoro e facendo in modo che l’Europa affronti finalmente con vigore il problema migratorio, che dovrà essere gestito con razionalità e competenza, fenomeno con il quale si dovrà fare i conti ancora per un lungo periodo con interventi mirati di integrazione controllata, sia in Europa che nei paesi di origine favorendo sviluppo in loco con condizioni di vita accettabili per intere popolazioni. In sostanza se Renzi vorrà fare l’ennesimo partito del centro sinistra sarà un problema suo e per coloro che aderiranno, noi del Partito democratico dobbiamo guardare avanti senza incertezze e tentennamenti, saranno poi i risultati che conseguiremo a determinare un giudizio positivo o negativo dei cittadini Italiani.

Giancarlo Garro

Il Punto

settembre 28, 2019 by

congresso pdrenzi

Perchè non aderirò mai al partito di Renzi “Italia viva”.
La sinistra in Europa negli anni novanta  aveva conosciuto un rinnovamento necessario e di grande presa sul suo popolo; Tony Blair in Inghilterra e soprattutto Gerard Schroeder in Germania, lui si a ragione da definirsi riformista, avevano conferito una scossa al mondo della sinistra, maturato un progetto di rinnovamento della socialdemocrazia, necessario in un mondo ingessato e ripiegato sulle sue convinzioni, triste nel suo recinto senza sbocchi.

Anche in Italia la semi vittoria di Bersani nel 2013 aveva chiaramente segnato l’impasse in cui versava il Partito Democratico; non si era verificata, del resto non poteva, quella primavera più volte annunciata e favorita dall’appassimento mesto del Cavaliere di Arcore; il grigiore del successo dei Dem fu sottolineato dalla sdegnosità dei Grillini che rigettarono con grande arroganza qualsiasi ipotesi di partecipazione ad un governo a guida Pd.
Renzi allora sembrò e in effetti lo fu realmente quella ventata che ridà il coraggio e la volontà di rimettersi in gioco, di scoprire referenti diversi alla sinistra excomunista; il suo fascino giovane, la sua carica di energia, anche un diverso atteggiamento nei confronti della comunicazione, riscoprì l’orgoglio di essere un militante di sinistra; il Pd da tempo anche sommessamente  era orientato verso queste nuove posizioni e in Renzi trovò l’interprete ideale delle sue aspirazioni.
Insomma le speranze della sinistra si fecero carne con Renzi, i ritardi, il manierismo, le vecchie liturgie furono messe da parte; anche uno svecchiamento generazionale, perchè no, divenne agli occhi dei più non solo accettabile ma perfino necessario.
Non fu la sconfitta del referendum, esprimo sempre pareri personali, che tra l’altro poneva quesiti giusti e già approvati dalle due Camere, che segnò l’ingresso nel cono d’ombra del nostro, ma il suo  scivolamento sempre più rovinoso verso un neo liberismo che sempre più allargava la forbice sociale, allontanava sempre più i ricchi dai poveri; un rovinoso neoliberismo che si manifestava con un’ avversione verso i sindacati di stampo anni ’60.
Insomma ha tradito il nostro desiderio di cambiamento preferendogli la scalata, abortita miseramente, verso la cima di un partito personale, destrutturandosi dalla politica tradizionale.
La sua uscita dal Pd accompagnata da motivazioni pretestuose e povere di riflessione politica, il fuoco amico( ma non era lui ad usare un linguaggio senza riguardi),il partito novecentesco(ma non è stato lui il segretario per più di 4 anni e perchè non lo ha cambiato), la volontà riformista( ma chi è quel partito che si può definire non riformista), ha lasciato un odore di ambizioni personali e di tatticismo esasperato, molto lontano dai valori della sinistra, almeno come mi pare di aver sempre condiviso.
Se potessi quest’anno prenderei due tessere  del Pd invece che una.
Umberto C

Le Uscite

settembre 27, 2019 by

dal blog di Sergio Staino