Eventi della Storia

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19 Luglio 1943

Un gruppo di bombardieri Anglo Americani sganciano su Roma le prime bombe della seconda Guerra mondiale. Il Bombardamento di Roma colpì i quartieri di San Lorenzo e lo scalo ferroviario merci ed alcune attività produttive, ma colpì anche case di abitazione devastando gran parte del quartiere e la Basilica stessa che da il nome al quartiere est di Roma.Le vittime furono 3000 e numerosi i feriti e i dispersi, numerosi furono anche gli sfollati con le case distrutte. Il Papa pio XII si recò immediatamente sul posto, fu quella la sua prima uscita dal Vaticano.

La popolazione riteneva che la capitale italiana, oltre alle difese militari, potesse contare sulla presenza del Papa, la cui presenza avrebbe scoraggiato chiunque dal gettare bombe sulla città, e infatti Roma è stata senza dubbio una delle città meno colpite durante la Seconda Guerra Mondiale.

La prima di queste incursioni su Roma, quella del 19 luglio 1943, fu senza dubbio la più sanguinosa: l’obiettivo degli Alleati era lo scalo merci di San Lorenzo, posto proprio di fianco al popoloso quartiere che fu pesantemente colpito.

I danni di questo bombardamento furono molto elevati: morirono in tutto circa 3mila persone, oltre 11mila rimasero ferite, furono danneggiate la Basilica di San Lorenzo, il cimitero del Verano e l’Università.

Circa 40mila persone rimasero invece senzatetto e tra le vittime vi furono anche il generale dei Carabinieri Azolino Hazon e il capo di stato maggiore Ulderico Barengo, recatisi nel quartiere nel tentativo di dare una mano.

Il duro colpo alla popolazione civile turbò notevolmente l’opinione pubblica. Se nelle ore successive al bombardamento Papa Pio XII fu accolto in maniera calorosa dagli abitanti di San Lorenzo (l’immagine del pontefice che allarga le braccia in piazzale del Verano è uno dei simboli della sua visita ed è anche stato immortalato successivamente in una statua), ben diversa fu l’accoglienza per il Re Vittorio Emanuele III, contro la cui automobile furono anche lanciati sassi.

Il precipitare della situazione bellica italiana e il forte malcontento della popolazione portarono il Re, nei giorni successivi al bombardamento di San Lorenzo, a una manovra inattesa che cambiò ancora di più gli equilibri del conflitto.l 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del Fascismo, un organo fino a quel momento principalmente simbolico, approvò un ordine del giorno che ridimensionava fortemente i poteri di Benito Mussolini, che il giorno stesso venne sostituito per volontà del Re dal maresciallo Pietro Badoglio come presidente del consiglio e arrestato.

Le note sono liberamente tratte da siti web

Rubrica ideata da Ennio Boccanera

Giancarlo Garro

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