Archive for 25 luglio 2017

Un pensiero al giorno

luglio 25, 2017

 

 

” In questo momento attraverso un

   certo periodo di stanchezza morale,

   in relazione ad avvenimenti di carattere

   famigliare.  Sono molto nervoso e irascibile;

   non riesco a concentrarmi su nessun

   argomento, anche se interessante. “

 

(Antonio Gramsci )

lettere dal carcere

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Oggi accadeva

luglio 25, 2017

 

A cura di Ennio Boccanera

2004        25         luglio        Israele

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Stricia di Gaza

 

In Israele 100 mila oppositori al piano di disimpegno dalle zone occupate del premier Sharon formano una catena umana di 90 km dalla zona di Gaza a Gerusalemme.

 

Da Tele-sette n° 30 del 27/07/2010

La Storia

«No al ritiro da Gaza»

GERUSALEMME – I nazionalisti israeliani, laici e religiosi, hanno lanciato oggi un nuovo altolà al piano di ritiro dalla striscia di Gaza e da alcune aree cisgiordane del premier Ariel Sharon creando stasera una gigantesca catena umana, soprattutto di coloni, che per 90 Km. ha collegato gli insediamenti di Gaza col Muro del Pianto a Gerusalemme, il sito più sacro agli ebrei.
Contro la realizzazione di questo piano gravano pure, secondo i servizi di sicurezza, le minacce provenienti da frange dell’ estremismo religioso ebraico che vorrebbero attaccare la Spianata delle Moschee, terzo Luogo Santo islamico, con l’ intento di arrestare il ritiro, di silurare ogni possibilità di pace col mondo musulmano e di provocare un conflitto apocalittico nella convinzione di sollecitare così l’ arrivo del Messia.
Per gli ebrei la Spianata sorge sui resti del biblico Tempio ebraico distrutto dall’imperatore romano Tito nel 70 d.C..
Organizzata come un’operazione militare, che ha comportato l’impiego di oltre 800 autobus, la catena umana ha visto la partecipazione di diverse decine di migliaia di persone di tutte le età – almeno 100.000 secondo gli organizzatori – tutte unite al grido «No al ritiro da Gaza».
«Sono qui – ha detto uno dei partecipanti, Herzel Hasson – solo per dire a Sharon che il suo piano non sarà realizzato e la grande partecipazione di popolo a questa manifestazione è la prova di ciò che dico».
In un comunicato emesso prima della manifestazione i promotori dell’ iniziativa hanno affermato che «sotto ogni aspetto, della sicurezza, democratico, culturale, etico e ebraico, l’ espulsione degli ebrei (circa 8.000 coloni in 21 insediamenti) da Gaza colpirebbe la società israeliana nella sua spina dorsale».
Al tempo stesso hanno affermato che la loro lotta dovrà essere «attiva e vigorosa» ma anche non violenta, poichè «la violenza è l’arma dei deboli».
Alla manifestazione hanno partecipato anche il presidente della Knesset Rubi Rivlin e una trentina di deputati di formazioni politiche diverse, incluso il Likud, il partito del premier Ariel Sharon il cui piano è contestato da un nutrito numero di membri del comitato centrale mentre nel paese, stando ai sondaggi, gode di una forte maggioranza.
Alcune centinaia di membri del comitato assieme al minstro degli esteri Silvan Shalom e a quello senza portafoglio Uzi Landau si sono riuniti in serata a Tel Aviv con l’intento di segnalare a Sharon che non gli sarà permesso di dar vita a un governo «laico di sinistra», formato da un’allenza col partito laburista ora all’ opposizione e con lo Shinui (centro laico), allo scopo di portare avanti il piano di ritiro.
Ma tra tutte le diverse forme di resistenza al ritiro, quella che più preoccupa i responsabili della sicurezza è la minaccia di attaccare la Spianata delle moschee che viene dalle frange ultranazionaliste.
L’ avvertimento lanciato ieri dal ministro della sicurezza interna Tzahi Hanegbi secondo il quale «c’è il pericolo che estremisti vogliano colpire uno dei siti più esplosivi nella speranza di provocare una reazione a catena che distruggerebbe il processo di pace», ha avuto oggi ampia eco nel paese.
In seno allo Shin-Bet – il servizio segreto interno -, secondo i media, si teme che terroristi ebrei stiano considerando la possibilità sia di attaccare la Spianata facendo cadere sulle due Moschee e su una folla di fedeli musulmani in preghiera un aereo imbottito di esplosivi, sia di assassinare un leader religioso musulmano appartenente al Waqf, la Custodia responsabile del sito.
Preoccupazione è stata espressa anche dall’ Autorità nazionale palestinese che, secondo il ministro Ghassan Khatib, ha lanciato un allarmato appello alla comunità internazionale e al mondo islamico perché compiano tutti i passi necessari per assicurare la protezione del sito.
Non è la prima volta che la Spianata entra nel mirino di estremisti. Già nei primi anni Ottanta una rete terroristica ebraica progettò di far esplodere la Moschea della Roccia.
Il piano, che era in fase di preparazione avanzata, fu sventato dallo Shin-Bet. Yehuda Etzioni, che fu uno dei capi di questa rete, ha dichiarato oggi di ritenere la Spianata un obiettivo «meritevole» ma ha al tempo stesso aggiunto di non credere che colpirla sia il modo migliore per impedire il ritiro da Gaza.
Giorgio Raccah