Un Paese in via di sviluppo

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La Decrescita Infelice

In passato nei primi anni sessanta, si pensava che inviando solo denari ai paesi in via di sviluppo si potessero risolvere con aiuti indifferiti i loro immani problemi, alimentazione,degrado sociale,povertà assoluta e qualità della vita al di sotto dei livelli elementari di pura sussistenza.

 

In sostanza le elemosine del mondo ricco occidentale non fecero altro che peggiorare la situazione,gli aiuti così organizzati non generavano sviluppo produttivo e migliori condizioni di vita per milioni di persone in quei paesi cosidetti emergenti.ma una volta che gli aiuti finivano era come seminare del grano su di un campo di roccia e sassi.non davano frutto alcuno.Solo negli anni successivi si comprese che era necessario invertire la tendenza,con aiuti di investimento produttivo che avrebbe generato lavoro e quindi sviluppo.Un vantaggio reciproco, sia per il paese investitore che per i paesi oggetto dell’intervento, la Cina negli ultimi quindici anni ha investito ingenti capitali, sopratutto in Africa modificando e trasformando gli assetti economici di molti paesi del continente,con infrastrutture industriali,ferrovie di lunga percorrenza,strade, settore agricolo e alimentare, con risultati a dir poco sorprendenti in un periodo di anni relativamente breve.Fatta questa premessa,invece nella settima potenza industriale del mondo occidentale avviene esattamente il contrario.Un Governo Giallo Verde al quale gli Italiani Hanno dato un largo consenso, senza valutarne le conseguenze nefaste.Ha varato una legge finanziaria con una marcata impronta assistenziale, denari elargiti e condoni fiscali che premiano figure marginali del lavoro professionale senza che vi sia un ritorno produttivo di crescita della ricchezza e dei livelli occupazionali. Non si premiano gli investimenti innovativi delle aziende,non viene citata nessuna operazione per ridurre il costo del lavoro e individuare incentivi che favoriscano livelli occupazionali possibili di  grandi masse di giovani disoccupati o in cerca di un primo impiego. Non esiste un piano organigo per lo sviluppo e la riqualificazione delle  infrastrutture necessarie sopratutto nelle regioni meridionali,quelle già in progetto o parzialmente avviate sono quelle del precedente governo e oggi interrotte per definire i famigerati costi e benefici non meglio identificati. Un paese dove le elemosine di stato cadranno nel nulla incentivando la rinuncia a cercare un lavoro, oppure se trovato, siccome siamo in Italia, sarà sicuramente in nero,visto che non ci saranno per il momento strutture di controllo.Si dichiara che i centri per l’impiego dovranno essere riformati,ma quali tempi occorrono? e quale investimento serve per renderli veramente efficienti? a queste domande per il momento non vi è alcuna seria risposta, se non pura propaganda spicciola.Però,chiedo scusa a chi ci legge,forse tutto questo è voluto perchè in questo modo si applica alla perfezione la teoria Beppegrillina della Decrescita Infelice.

Giancarlo Garro

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