Archive for the ‘IL PUNTO’ Category

Il Punto

giugno 23, 2017

 

Siamo arrivati alla elezione del segretario cittadino del Partito democratico.
Ci siamo arrivati in prossimità delle vacanze, con l’afa della fine di giugno(si poteva fare pure peggio magari scegliendo la fine di luglio o di agosto),in ogni caso il giorno 26-presentazione delle candidature a via di cinecitta 11, quarto piano,sala rossa e il giorno 27-votazione in sezione alla lista del candidato segretario,si svolgerà il congresso cittadino.
I candidati sono 4:
Valeria Baglio lista unica-farfalla tricolore
Casu lista unica
Ricciardelli lista unica-vero outsider
Santoro doppia lista
Esaminati i curriculum,e soprattutto le condizioni in cui arriva il Partito a questo importante appuntamento,dovremo finalmente chiudere la parentesi commissariale,il nostro circolo ha scelto Valeria Baglio e la sua lista.
Il curriculum,è stata eletta nel consiglio del XI municipio,è stata presidente dell’assemblea capitolina,e la sua scheda di presentazione del progetto di Roma ci hanno convinti ad affidare le nostre speranze di un partito finalmente normale a questo quadro delle PPTT,giovane ma con esperienza e con ottimi proponimenti(valeria.baglio 2016 @gmail.com).
Gli iscritti voteranno in sezione il giorno 27 giugno,scegliendo la lista del candidato,i duecentocinquanta delegati all’assemblea romana.
Se ci sarà un candidato la cui lista avrà ottenuto il 50%più uno ,quel candidato sarà eletto,altrimenti si andrà al ballottaggio tra i primi due arrivati.
Poi si dovrà ricostruire la filiera gerarchica nell’ambito del partito ,sarà indispensabile perchè il territorio venga riconosciuto ,perchè le sue aspettative recepite,perchè il lavoro di migliaia di militanti apprezzato e valorizzato,perchè,insomma ,il partito ridivenga di tutti e non solo di alcuni che lo piegano secondo interesse.
Nella mia lunga esperienza mai ho ricevuto una così totale sfiducia da parte degli iscritti che quotidianamente si impegnano ,nei confronti dell’organizzazione strutturale del partito;non circola più il sangue nelle vene delle sezioni,non c’è più il palpito di una battaglia ritenuta vitale;ci si trascina un pò per abitudine,un pò per vecchia tradizione,un po’ perchè si è sempre fatto e un pò perchè la fiammella della speranza non si spegne mai nei nostri compagni.
Sarà duro il compito del nuovo segretario cittadino,perchè se è vero che il commissariamento ha selezionato,eliminato centri di potere,come circoli divenuti buoni solo per raccogliere voti per questa o quella camarilla,per contro sono state spente iniziative ,proposte,il militante ha bussato ad una porta che non si è mai aperta,insomma non si è più fatta politica a Roma.
Umberto C

Il Punto

giugno 19, 2017

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Luciano Lama

Se fosse necessaria una linea di demarcazione tra la sinistra riformista e una sinistra infantile,inutilmente conflittuale,con la nostalgia di un operaismo novecentesco,bene sarebbe giustappunto costituita dallo sciopero dei trasporti di venerdi’ scorso e la manifestazione della Cgil del giorno dopo contro la manovra del governo che introduceva i voucher.
Per quanto riguarda lo sciopero di venerdì del trasporto,c’è poco da dire:ritengo che sigle sindacali di base che rappresentano il 10% dei lavoratori non possono e non devono essere messi in condizioni di paralizzare città come Roma o Milano;è la loro stessa azione che ne delimita la libertà dello sciopero e non un eventuale riforma del diritto di sciopero;è la loro arrogante quanto velleitaria e fumosa richiesta di minor privato e più pubblico nella filiera del trasporto,anche a giudicare dall’oggettivo suo funzionamento,che ne delimita la demagogia  del ricatto.
Il Parlamento deve varare una legge che consenta ai lavoratori di esprimersi con un referendum sulla opportunità di aderire ad uno sciopero organizzato da sindacati di base che non si sa chi e quanti lavoratori rappresentino;mentre i sindacati confederali non possono seguire la corrente per timore di venire scavalcati in una azione che non li vedesse presenti.
Per i venti anni dalla scomparsa di Luciano Lama si è tracciato il percorso di questo grande sindacalista riformatore che ha cavalcato le grandi conquiste dovute alle lotte operaie,il radicamento dello Statuto dei Lavoratori,la Costituzione nelle fabbriche,ma ha conosciuto nel suo percorso di vita anche un processo di declino che iniziò con la scelta monetaristica occidentale e l’impatto che ebbe sulla macroeconomia,la marcia dei 40 mila alla Fiat e il referendum sulla scala mobile,ha schierato il sindacato unitario contro il terrorismo omicida,ma ha poi conosciuto la contestazione del movimento studentesco nel ’77;ha impostato la politica dell’Eur nel ’78 con la quale indicò la moderazione sindacale e il lavoro come variabile dipendente.
Ebbene,ora la Camusso ha schierato il sindacato,dopo anni di difesa rituale dell’esistente, in una mobilitazione di massa contro i nuovi voucher e contro il governo di centro-sinistra che li aveva introdotti nella manovra di correzione imposta da Bruxelles.
Cosa dovrebbe rappresentare una organizzazione sindacale nel mondo della globalizzazione,della rete di internet è difficile dirlo,personalmente non ne sono all’altezza e me ne astengo; ma dichiarare i nuovi voucher una nuova forma di precariato mi sembra un boato per coprire un silezio di proposta allarmante:
-i nuovo voucher potranno essere utilizzati dalle aziende con meno 5 dipendenti e dalle famiglie
-hanno dei tetti molto rigidi,non potranno superare i 5 mila l’anno per i datori di lavoro e per i lavoratori
-in agricoltura saranno possibili per pensionati,studenti e disoccupati
-per le famiglie,tramite il libretto famiglia,saranno ammessi per piccoli lavori come l’assistenza domiciliare a bambini,malati,anziani
-sono ammessi solo per prestazioni di lavoro occasionale,per famiglie e piccole imprese
-sono gestiti dall’inps e non dal tabaccaio,forniscono contributi previdenziali e coperture assicurative
E’ credibile farli diventare il pretesto per difendere il lavoro dalla sempre maggior precarietà?
Noi ci riconosciamo in un sindacato che sia soggetto attivo del cambiamento,che produca nel mondo del lavoro quei fermenti che possano sfociare in un moderno rifornismo sociale,e che non insegua ricette maturate nel secolo breve o generalistiche campagne su argomenti rituali senza porli dentro l’ampolla della storicizzazione e lavarli con l’acqua della macroeconomia della globalizzazione.
Un sindacato così ha abolito la sua rappresentanza,ha messo in mora la sua forza di impatto nei confronti dei processi di democratizzazione nell’ambito del rapporto lavoro-capitale è destinato ad una sempre più marginale presenza.
Umberto C

Il Punto

giugno 16, 2017

prodi

Il risultato del referendum di dicembre e l’esito del tentativo,in verità pieno di buona volontà da parte del Partito Democratico,di realizzare una nuova legge elettorale, hanno detto con chiarezza che non esiste e non può esistere un partito democratico  del segretario,insomma non può esistere un Pdr che possa governare il paese, che ottenga una maggioranza tale da governare da solo;d’altronde non è che le cose da fare,le leggi da approvare,dal codice antimafia al biotestamento,dal processo penale allo ius soli,si possono fare indifferentemente con Berlusconi o con Pisapia;il nostro progetto politico deve avere una precedenza sulle alleanze e non spalmato su queste.
Tale convincimento Renzi lo sta maturando.
Il Campo Progressista di Pisapia, che al momento è difficile,forse impossibile, da quantificare, ha dettato le condizioni per un tentativo di federazione a sinistra:non una mera annessione al Pd come ventilata da Renzi ,ma una coalizzazione ,con liste proprie a cercare la maggioranza soprattutto al senato.
Per rafforzare questa posizione,l’avvocato milanese,chiede primarie di coalizione,non perchè abbia una qualche velleità di vincerle o sottrarre al Pd tale primato,ma per marcare ufficialmente e chiaramente l’esistenza di due aree a sinistra,due aree che si federano sulla base di un programma politico che intanto tiene fuori,come innaturale,qualsiasi alleanza con Berlusconi e i suoi fanti.
La partita è difficile,a mio modo di vedere,perchè c’è da vincere le resistenze di chi nel Pd renziano non vuole abdicare ad una posizione di arrogante primato,e nel Campo di Pisapia sarà necessario capire il ruolo degli scissionisti di Art.1.
Intanto è stato individuata la persona che farà da collante tra questi due luoghi della memoria di sinistra, che è impossibile che restino separati,è innaturale,magari con il Partito democratico in difficoltà nella trattativa di governo con Alfano o peggio con Brunetta.
La persona è quanto di meglio oggi il panorama politico italiano possa offrire,sia in termini culturali che politici:Romano Prodi.
L’ultra settantenne professore,che con una qualche vanità si definisce un pensionato, in realtà non lo è affatto,presente come è sempre stato nel merito della politica italiana, basta leggere il suo ultimo libro,”Il piano inclinato”,non ha mai fatto mancare il suo parere su tutto quanto successo in Italia e in Europa.
La sua mediazione sarà di alto profilo,Renzi sembra averlo capito ed accettato;ora servirà una legge elettorale maggioritaria che consentirà le coalizioni  perchè altrimenti ognuno con il proprio simbolo in ordine sparso a far campagna elettorale al tutti contro tutti e sarà un suicidio.
Insomma il governo Gentiloni,che sta lavorando bene,andrà avanti fino a fine legislatura,nella sinistra sembra si sia ritrovato il filo rosso dell’unità e come hanno dimostrato le ultime amministrative con l’unità si vince,il tempo per tessere questo abbozzo di tela c’è, il campo avverso si è tutto rappreso nel fascismo dell’intolleranza  e dell’egoismo,forse riusciamo ad evitare l’abbraccio mortale e ipnotico dei berluscones e dello stesso ex cavaliere,dunque per noi è una buona giornata.
Umberto c

Il Punto

giugno 15, 2017

casaleggiosalvini_E’ successo!
Tutte le cancellerie del mondo sono in allarme; gli investitori globali sono con il fiato sospeso; le banche ,già in crisi di per sè,stentano ad aprire gli sportelli;il mondo si è praticamente fermato in attesa della decisione che sblocchi, che stappi la tensione dalla faringe degli umani:si sono incontrati nientemeno che Casaleggio e Salvini e,indovinate,in modo segreto;come avranno disegnato il mondo futuro,non si sa.
La notizia già serpeggiava da giorni,tra la Lega e il MoVimento 5S  già da tempo si era istaurata una naturale propensione ad alimentare l’odio verso l’immigrato,verso il pericolo dell’invasione sul suolo italiano di scimitarre e turbanti.
I recenti risultati delle amministrative,non certo strepitosi per Grillo & Casaleggio,hanno di fatto precipitato la situazione,e allora l’input del Garante ai suoi magnifici ragazzi è stato quello di spararla più grossa possibile onde coprire l’insuccesso elettorale;subito l’invito è stato raccolto dai più traballanti nelle loro funzioni,e quindi la Raggi ha sparato il suo tric-trac ,affermando che Roma non può più accogliere nessuno,ma quando il Ministero degli Interni le ha fatto notare che Roma è sotto di un paio di migliaia dal previsto,si è accasciata tra una buca e l’altra e tra un cassonetto debordante e una colonia di ratti festaioli.
Poi è stata la volta del giovane premier in pectore,che ha affermato di voler uscire dalla Ue;con il suo tono ultimativo e tranchant ha sconvolto i sogni eterni di Konrad Adenauer,che si rappacificò con Charles De Gaulle,dopo secoli di guerre e sofferenze;Alcide De Gasperi che insieme a Schuman sostenne la nascita della Comunità del carbone e dell’acciaio,si raggomitolò nel suo pastrano più volte rivoltato.
Altiero Spinelli a Ventotene,fu notato mentre stracciava il suo manifesto,oramai inutile per la sparata del giovane apprendista Di Maio.
Ma tutti si tranquillizzarono perchè capirono la nuova tattica del MoVimento 5 Stelle;la spiegò loro in modo chiaro Travaglio sulla trasmissione otto e 1/2 il lunedì,la ribadì sempre sulla stessa trasmissione il martedì Scansi,e il mercoledì Padellaro,il giovedì intervenne Toninelli e poi tornò Travaglio per paura che non si fosse spiegato bene il lunedì;insomma si trattava di una tattica che prevedeva l’uscita del Garante che indicava la via ,solo dopo i sondaggi e solo se ai sondaggi stava bene la linea, questa sarebbe entrata nella piattaforma politica del MoVimento.
E pazienza se in passato si sono dette cose contrarie,se lo ius soli ,legge democratica,civile,progressista(chi nasce e studia in Italia ha diritto alla cittadinanza),oggi è invisa a qualche balordo che dell’Italia ha una idea medievale e quindi non va votata.
E pazienza  se come Salvini si raccatta qualche voto scagliandosi contro immigrati,campi rom,sconfitti dalla globalizzazione, diseredati di qualunque latitudine,fascendone un fascio per alimentare la paura e lo smarrimento identitario di nuovo conio di questo nostro povero paese;questa,sembra dire l’ineffabile Garante,che ha speso il suo talento comico nel disprezzare la casta e la generazione politica,questa è la politica bellezza,e non ci si può fare niente.
Ma a noi ci fate schifo.
Umberto C

Il Punto

giugno 12, 2017

Le ultime campagne elettorali in Europa e in America hanno dato dei segnali precisi e da non sottovalutare:
-Colpisce per la prima cosa la sensazione che l’elettorato si sia completamente affrancato dalla congiunzione con i partiti; l’ideologia è scomparsa,il richiamo della propria parte politica si è affievolito fino a dissolversi, il senso di appartenenza non esiste più o è ridotto alle ultime nostalgie novecentesche.
E così Emmanuel Macron con il suo movimento “en March”,in Francia diventa a circa 40 anni  il nuovo sovrano francese affossando in poco più di un anno Front Nazionale e Partito Socialista.
Ora però dovrà inventarsi un partito, i contenuti di un partito, oltre che il chellophan che lo riveste;le aspettative sono terribili,la sua vittoria deriva dalla positività dei suoi messaggi, dalla stanchezza del popolo francese per una vecchia classe dirigente sempre uguale a se stessa ,pessimista e allarmista.
La May,credeva di cavalcare l’elettorato Tory a suo piacimento;voleva maggior potere per la trattativa sulla Brexit,ma i conservatori hanno rispedito al mittente  un invito senza alcun significato ,hanno reagito ad una strumentalizzazione mal fatta e senza alcun mordente; se ne è avvantaggiato Corbyn e la sua coerente politica sociale,sempre vicino al popolo e alle classi più deboli.
Teresa May è definita “un morto che cammina”,il regno unito “un casino totale”.
L’incompetenza l’elettorato non la perdona più, da qualunque parte provenga,anche se proviene dalla propria parte, l’incapacità a  governare rende il voto fluido,volatile.
E’ successo anche in casa nostra:i grillini non sono entrati in nessun ballottaggio nelle elezioni amministrative di giugno in nessuna grande città.
Non si può lanciare il “vaffa day”a tutta la cosidetta casta politica e non,e subito dopo presentarsi con la Raggi a Roma e con la “copia e incolla”Appendino a Torino.
Gli elettori chiedono progetti politici che siano credibili,vogliono sapere come saranno organizzate le città dei prossimi anni,come verranno gestite le carenze climatiche,come sarà governata l’energia, come organizzato il trasporto pubblico, come verrà gestita l’emergenza mondezza, sempre di più per il nostro pianeta, come sarà il nuovo welfare; il resto sono bubbole ,buone per incantare al momento;ma in politica bisogna decidere, scegliere, assumersi delle responsabilità, sennò un pugno di ragazzetti sono buoni per organizzare un rave party e basta.
– In questa situazione in Italia si desume che una legge elettorale su base proporzionale non funzioni;il proporzionale ha bisogno di due partiti forti, coesi, organizzati,ai quali affiancare di volta in volta questo o quel cespuglio; il proporzionale in un ambito fluido e così volatile ,può rappresentare un pericolo mortale perfino per la democrazia.
Oggi si dovrebbe votare con due leggi uscite dalla Corte Costituzionale, una per la Camera ,con forte premio di maggioranza e senza il ballottaggio,e una per il Senato,senza premio di maggioranza,ma entrambe a forte spinta proporzionale.
Meglio sarebbe rispolverare il vecchio Mattarellum, se non si riesce a fare meglio, che almeno prevedeva il 75% di maggioritario e il 25 % di proporzionale, magari correggendo i collegi che erano quelli usciti dal censimento del ’93.
-Il Partito democratico dovrà definire un programma di sinistra sociale e le adeguate alleanze;dovrà consentire di eleggere i segretari locali in luogo dei commissari;dovrà adoprarsi per una politica inclusiva e non esclusiva;dovrà sostenere lealmente il governo Gentiloni,che è il suo governo;e infine dovrà anteporre sempre i vantaggi per il paese a quelli di qualche leader impaziente.
Se questo verrà fatto è possibile prevedere un partito al 40% perchè il panorama italiano dal punto di vista politico e culturale,risulta di una povertà disarmante,di una oscena incompetenza, composto da una miriade di stelle e stelline che sono delle semplici lucciole, e in compenso può contare su di una opinione pubblica sempre meno disposta a farsi prendere per il naso.
Umberto C

Il Punto

giugno 8, 2017

 

 

Lettera aperta al compagno Renzi, segretario del Partito democratico.


Chissà se mai leggerai questa lettera o attraverso quali tecnicalità della rete tu possa averne notizia;è certo che ne devi ricevere molte al giorno e dunque forse anche conoscendone l’esistenza,potresti non avere il tempo di leggerle tutte.
Comunque ciò che va detto,va detto.
Il panorama politico italiano conosce oggi una fibrillazione mai avvertita dal momento che si sono identificate le quattro gambe del tavolo sul quale apparecchiare la nuova legge elettorale,già definita ” alla tedesca”.Tutti sembrano d’accordo su questo modello,superando ogni obiezione perchè realizzare una legge elettorale qualunque sia, è il solo modo per andare a votare subito,magari a settembre.
Dunque purchè si possa votare il prima possibile,è abbastanza indifferente con quale sistema.
E questo è il punto.
Che la gamba Salvini condivida questa posizione è comprensibile,inchiodato come è dalla ossessione del tanto peggio tanto meglio;lui parla alla pancia e la pancia si sà pretende che si batta il ferro finchè è caldo,che la paura aumenti,che l’immigrato venga percepito come un usurpatore,che l’Europa sia vista come un insieme di legacci  che impediscono al popolo italico di liberare il proprio talento produttivo,che le Banche siano delle trappole mangiasoldi:ma la gente si può gabbare fino ad un certo punto,questi untori poi non vincono mai.
I 5stelle vogliono andare a votare per sfruttare il disagio della gente,la rabbia per una politica maleintesa come una casta,corrotta e inefficente;poi,essendo trasversali,quando debbono decidere ,si sfasciano,si contraddicono,balbettano della democrazia della rete,ricorrono alla parola magica del referendum digitale;hanno fretta perchè le loro prove di governo a Roma ,piuttosto che a Torino,si sbrindellano ,denunciano un pressappochismo e una superficialità allarmante,la totale assenza di una classe dirigente con cultura di governo e conoscenza della cosa pubblica,si sentono i giorni contati.
Dell’ex Cavaliere si fa fatica a parlane ancora,si fa fatica a riconoscerne il sorrisetto di scherno,l’aria del gatto che ha divorato il canarino,quella sua sfrontatezza per cui era vera una cosa e contemporaneamente anche il suo contrario,le sue apparizioni televisive con dietro biblioteche di libri finti,e foto di familiari,la sua politica del fai da te;il tempo,il tiranno spietato,anche a lui  lascia la puntata dell’ultima fiche.
Ma noi?
Noi siamo al governo,noi abbiamo il compito di fare le cose che servono a questo paese,noi dobbiamo fare la legge finanziaria a settembre e,se questo ci dovesse portare elettoralmente degli svantaggi,dobbiamo essere certi che nessuno potrà farla meglio di noi :gli svantaggi sono nel conto di chi governa onestamente.
Perchè dovremmo interrompere la legislatura anticipatamente?perchè favorire la ripresa dello spread,ieri sopra i 200 punti,a causa della instabilità politica?perchè  una legge elettorale pur che sia,che rischi di condannare il paese alla ingovernabilità?perchè rischiare l’aumento dell’iva,che comprometterebbe l’esile ripresa che tuttavia abbiamo avviato?perchè dobbiamo lasciare all’altrui incapacità di approvare leggi fondamentali come il codice antimafia,il processo penale,il biotestamento etc.?
Noi siamo l’ultimo baluardo contro la barbarie xenofoba,contro l’avventurismo antieuropeo,contro la politica ad uso proprio e dei propri interessi.
Caro segretario,ti abbiamo votato convintamente,ma non per mandare all’aria tutto questo,certo non per favorire le tue ambizioni personali,giuste e sacrosante,ma perchè abbiamo stimato imprescindibili la democrazia e l’impegno sociale nel nostra paese.
Umberto C

giugno 7, 2017

Tra l’incredibile balletto sulla legge elettorale e la precipitazione insensata al voto anticipato dei quattro leaders dei partiti che con la nuova legge elettorale dovrebbero sedere in Parlamento,con quale esito di governabilità nessuno lo ha capito,Renzi, in una intervista al Sole 24 Ore, si dice fortemente preoccupato di nulla come della crisi delle Banche Venete.
Il Veneto è la regione che ha un reddito procapite del 15% superiore alla media italiana,l’export cresce più di quello tedesco e il tasso di disoccupazione è pari alla Germania,ma negli ultimi 12 anni il credito alle imprese è cresciuto del 125% mentre l’economia solo del 39%,dunque il credito non è parimenti produttivo e il dislivello tra i due elementi è insostenibile.
Secondo gli accordi di Bruxelles il finanziamento pubblico può scattare solo se l’istituto bancario ha i requisiti patrimoniali liquidi,ora la Banca popolare di Verona ha in proporzione più prestiti inesigibili di Mps,alla Popolare di Vicenza e a Veneto banca sono stati imposti aumenti di capitale altrimenti sarebbero fallite;il credito alle imprese tra il ’99 e il ’01 è salito da 47 mld a 110 mld.
Quindi ci si avvia allegramente verso il classico Bail-in,cioè pagano gli azionisti,gli obligazionisti e i correntisti con più di 100 mila euro.
Per di più è stato calcolato che se il Pil cade di 600 mld,il credito avariato aumenta di 60 mld,messa così la crisi delle banche è come una piaga dell’Egitto,ti cade addosso e non ci si può fare nulla.
A questa situazione si sono scatenati i furbetti del credito,la finanza creativa ha inondato il mercato di derivati ,vendendo le lucciole per le lanterne,intossicando tutto il sistema,per cui banche locali,tenute in piedi da singoli cittadini sono sparite da un giorna all’altro.
Ma quando i derivati venivano centrifugati verso il mercato da tutti gli istituti la Consob di Cardia cosa stava controllando?
Quando la Banca 121 del Salento,cara al signor D’Alema,veniva acquistata da Mps dov’era la Banca di Italia di Fazio?E quando l’Antonveneta,il boccone più grosso,fu rilevata per 9 mld dal Mps tramite il Santander,la Banca d’Italia di Draghi,guardava verso la Medina?
Il Governo Gentiloni sembra ci stia mettendo una pezza ,soprattutto alla risoluzione del caso Monte dè Paschi,ma il requisito fondamentale del patrimonio liquido ,l’Istituto sembra non averlo.
Ora se alla economia del Veneto dovesse venir meno l’aiuto delle banche,ma quello vero,quello sostenibile,verrebbe meno un pezzo determinante per l’economia dell’intero paese;ecco perchè Renzi è preoccupato.
Ma non è certo con la tanto sbandierata commissione d’inchiesta che questo baratro si può scansare;quella ,caro segretario,diventerà un altro vaso di Pandora,dove tutti accuseranno tutti,i veleni si spargeranno nell’aria,il fango schizzerà da pertutto,e non si risolverà niente.
Questi sono argomenti di primaria importanza e per risolverli,o tentare,bisognerebbe lasciar lavorare Gentiloni e il suo governo,anzichè sfiancarlo quotidianamente con questa folle corsa verso la certezza della paralisi,e se invece il Partito democratico questa corsa cieca non la condivide,ebbene,caro segretario,bisogna dirlo,anzi gridarlo ai quattro punti cardinali.
Umberto C

 

Il Punto

giugno 5, 2017

L’Azione terroristica produce due fenomeni di pari gravità, il primo è la strage di uomini ,donne e bambini attraverso la follia di qualche esaltato,che si fa saltare  in aria in mezzo alla folla oppure si schianta con un veicolo lanciato a tutta velocità immezzo alla gente,in nome di un Allah che mai ha predicato violenza, come tutte le religioni monoteistiche.
Questi attacchi sanguinosi alla civiltà occidentale sono atti di una guerra dichiarata e vile,una guerra che ti combatte  il vicino di casa,magari  il compagno di banco ,che improvvisamente smette di scherzare, di fare l’amico e indossa una cintura di esplosivi e manda in frantumi tutti i principi di una civiltà dell’accoglienza e della integrazione;una guerra fatta di fondamentalismi religiosi,rancori sociali,farneticamenti di presunte crociate,ma senza divise,senza segni di riconoscimento, che avrà come risultato l’immane difficoltà di realizzare  una società interraziale ,interreligiosa,l’arretramento sui diritti civili,la reazione della bieca xenofobia,il sovranismo politico,lo sguinzagliamento dei cani rabbiosi del razzismo e dell’intolleranza.
I terrorismi nella storia hanno sempre avuto un obiettivo da raggiungere,liberare il proprio paese dall’invasore,difendere la propria patria dagli inglesi (Israele,India),dai tedeschi(gappisti italiani) ;ma in ogni caso si rivolgeva contro le forme più esplicative dell’occupazione,militari,strutture militari,per piegarne sicurezza e decisione,per diffondere la paura e per richiamare l’attenzione del mondo.
Questo è un terrorismo di nuovo genere,incerto sulle cause,con fini assolutamente oscuri,con finanziamenti variegati,che si nasconde e prolifica nelle zone più amare del mondo,dove maggiormente l’orrore dell’uomo si mescola con le cause più inconfessabili e si uniforma come dentro un unico calderone in un cuore di tenebra e la vita e la morte non contano più,e non hanno più il valore che la nostra cultura ha attribuito loro;è come un mostro marino i cui tentacoli si allungano e colpiscono ovunque nel mondo,lasciando una scia di sangue e disperazione,all’improvviso e senza pietà.
Il secondo fenomeno e’ conseguente al primo;ogni assembramento ,ogni manifestazione sia essa culturale ,sportiva ,religiosa ,ogni punto che veda un raggruppamento di persone potrebbe essere un bersaglio dei terroristi e quindi vi aleggia sempre una corrente di paura,una sensazione di incombente pericolo,una tensione che può esplodere in panico; quindi va fatto ogni sforzo organizzativo e di precauzione perchè tali manifestazioni si possano svolgere nella più totale tranquillità,perchè non si scateni quel panico che può divenire l’esplosivo più dirompente di qualunque esplosivo.
E qui sarebbe più facile per le autorità locali,per le prefetture,per le forze dell’ordine cercare di limitare i pericoli,per esempio vietare che trentamila persone si ritrovino in una piazza in cui vi siano scarse vie di deflusso,vietare l’ingresso nella medesima piazza di ambulanti che vendano bottiglie di vetro,dopo averle sequestrate ai tifosi prima,che ci siano controlli di zaini e borse al fine di identificare e sequestrare eventuali esplosivi,che ci sia una massiccia presenza di forze di polizia,che possano rasserenare e tranquillizare.
Ma il sindaco Appendino,decantata presenza pentastellata ,dove era quando a piazza San Carlo si annunciavano trentamila tifosi? e il prefetto perchè non si è domandato se non fosse il caso di trattare quei tifosi come fossero in uno stadio e quindi con stewards e polizia a controllare,dal momento che c’erano cento diffidati?
Forse si potevano evitare 1500 feriti,alcuni gravi,ma certamente si sarebbe evitato il solito imbecille che ,per difendere il fenomenale sindaco Appendino,accusava la stampa di aver gonfiato le cifre dei feriti al solo scopo di screditarne l’operato.
Benvenuti in Italia.
Unberto C

Il Punto

maggio 31, 2017

Noi,in questo nostro blog,abbiamo sempre rivendicato il diritto di riflettere sulle cose politiche e sociali con estrema libertà di opinione;la nostra appartenenza al Partito Democratico,l’aver da sempre fatto politica con una militanza di base,non ci hanno mai condizionato ad esprimere la nostra opinione con la massima libertà e con la massima onestà mentale.
Ora con quella stessa onestà ammettiamo che ci sembra assurda questa corsa alle elezioni anticipate di qualche mese rispetto alla fine della legislatura che si avrà a febbraio del prossimo anno.
E’ vero che il governo è costantemente sotto il ricatto degli scissionisti di Art.1e dei centristi di Alfano,per i quali l’annacquamento è pratica costante;è vero che d’Alema sostiene che è meglio un partito del 3% piuttosto che un’alleanza con il Pd di Renzi(il tempo arreca danni irreversibili alla corteccia celebrare);è vero che l’ambizione di Renzi (guai se non ci fosse)lo spinge verso la leadership del governo;è vero che in cambio si otterrà una legge elettorale,il cui unico vantaggio pare il tetto del 5% come soglia di ingresso.
Ma.
Possono saltare alcune leggi che da tempo sono nei cassetti del Parlamento e che dovrebbero vedere la luce:
-Codice antimafia-confische allargate anche ai corrotti,con una agenzia più forte e dipendente dal ministero dell’Interno
-Processo penale-diversa modulazione della prescrizione
-Biotestamento-diritto di rifiuto delle cure
-introduzione del reato di tortura
-introduzione e approvazione dello ius soli
Ma soprattutto,in caso di esercizio provvisorio,se non dovesse essere approvata la manovra di bilancio,l’aumento dell’Iva al 25% come clausola di salvataggio contrattata con Bruxelles,che costituirebbe,per gli aumenti dei prezzi conseguenti,un colpo mortale alla ripresa dei consumi ancora così fragile da noi
Basterebbe ,inoltre,la minaccia proferita dall’imberbe Di Maio,che si è detto pronto a farla lui la legge finanziaria,nel caso di elezioni anticipate,poichè il centro-sinistra lo manderanno a casa i 5Stelle.
Ora che il premier in pectore,che nella sua vita non si è mai cimentato con qualche cosa che somigliasse ad un lavoro,voglia misurarsi per la prima esperienza con un gomitolo così complicato come la legge finanziaria,dovrebbe far correre un filo di ansia per primo a lui e poi all’intero globo terraqueo.
Tanto più che tale sperata iniziativa il nostro,la stava confessando a tale avvocato Raggi Virginia,che ,da parte sua,lo tranquillizzava,raccontando come sia facile abituare la gente a fare a meno degli amministratori,come stava facendo lei a Roma,dove gli abitanti ormai erano convinti di dover vivere nella sporcizia,convivere con le pantegane,senza le  strisce pedonali,insomma con il fai da te in ogni manifestazione della vita.
Non era la gioiosa decrescita,non era il nuovo francescanesimo,quello che ci promettevano i pentastellati Grillo e Casaleggio,ma un miraggio;un miraggio di classe dirigente che appare quando bisogna votare,o quando bisogna andare nelle trasmissioni della A7,interrogati benevolmente dai corifei di Cairo,ma poi,ad incarichi ottenuti, si dissolve,evapora,lasciando il posto al ventriloquo.
Umberto C

 

 

Il Punto

maggio 29, 2017

achilletottisinistri

In questi ultimi giorni si sono consumati tre avvenimenti destinati a cambiare radicalmente il corso delle cose,e certamente non sembra in meglio.
Il primo,riguarda il distacco dal mondo del calcio di uno dei suoi più grandi interpreti di sempre:Francesco Totti.
L’unico che abbia saputo rappresentare come nessuno il carattere del popolo romano a cui appartiene per nascita:la consonanza,lo stesso sentire,forse la stessa pigrizia arguta è stata talmente rappresentata da lui in modo così totale che persino chi non è romanista ha sentito la necessità di doverlo testimoniare.
Ma ora deve conoscere però quanto è pesante il vincolo della Fama,che gli antichi greci chiamavano Kleos,e che in cambio della forza magica concessa dagli dei in modo da garantire la superiorità sull’avversario,pretende una uscita di scena conseguente.
Omero ad Achille fa scegliere vita breve,ad Ettore la morte in battaglia,ad Ulisse 10 anni per il ritorno a casa,mentre a sua moglie la fedeltà coniugale in modo eroico contro i pretendenti; a nessun eroe la Kleos concede l’oblio,la sparizione,il riposo.
Il secondo avvenimento è drammaticamente più serio e forse destinato a sconvolgere la geopolitica del pianeta;si è concluso a Taormina un G7 non solo inutile,ciò avrebbe comunque rispettato la tradizione,ma sconvolgente per l’atteggiamento isolazionista del’America di Trump.
Mai l’America aveva rinunciato al suo multilateranismo,mai aveva rifiutato la cabina di regia ,mai aveva rinunciato ad una governance globale per affrontare le sfide planetarie;ora la parola d’ordine è America First,quindi i Gqualcosa non servono più,a Trump non lo interessano,molto meglio gli incontri bilaterali,con Netanyahu,o con Teresa May o Putin,durante i quali è più facile intendersi sulla base di interessi nazionalistici;il clima,l’immigrazione,la globalizzazione tutti argomenti che Trump non ha nè la vocazione nè l’interesse ad ascoltare.
Insomma l’America è questa,il Giappone ha l’ansia per l’espansionismo cinese e le follie atomiche della Corea del nord,l’Inghilterra deve addomesticare il demone della Brexit,quindi l’Europa è sola,per la prima volta nella storia l’Europa è sola:o si consolida e si da’ una struttura politica vera,oppure ogni paese,come una barchetta a remi,affronterà la tempesta dei mercati finanziari e buona notte a tutti.
Il terzo avvenimento,per fortuna,essendosi svolto in Italia,ci garantisce un pò di buonumore,perchè quello che succede da noi è sempre una cosa semiseria e mai porta a condizione di disastro.
Sembra raggiunto un accordo tra destra ,sinistra e 5Stelle su una legge elettorale alla tedesca,quindi proporzionale con sbarramento al 5%,per evitare che l’elettorato si sfrangi in mille rivoli e le coalizioni si favoriscano;però,siamo italiani,tutto è legato al fatto che si vada a votare in autunno,così nessuno potrà accusare nessuno sui privilegi ai parlamentari che scatterebbero a legislazione conclusa,anche se la legge finanziaria potrebbe subire un iter complicato al punto che già si accenna ad una finanziaria “light”che possa evitare l’esercizio provvisorio.
A questo fine è già pronto l’incidente:i voucher.
Qui Renzi ha detto che non arretrerà di un millimetro e l’art.1 ,per bocca di Bersani e D’Alema giura che sui buoni lavoro sara’ inflessibile e non voterà la fiducia e quindi sarà sempre Bruto che ucciderà Cesare e Ottaviano che erediterà l’impero.
Umberto C