Archive for the ‘Per non dimenticare’ Category

Il Giorno della Memoria

gennaio 27, 2017

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A distanza di 72 anni dalla fine dell’immane tragedia che è stata la seconda Guerra mondiale quei fatti non debbono essere dimenticati, i fili spinati e i muri dell’infamia di all’ora non possono essere riesumati a giustificazione di ipotetiche infiltrazioni terroristiche o criminali, i muri di oggi sono altrettanto infamanti quanto quelli di un epoca nefasta dove l’umanità entrò in un tunnel senza ritorno, nel buio di ideologie criminali, dove dittatori e loro accoliti hanno portato rovine e distruzioni.

Giancarlo Garro

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Per non Dimenticare

marzo 24, 2016

24 marzo 1944

L’Eccidio delle Fosse Ardeatine

L’ATTENTATO PARTIGIANO
Il 23 Marzo 1944 – giorno del 25° anniversario della fondazione del Partito Fascista di Mussolini – 17 partigiani dei Gruppi d’Azione Patriottica (GAP) guidati da Rosario Bentivegna fecero esplodere un ordigno in Via Rasella, a Roma, proprio mentre passava una colonna di militari tedeschi.

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LA RAPPRESAGLIA
La sera del 23 marzo, il Comandante della Polizia e dei Servizi di Sicurezza tedeschi a Roma, tenente colonnello delle SS Herbert Kappler, insieme al comandante delle Forze Armate della Wermacht di stanza nella capitale, Generale Kurt Mälzer, proposero che l’azione di rappresaglia consistesse nella fucilazione di dieci italiani per ogni poliziotto ucciso nell’azione partigiana, e suggerirono inoltre che le vittime venissero selezionate tra i condannati a morte detenuti nelle prigioni gestite dai Servizi di Sicurezza e dai Servizi Segreti. Il Colonnello Generale Eberhard von Mackensen, comandante della Quattordicesima Armata – la cui giurisdizione comprendeva anche Roma – approvò la proposta.

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LE VITTIME DELLE FOSSE ARDEATINE
Il giorno seguente, 24 marzo 1944, militari della Polizia di Sicurezza e della SD in servizio a Roma, al comando del Capitano delle SS Erich Priebke e del Capitano delle SS Karl Hass, radunarono 335 civili italiani, tutti uomini, nei pressi di una serie di grotte artificiali alla periferia di Roma, sulla via Ardeatina. Le Fosse Ardeatine, che originariamente facevano parte del sistema di catacombe cristiane, vennero scelte per poter eseguire la rappresaglia in segreto e per occultare i cadaveri delle vittime.

tedeschi

Priebke e Hass avevano ricevuto l’ordine di selezionare le vittime tra i prigionieri che erano già stati condannati a morte, ma il numero di prigionieri in quella categoria non arrivava ai 330 necessari alla rappresaglia.

Per questa ragione, gli ufficiali della Polizia di Sicurezza selezionarono altri detenuti, molti dei quali arrestati per motivi politici, insieme ad altri che o avevano preso parte ad azioni della Resistenza, o erano semplicemente sospettati di averlo fatto. I Tedeschi aggiunsero al gruppo già selezionato per il massacro anche 57 prigionieri ebrei, molti dei quali erano detenuti nel carcere romano di Regina Coeli. Per raggiungere la quota necessaria, essi rastrellarono anche alcuni civili che passavano per caso nelle vie di Roma. Il più anziano tra gli uomini uccisi aveva poco più di settant’anni, il più giovane quindici.

Quando le vittime vennero radunate all’interno delle cave, Priebke e Hass si accorsero che ne erano state selezionate erroneamente 335 invece che le 330 previste dall’ordine di rappresaglia. Le SS però decisero che rilasciare quei 5 prigionieri avrebbe potuto compromettere la segretezza dell’azione e quindi decisero di ucciderli insieme agli altri.

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L’ECCIDIO ALL’INTERNO DELLE FOSSE ARDEATINE
I prigionieri selezionati furono condotti all’interno delle grotte con le mani legate dietro la schiena. Già prima di raggiungere il luogo dell’esecuzione, Priebke e Hass avevano deciso di non utilizzare il metodo tradizionale del plotone di esecuzione; invece, agli agenti incaricati dell’eccidio venne ordinato di occuparsi di una vittima alla volta e di spararle da distanza ravvicinata, in modo da risparmiare tempo e munizioni. Gli ufficiali della polizia tedesca portarono quindi i prigionieri all’interno delle fosse, obbligandoli a disporsi in file di cinque e a inginocchiarsi, uccidendoli poi uno a uno con un colpo alla nuca.

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I PROCESSI DEL DOPOGUERRA
Dopo la fine della guerra le autorità alleate processarono alcuni dei responsabili dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine.

Nel 1948, un tribunale militare italiano condannò anche Herbert Kappler all’ergastolo per il ruolo avuto nell’eccidio. Nel 1977, la moglie di Kappler riuscì a far fuggire il marito, malato terminale di cancro, da un ospedale prigione a Roma e a farlo tornare in Germania. Le autorità dell’allora Repubblica Federale Tedesca si rifiutarono di estradare Kappler a causa della sua salute ed egli morì l’anno seguente.

Le note sono liberamente tratte da siti web

G.Garro

 

 

Per non Dimenticare

marzo 23, 2016

23 marzo 1944

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Roma, Via Rasella, 23 marzo 1944: una bomba esplode improvvisamente colpendo un drappello di soldati SS. L’attentato, come verrà reso noto in seguito, è un avvertimento della Resistenza italiana contro gli invasori tedeschi. La rappresaglia nazista scatta immediatamente: per ogni tedesco ucciso pagheranno con la vita dieci italiani, scelti tra i detenuti politici e comuni di Regina Coeli e del carcere di via Tasso. È Herbert Kappler il comandante delle SS che compila la lista delle vittime e che, quattro anni più tardi, racconterà, nel corso del processo a suo carico, la dinamica dell’eccidio. Il 24 marzo le vittime designate raggiungono le cave di pozzolana lungo la via Ardeatina, scelte per l’esecuzione. Un trafiletto su Il Messaggero del giorno dopo notifica al mondo che il massacro si è compiuto.
L’unità ricostruisce, attraverso l’utilizzo di materiale d’archivio e d’immagini cinematografiche, questa pagina drammatica della Resistenza italiana.

Le note sono liberamente tratte da rai storia

G.Garro

Per non Dimenticare

aprile 24, 2015

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25 Aprile 1945 L’insurrezione Partigiana Libera il Nord Italia dal dominio Nazi fascista,la rivolta decisiva è partita dal Comitato di Liberazione Nazionale ordinando la mobilitazione generale di tutti i gruppi patrioti combattenti.da quelle girnate nasce la nuova democrazia italiana e la costituzione di un governo di Unità nazionale composto da tutti i partiti che avevano partecipato alla resistenza contro il Fascismo.

Giancarlo Garro

Oggi accadeva:

aprile 3, 2013

A cura di Ennio Boccanera

3       aprile           2005          Italia

 

Elezioni Regionali sconfitta di Berlusconi il centro-sinistra unito ottengono il 52,9% il centro destra il 45,1% nella Regione Lazio il Cs ottiene con “Marrazzo” il 51,2% il Cd con “Storace” il 46,9%.