Archive for the ‘Progetto Roma’ Category

Una Costituente per Rifondare La Capitale

settembre 15, 2017

Da un Articolo pubblicato sulle News del sito del Partitro Democratico dall’ex candidato Sindaco Giachetti.Intervista al Foglio.

“Il mio è un appello anche ai cinque stelle, potrei stare qui tranquillamente a guardarli fallire. Anche per quello che ho subito in campagna elettorale. Ma Roma è più importante di loro e di noi. Per questo mi sento in dovere di fare comunque la mia parte”, dice al Foglio Roberto Giachetti, deputato, vice presidente della Camera, già candidato sindaco del Pd alle elezioni di giugno 2016. “Accendiamo i riflettori su Roma”, dice. “La città sprofonda, la macchina amministrativa non funziona, va tutto ricostruito e riprogettato a cominciare dalle competenze del comune, fino a quelle dei Municipi. Bisogna coinvolgere il governo centrale, tutte le forze politiche, gli intellettuali, il meglio che abbiamo, e pensare a una Costituente per Roma. Va anche pensato un piano di investimenti statali. Lo dico adesso, che siamo lontani dalle prossime elezioni capitoline. Abbiamo bisogno di una rivoluzione amministrativa. Urgente”.

Per esempio?

“Già in campagna elettorale, un anno fa, dissi che la situazione non è più gestibile: competenze sparpagliate e confuse, regolamenti vecchi, corretti con toppe, mentre sono assolutamente necessari procedimenti più snelli e concreti nelle decisioni amministrative. Quella romana è una struttura immaginata decine e decine di anni fa per una città, per una società di allora. A cominciare dai poteri dei Municipi. Oggi i Municipi sono delle città nella città, in termini di estensione e di popolazione. Sono città che però non hanno poteri di gestione e risorse adeguate. E di conseguenza anche la classe dirigente che va ad amministrarle ha competenze proporzionali a queste scarse responsabilità operative”.

 

Dunque andrebbero dati più poteri ai Municipi. E il Campidoglio?

“Il potere centrale deve diventare essenzialmente programmazione e controllo. Pensiamo alla questione apparentemente irrisolvibile delle buche stradali. Le gare d’appalto per le strade, e la manutenzione, si vincevano al massimo ribasso e i lavori venivano fatti in maniera improbabile, al risparmio, spesso con solette d’asfalto di pochi centimetri. Toccherebbe al Campidoglio controllare se l’appalto vinto è realizzato secondo le esigenze della città, ma l’amministrazione in realtà non è in grado di controllare. E infatti ci sono le buche. L’amministrazione centrale si occupa di troppe cose, in termini di gestione, e in un’area metropolitana ormai vastissima. Non è un caso se durante il Giubileo la funzione di controllo sia stata sostanzialmente assorbita dall’Anac di Raffaele Cantone. E questo non vale solo per le strade e le buche.Ma anche per tanti servizi”.

 

Allora è necessario decentrare.

“Prendiamo la mobilità. Roma si occupa solo del suo perimetro, quando sappiamo benissimo che se vai a Guidonia o a Fontenuova c’è un pendolarismo che porta più gente verso Roma di quanta non se ne muova all’interno dello stesso perimetro romano. Per questo dico che la città è cambiata, e va ripensata nella sua organizzazione amministrativa”.

 

Ma tutto questo come si ottiene? Ci vuole una legge speciale?

“Penso che ci vorrebbe quasi una Costituente per Roma. Si deve trovare, prima dello strumento legislativo, una vasta disponibilità politica per lavorare al suo raggiungimento. Si può pensare anche a una modifica costituzionale. Ma è inutile parlarne se non siamo tutti d’accordo”.

 

Anche il M5s?

“Certo, non le nascondo che un’amministrazione che in un anno è stata impegnata a cambiare assessori come figurine, lasciando la città nell’anarchia e degrado più totali e mascherando quotidianamente un dilettantismo arrogante, con le colpe di chi c’era prima, non abbia quel senso di responsabilità e l’umiltà necessari per sedersi al tavolo con tutti. Anche se in ballo c’è il futuro della Capitale di Italia. So che non è facile trovare un interlocutore tra di loro… Ma che loro siano d’accordo è la condizione minima per cominciare. E’ evidente che una cosa di questa portata, che riconsidera così fortemente il ruolo e le funzioni di Roma, o tu la realizzi trovando accordi, altrimenti si impantana”.

 

E chi è un interlocutore possibile nel M5s?

“È complicato… il sindaco certamente, anche Roberta Lombardi mi sembra conosca bene la città e i suoi problemi. Ma deve entrare nella consapevolezza di tutti che se parliamo del rilancio di Roma non è cosa di parte, è interesse nazionale. Tutti devono sentirsi interessati a concorrere. I cinque stelle, la destra, la sinistra a sinistra del Pd, e ovviamente il Pd. Poi, se questa cosa partisse, è va coinvolto il governo e lo stato centrale”.

 

In che modo?

“Perché Roma sia riportata al livello delle altre grandi capitali europee lo stato deve riconoscere alla capitale uno speciale interesse nazionale. Per esempio per quanto riguarda le sue infrastrutture. Lo stato dovrebbe investire direttamente in alcuni settori strategici. E in questo caso potrebbe essere legittimo che il governo abbia un sottosegretario, o un ministro, per Roma. Uno che abbia una diretta responsabilità sulle partite che lo stato mette in campo nella capitale. Questo significa che ci vuole anche collaborazione con l’amministrazione comunale”.

 

Va bene tutto. Va bene la Costituente. Ma poi queste cose, di solito, in Italia sono chiacchiere. E furbizia. Come le grandi Bicamerali per le riforme.

“E’ vero. E per questo andrebbe immaginato un paracadute. Non sarebbe scandaloso che ci fosse una clausola di salvaguardia: una volta approvata la riforma si potrebbe prevedere, in via transitoria, la nomina di un commissario straordinario che abbia poteri di surroga per la sua piena attuazione qualora si manifestino inadempienze. Un po’ come succede per i commissari di Governo rispetto alle regioni”.

Inserito dal sito del Partito Democratico

G.Garro

 

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La Capitale dimenticata

settembre 13, 2017

I recenti avvenimenti metereologici hanno ancora una volta messo in evidenza la fragilità e l’incuria del territorio romano.E’ cosa evidente che i fenomeni sono stati di portata eccezionale ma non così gravi come in altre occasioni,Gli allagamenti a Roma sono avvenuti anche con qualche goccia di pioggia in meno, basta pensare al lago formatosi nell’area del circo massimo qualche anno fa sotto la sindacaura di Alemanno, suscitando ironiche considerazioni da parte dei media e della pubblica opinione. Ma quello che risalta nell’attuale situazione è l’incapacità di agire senza avere piani studiati per l’emergenza e senza un minimo di programmazione nel caso di eventi eccezionali. Gli scolmatori delle acque piovane sono ovunque intasati con assenza totale di manutenzione periodica che andrebba programmata ogni fine estate, a tutti nota, ormai la situazione climatica degli ultimi anni con lunghi periodi di siccità e improvvisi nubugragi di enorme  portata che colpiscono il territorio causando danni  a cose e persone di notevole entità.Tutti sappiamo quanto è vasto il territorio dell’area metropolitana Romana e quanto sia complicato governarlo con politiche centralistiche, quali competenza hanno le municipalità territoriali?cosa fanno gli attuali assessorati alla protezione civile e all’ambiente?In molte aree della grande periferia Romana molti quartieri sono gestiti da consorsi stradali dove la manutenzione e la pulizia delle strade è casuale e approssimativa e il comune e l’Ama non intervengono, o per totale incapacità di coscere tali situazioni, o per consapevole scarico di responsaqbilità. La seconda ipotesi è tanto più grave perchè nei consorsi è presente anche la quota del comune che deve controllare la corretta gestione, sia amministrativa che funzionale e di servizi erogati alla popolazione residente.E’ per tutti questi motivi che il problema non è soltanto di carattere burocratico amministrativo ma è anche soprattutto politico di una giunta pentastellata priva di programmi e di visione progettuale per una città come Roma dove spesso si fanno interventi estemporanei e incomprensibili mascherati da risparmi di bilancio: Es chiusura di asili nido pubblici per poi aprirne di nuovi privati con qualche conflitto di interessi alla faccia della trasparenza e della correttezza etico legale.E’utile nei municipi dove avvengono tali situazioni che  nostri consiglieri di opposizioni facciano delle interrogazioni a ruguardo, per capire meglio se tali provvedimenti siano compatibili con opere di risanamento e di manutenzione per messa in sicurezza delle strutture adibite all’infanzia e quali tempi per la loro riapertura. Per tutti questi motivi i circoli municipali si debbono attivare per informare i cittadini della grave situazione con iniziative e attività politica che metta in evidenza la concretezza dei problemi irrisolti da giunte incapaci di governare la complessità di Roma Capitale.

Giancarlo Garro

La Sindaca delle Tofane

giugno 16, 2017

Come tutti sanno la Capitale del mondo Sorge su sette colli, che con dolce declino convergono verso la valle del Tevere, Quei villaggi arcaici posizionati in maniera strategica dove le transumanse convergevano verso il mercato boario e la via del sale,questo elemento essenziale per la lavorazione della carne,hanno generato la più grande e profiqua economia dell’antichità,crendo i presupposti economici del futuro impero di Roma. Lo sviluppo della città antica ha collegato i colli in un unica grande area metropolitana con strade lastricate e grandi monumenti, ancora oggi visibili, a testimonianza della grande e millenaria storia che rappresenta questa città unica al mondo culla della civiltà occidentale.Ai giorni nostri per collegare quei sette colli la giunta pentastellata dell’impero del nulla raffigura quelle dolci colline come un massiccio dolomitico da conquistare aprendo sentieri arditi per scalatori e rocciatori del potere, progettando nuovi strumenti di risalita agevole, tipici delle alte valli del Cadore.Questa storia delle funivie romane comincia a rasentare il ridicolo, non solo perchè antieconomiche ma anche poco praticabili e inutili in una configurazione del territorio della città.Che biglietto potrebbero pagare i cittadini romani per un mezzo di trasporto con capienza limitata rispetto ai tradizionali mezzi di trasporto, sia di superficie che sotterranei?Roma ha veramente bisogno di progetti velleitari e inconsistenti? credo proprio di no, avvocato Virginia la tua palese incapacità la vuoi nascodere nella solita cortina fumoggena del Grillo pensiero con proposte irrealizzabili di forte impatto mediatico, ma voglio ricordare che sei il Sindaco di Roma e non di Cortina D’Ampezzo sotto il massiccio delle Tofane.

Giancarlo Garro

Un modo per fare opposizione

maggio 15, 2017

Al di la dell’opposizione politica che si esercita nelle aule del consiglio comunale di Roma, può nascere una nuova opposizione propositiva, che è quella di fare le cose che la giunta dell’avvocato Virginia non riesce a fare per incompetenza e inacapacità di gestire i problemi reali della Città. quando non si sa cosa fare si dichiara che la colpa è sempre di quello che ha preceduto, si invocano complotti a sproposito, come quello di dire che il Pd sparge la monnezza nelle aree dove interverrà con i suoi volontari, oppure dire che ci sono stati venti anni di incuria, elencando tutti i sindaci del passato, io suggerirei di aggiungere nella lista anche la nefasta gestione della città dell’imperatore Nerone che ne ha bruciata mezza. Naturalmente non stiamo a scherzi a parte cara Virginia perche la situazione del comune di Roma è maledettamente seria, avete scatenato L’Ama quando ve la sieta fatta sotto dalla paura dopo l’annuncio, che il Pd Avrebbe mobilitato un migliaio di volontari per ripulire l’intera città, avete fatto uscire dal cilindro del mago strillo decine di automezzi che non si vedevano da anni, che erano diventati animali rari in via di estinzione come gli orsi Panda, avete ingaggiato una gara a chi arrivava prima nei luoghi prestabiliti, poi qualche mezzo è rimasto anche in panne e le magliette gialle hanno pensato loro, insieme a tanti cittadini ha rendere più pulita e decorosa questa meravigliosa città. E’ stata una grande prova per la macchina organizzativa del Partito, credo che questo sia un primo segnale della capacità  di esserci in maniera concreta sui reali problemi, dove i cittadini chiedono risposte e soluzioni.

Le foto sono state prese in originale a Monteverde la mattina di Domenica 14 maggio 2017

Giancarlo Garro

 

Inadeguati

dicembre 16, 2016

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Quanto più volte scritto e denunciato da queste pagine si è puntualmente verificato. Il punto fondamentale non sono ne gli avvisi di garanzia ne gli arresti del Marra, ma la incapacità politica e la conseguente responsabilità di non aver saputo affrontare una situazione, se pur difficile con la dovuta umiltà dando veramente segnali di cambiamento. La superficiatlità, l’incapacità, l’incompetenza di una classe dirigente Grillina che passa dal vaffa al governo, dallo strillo del tutti a casa a gestire realtà complesse ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza e pressapochismo, senza un vero progetto per la città, senza una visione delle cose prioritarie da fare e risolvere, tutta ripiegata a dire soltanto dei no perchè altro non sapeva dire o fare.In sostanza i Napoletani  con la loro saggezza millenaria direbbero: “A Pucchiacca in mano ae crature”e non condivido affatto quanti vogliono distinguere le responsabilità del movimento dalla persona dell’avvocato Virginia, le responsabilità sono complessive proprio nelle modalità di scelta  che l’hanno portata a  essere candidata alla carica di Sindaco, una scelta che non ha votato nessuno, calata dall’alto, in sostanza nominata dal Re del movimento e dal suo Ciambellano Aziendale. Una operazione di immagine, con una ragazza di bell’aspetto dalla faccia pulità che come un cartellone pubblicitario di successo avrebbe attratto centinaia di migliaia di voti, un abile operazione di Marketing,rivelatasi, poi, pubblicità ingannevole.In una trasmissione televisiva della 7 il genio politico del Di Battista si è espresso in tutta la sua sfolgorante ingenuità: alla domanda del conduttore che se fossero risultati il primo partito uscito dalle elezioni politiche, quali alleanze avrebbero messo in campo per formare una compagine di Governo, la risposta è stata che non ci sarebbe stata nessuna alleanza di coalizione, ma avrebbero presentato un programma di governo all’attenzione del Parlamento per essere votato da maggioranze non definite prima, in sostanza un governo estremamente debole e ricattabile in ogni momento e sempre in bilico di una crisi.

Giancarlo Garro

Le indecisioni della Giunta Raggi

novembre 19, 2016

Parla Marco Tolli, responsabile territorio Pd Roma

Da un articolo dell’Unità

inserito da Giancarlo Garro

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Racconti Romani sta diventando anche una sorta di bacheca di discussione sull’attualità. In questo senso pubblichiamo oggi un intervento di Marco Tolli, giovane dirigente del pd romano, sul nuovo stadio della Roma, attorno al quale la giunta Raggi continua nei suoi contorsionismi: l’assessore Berdini se potesse lo affosserebbe per puro ideologismo, ma esporrebbe il comune a una causa risarcitoria milionaria, perché il progetto ha già avuto dal Campidoglio il riconoscimento della pubblica utilità. La Regione ha avviato, rispettando tempi e procedure,la conferenza dei servizi. L’assessore Berdini ha intrapreso una guerriglia procedurale ma alla fine il Campidoglio dovrà dire una parola chiara e definitiva. (Carmine Foti

 

La realizzazione del nuovo stadio garantirà alla As. Roma la possibilità di innalzare il proprio livello di competitività anche in campo internazionale, grazie all’utilizzo di una impiantistica moderna, multifunzionale, produttrice di reddito e di servizi per la comunità.

Mentre alla città e al suo sistema economico e produttivo, segnati da una crisi drammatica, garantirà circa 1,7 miliardi di investimenti privati di cui oltre 445 milioni per infrastrutture pubbliche. E una ricaduta economica in termini occupazionali di 1500-2000 maestranze del settore edile per la costruzione e a regime 4000 unità in aggiunta a 15.000 addetti del Business Park.

L’area di Tor di Valle ospita un impianto dismesso ed è destinata dal piano regolatore vigente ad attività sportive, con una previsione edificatoria di circa 360 mila mc. Ciò la caratterizza come idonea alla trasformazione. Questo non significa che sia la migliore per collocare lo stadio, ma che risponde ai requisiti previsti dalla legge.

Tuttavia, tornare a questo dibattito, ora che si è in fase avanzata, sarebbe un errore. Spero che l’assessore Berdini capisca che siamo in una fase differente e i suoi compiti, oggi, sono quelli di dare certezze alla città.

Nel farlo è necessario, a mio giudizio, risolvere un dibattito insopportabile sulle grandezze urbanistiche. Ridurre le cubature è il ritornello classico suonato per accompagnare qualsiasi trasformazione urbanistica. Ma è veramente l’aspetto più importante dentro una scala di valutazione? Quando la riduzione comporta un indebolimento complessivo del progetto o mina le basi dell’equilibrio economico e finanziario della trasformazione, non rappresenta un valore assoluto, ma semplicemente un piglio ideologico di cui si nutre la politica.

In ogni caso si facciano tutti i tagli possibili, ma non si metta  in discussione il sistema di opere pubbliche necessarie al territorio.

Comune e Regione sono chiamati a lavorare insieme per arrivare al migliore dei progetti possibili. Questo non sta avvenendo per via delle diverse impostazione radicate all’interno della giunta Raggi e a causa di un ideologismo di fondo che contraddistingue le prese di posizione dell’assessore all’urbanistica.

Siamo ad una pericolosa deresponsabilizzazione del Comune. Si attiveranno dei processi che hanno bisogno di un governo forte. Le grandi trasformazioni producono tumulti non indifferenti all’economia locale e alla vita delle persone. Mettono in moto sviluppo e risorse, creando anche nuovi squilibri urbani. Il nuovo renderà l’esistente più vecchio.

Spetta quindi alla politica garantire uno sviluppo armonico del territorio inserendo con dolcezza i nuovi valori nel contesto urbano, coordinando le trasformazioni già previste e valorizzando i tessuti esistenti. Le scelte progettuali  devono garantire qualità urbana e sostenibilità ambientale, e devono necessariamente irrobustire il sistema di viabilità pubblica e privata.

Deve inoltre essere garantita la sostenibilità economica dell’operazione, verificando la reale capacità delle nuove strutture di attrarre, nonostante la dura crisi che stiamo attraversando, significative presenze private. Al posto di Berdini mi preoccuperei di questo.

Governare significa saper affrontare le sfide della modernità, avendo ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere. In questo caso la sfida è coniugare sviluppo e qualità, per contribuire a risollevare la nostra città e  migliorare la qualità della vita dei cittadini romani.

(Marco Tolli, responsabile territorio Pd Roma)

Il Declino della grande Bellezza

novembre 7, 2016

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Roma è una città millenaria, piccoli villaggi di pastori sui colli nella valle inferiore del tevere dove le economie antiche si incontrano, quella del commercio del sale e la transumansa delle mandrie, le zone agricole dei Latini in un integrarsi di economie nascenti che determinano i traffici di un mercato alle soglie del mediterraneo. In quei luoghi sacri si getta il seme della storia a venire che non è solo conquiste di territori e di popoli ma divulgazione di scienza, di filosofia, di leggi che ancora oggi governano il mondo occidentale, quel seme che alimentato ha costruito la civiltà, i valori che ad ogni uno di noi sembrano scontati ma che hanno avuto e si sono sviluppati attraverso processi complessi spesso contradditori e drammatici ma che hanno germogliato nei millenni di storia fino ad arrivare ai giorni nostri. Roma nei secoli, ha avuto momenti di gloria e di declino ma è sempre stata comunque il centro  della storia europea. E’ questa consapevolezza di ruolo che deve alimentare le scelte, essere responsabili di che patrimonio si ha tra le mani, di come svilupparlo e renderlo fruibile ai propri cittadini e a milioni di coloro che ogni anno transitano nella città eterna. Oggi però, lo dico con grande rammarico, devo constatare che queste consapevolezza non c’è, non si ha una visione, non si ha un progetto, non si ha memoria storica della parola “Roma”, non si ha sensibilità di capire che si sta governando la capitale di uno stato sovrano e democratico con visibilità ormai globale.Anche gli ultimi avvenimenti climatici dimostrano declino e abbandono delle immense periferie dimenticate da una propaganda elettorale ormai lontana, non è il solito discorso “piove Governo ladro”ma i danni provocati dalla natura hanno avuto una moltiplicazione esponenziale dovuti all’incuria, alla totale assenza di manutenzione delle strade e dei corsi d’acqua, a centinaia di alberi piccoli e grandi lasciati deperire, causa di crolli e distruzioni di abitazioni e strutture con qualche perdita di vite umane.Se un turista intraprendente si organizzasse un giro nella periferia nord di Roma non crederebbe ai propri occhi e si domenderebbe Ma dove sono capitato alla periferia di Calcutta, di islamabad, di Dacca sulle rive del fiume Gange?No caro turista, gli risponderebbe la sua guida sei a Roma, centro della Cristianità Mondiale, centro della cultura occidentale e dello stato italiano.

Giancarlo Garro

Le incompiute

novembre 4, 2016

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Questo breve scritto fa parte della categoria (il progetto Roma) volutamente ironico perchè con la sindaca avvocatessa Virginia non c’è nessun progetto, ansi la maggiore produzione dei Beppestrillini sono le opere incompiute che negli annali della storia di roma saranno illustrate ai futuri tuiristi tra i grandi ruderi della città, non solo quella imperiale di fama mondiale, ma anche quella, capitale strillina che con un Vaffa ha mandato a farsi benedire le maggiori opere di sviluppo urbano e sociale della città eterna.La metro C non vedrà il suo completamento secondo il progetto originario, che ne faceva un opera di livello mondiale con i suoi oltre 30 Km di percorso incrociando in vari punti della città le linee A e B. L’ipotesi è quella di farla terminare come un moncherino di un invalido, nella stazione dei fori imperiali naturalmente L’avvocato Virginia ha molto a cuore la salute dei cittadini, così dai Fori si faranno una bella passeggiata a piedi.le altre incompiute saranno i vari prolungamenti delle altre linee metro e tutto ciò farà di Roma il più grande territorio d’europa con passeggiate a piedi o per i più fortunati a dorso di mulo.Se fossero arrivati prima ci sarebbe stata un’altra grande incompiuta la Vela dei congressi nel quartiere Eur, poi c’è il no alle Olimpiadi e ai campionati di Golf e lo stadio della Roma non se ne sa più nulla, in sostanza la progettazione di una città di ruderi incompiuti dove pascoleranno grandi greggi di pecore come accade tra gli antichi acquedotti. In conclusione la caratteristica di questa giunta, formata dai rimasugli di un centrodestra screditato e da personaggi poco affidabili con notevole conflitto di interessi, che pesano su tutta la gestione di una amministrazione inconcludente e paralizzante. Roma non si merita tutto ciò, però i cittadini hanno votato e le responsabilità a questo punto diventano collettive di un’ intera città, questa è la dimostrazione che con la sola istanza protestataria non si governa una complessita quale è Roma, non è sufficente la sola onesta, ammesso che questa ci sia, ma serve capacità del fare quello che è necessario,sicuramente chi non fa nulla non sbaglierà mai, tutti sono capaci di essere onesti con le mani in tasca, competenza significa anche assumersi delle resposabilità di fronte ai cittadini e fare delle scelte coraggiose orientate allo sviluppo economico e sociale di un’area urbana quale è Roma.

Giancarlo Garro

Itinerari Di Roma

giugno 19, 2016
Sono visite ben organizzate illustrate con luci e commenti molto suggestivi.
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In corso ai Fori gli spettacoli di animazione, suoni e luci sulla città di Cesare e di Augusto. Due storie e due percorsi promossi dalla Sovrintendenza Capitolina, ideati e curati, in otto lingue (: italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese) da Piero Angela e Paco Lanciano.

I due progetti raccontano il Foro di Augusto e il Foro di Cesare partendo da pietre, frammenti e colonne presenti, con l’uso di teconologie all’avanguardia.

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Gli spettatori vengono accompagnati dalla voce di Piero Angela e da filmati e ricostruzioni che mostrano i luoghi così come si presentavano nell’antica Roma: una rappresentazione emozionante ed allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico.

Lo spettacolo all’interno del Foro di Cesare è itinerante. Si accede dalla scala accanto alla Colonna Traiana e si attraversa il Foro di Traiano su una passerella realizzata appositamente.

Attraverso la galleria sotterranea dei Fori Imperiali, aperta al pubblico per la prima volta lo scorso anno, si raggiunge di Foro di Cesare e si prosegue così fino alla Curia Romana.

Il racconto di Piero Angela parte dalla storia degli scavi realizzati per la costruzione di Via dei Fori Imperiali, quando un esercito di 1500 muratori, manovali e operai venne mobilitato per un’operazione senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondità tutta l’area per raggiungere il livello dell’antica Roma. Quindi si entra nel vivo della storia partendo dai resti del Tempio di Venere, voluto da Giulio Cesare dopo la sua vittoria su Pompeo e si può rivivere l’emozione della vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro.

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Il racconto del Foro di Augusto parte dai marmi ancora visibili nel Foro e, attraverso una multiproiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, il racconto di Piero Angela si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, dominava l’area accanto al tempio. Con Augusto Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l’età imperiale è stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra ai confini con l’attuale Iraq, comprendendo gran parte dell’Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. Queste conquiste portarono l’espansione non solo di un impero, ma anche di una grande civiltà fatta di cultura, tecnologia, regole giuridiche, arte. In tutte le zone dell’Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade.

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Possibile accedere ai due percorsi separatamente (singolo spettacolo euro 15 intero; euro 10 ridotto) o in forma combinata nella stessa serata o in due serate diverse (combinato Foro di Cesare + Foro di Augusto intero euro 25; ridotto euro 17).

Per il Foro di Augusto sono previste tre repliche (durata 40 minuti) mentre per il Foro di Cesare è possibile accedere ogni 20 minuti (percorso itinerante in quattro tappe, ciascuna della durata di circa 10 minuti e per la durata complessiva di circa 50 minuti, inclusi i tempi di spostamento).

Fino al 30 ottobre

I biglietti si possono acquistare sul posto, tramite il numero 060608, nei Punti Informativi Turistici o sul sito web dedicato www.viaggioneifori.it.

Inviati da Aldo Rozza

Una Scelta per Roma

febbraio 6, 2016

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Conoscendo quali sono i gravi problemi da risolvere per la sindacatura della capitale e quali interventi anche severi  che bisognerà effettuare, non credo che la disputa alle primarie per Roma possa essere vista come una candidatura pro o contro Renzi. In questo caso qualunque sia il verdetto che uscirà dalle urne elettorali non può essere considerato una vittoria o una sconfitta correntizia, anche perchè i problemi di Roma hanno una inderogabile necessità di essere affrontati da un partito forte e coeso che ne condivida unitariamente le soluzioni con candidati forti e competenti in grado di mettere in campo idee e progetti di innovazione per una reale svolta nella politica Cittadina.Come abbiamo spesso scritto in queste pagine, la capitale d’Italia necessita di una operazione di ristrutturazione territoriale e amministrativa che la pone all’altezza delle nuove sfide al passo con le maggiori capitali Europee. Un territorio di 1250 Km quadrati grande come l’area metropolitana di Londra e quasi il doppio di quella di Parigi, ma con una concentrazione abitativa notevolmente inferiore, pone nuovi problemi più complessi nella gestione dei servizi essenziali: come trasporti, decoro e pulizia delle periferie situate a oltre venti Km dal raccordo anulare e più di quaranta dal centro storico, una situazione per certi versi anomala e contraddittoria con immensi spazi di campagna tra nuclei abitati poco densamente popolati soprattutto nel quadrante nord tra le consolari Aurelia, Trionfale e Cassia.Tale situazione può sembrare, ad un osservatore poco attento, priva dei problemi tipici del sovraffollamento e del’inquinamento, ma analizzando meglio la situazione e soprattutto per i cittadini residenti in questi territori si ha la triste certezza di un totale abbandono, con strade perennemente dissestate, pulizia e raccolta dei rifiuti isufficente e spesso un sistema di deflusso delle acque risalente ad un sistema territoriale agricolo vecchio di oltre 70 anni. Un sistema dei trasporti insufficente dove i capolinea delle Metro si fermano 10 o 15 Km prima lasciando questa immensa periferia poco e mal servita con gravi problemi di trasferimento pendolare verso il centro città tutto o quasi gestito da traffico privato.Le linee ferroviare impostate negli anni novanta hanno, solo in parte risolto il problema che, a mio modo di vedere andava ulteriolmete sviluppato con massicci investimenti e politiche tariffarie più coerenti con un sistema di trasporti integrato tra regione e comune.Citando per brevità solo alcuni dei problemi in campo, il vincitore delle primarie non potrà essere il favorito da una corrente o da un altra ma dovrà essere favorito per le sue competenze e capacità professionali, che sia veramente in grado di fornire ai cittadini una proposta orientata ad una vera trasformazione  del volto di Roma, che la renda capace di essere una vera e propria capitale mondiale.

Giancarlo Garro