Archive for the ‘Progetto Roma’ Category

Roma sprofonda

novembre 20, 2018

Sotto i colpi di inefficenza inferti dai pentastellati la Capitale d’Italia va sempre più giù nel baratro del degrato e dell’invivibilità.Passa dal 67mo posto all’85mo della classifica delle città più vivibili, oppure meglio dire delle zone più invivibili.per Roma è una continua discesa verso il baratro di una città ormai allo sbando, sgovernata e carente in ogni settore dei servizi e della vita sociale.

Invece di prevedere un piano di intervento per la manutenzione delle strade, basta mettere un cartello come questo e il gioco è fatto.(caro cittadino ti ho messo il limite di velocità e se subirai un danno dalla strada dissestata la responsabilità sarà tua se non rispetti i limiti imposti).Ormai chi produce cartelli dei 30Km l’ora si è fatto ricco le strade di Roma sono ormai invase da questa segnaletica,e se tutti gli automobilisti rispettassero il limite imposto la città sarebbe bloccata da un colossale e inesorabile ingorgo.La cosa purtroppo non riguarda soltanto le zene centrali della città ma l’intera area metropolitana, dove il dissesto raggiunge livelli molto preoccupanti per la sicurezza della circolazione.Chissà se” all’avvocato dei Romani Virginia” gli hanno raccontato che esiste anche la città metropolitana che si estende sul territorio della vecchia provincia che ha una estensione grande quanto quattro comuni delle maggiori città Italiane?e che il territorio comunale è il secondo in Europa con 1350 Km quadrati, dopo l’area metropolitana di Londra?

Giancarlo Garro

Annunci

Una Città Imperiale nella pianura padana(Itinerari)

ottobre 23, 2018

Nella rubrica itinerari ho voluto illustrare la cultura e i tesori di una città,molto vicina al delta del Po che ha rappresentato un tratto di storia Italiana a dir poco sorprendente.

Stiamo parlando della città di Ravenna

402 D.c.Questo è il secolo di Ravenna residenza dell’imperatore romano d’occidente, con il trasferimento della corte da Milano a partire dal 402 d.C. La città ha bisogno di un nuovo circuito murario che comprenda la porzione antica della città, a ovest, quella di formazione imperiale, a nord, e la zona orientale, in cui si insedia l’imperatore; un palazzo viene eretto per Onorio e per la sua corte sulla Platea maior, precedentemente via Popilia, ora via di Roma.

La nuova città murata deve fare i conti con le acque che la attraversano. Il percorso dello storico Padenna è ora più stretto e inglobato nel percorso urbano, avendo perso la funzione di connessione con il porto e la flotta. Anche il Flumisellum e il Lamisa, ancora confluenti nel Padenna, entrano in città attraverso il percorso murario.

La gestione delle acque è sempre stata un problema per la conformazione paludosa del terreno e già nei secoli precedenti la città Romana ha dovuto affrontare il problema con opere di smaltimento e di deflusso razionale per evitare inondazioni frequenti sopratutto nella stagione autunnale e invernale.

L’ambiente naturale attorno a Ravenna era paragonabile a quello di Venezia e Chioggia: la laguna. Nella laguna di Venezia, gli insediamenti umani sorgevano sulle isole (Venezia stessa) oppure sul cordone litorale (Chioggia). Allo stesso modo, l’insediamento di Ravenna era circondato dal mare. A differenza della laguna veneta, l’ambiente attorno a Ravenna era costituito da una serie di piccole lagune. Le acque delle lagune non comunicavano direttamente col mare. Tra esse e il mare vi era un cordone di dune sabbiose (tali dune sopravvivono oggi in alcuni punti). Ravenna era edificata su un lembo di cordone litoraneo. Per tutta l’antichità, la città fu a contatto diretto col mare.

sanvitale

Le testimonianze più significative di stile bizantino a Ravenna si collocano tutte tra il V e il VI secolo. E’ il periodo in cui Ravenna diviene il più importante centro d’Italia.
Nel 395 muore Teodosio il Grande: l’immenso impero romano viene diviso in 2 parti, assegnate ai suoi figli e successori:

Impero d’Occidente  con capitale Ravenna, assegnato ad Onorio.

Impero d’Oriente  con capitale Costantinopoli assegnato ad Arcadio.

Ravenna viene designata da Onorio capitale dell’impero d’Occidente dal 395 e venne sottoposta alla reggenza di Galla Placidia nella prima metà del V secolo.

L’impero d’Occidente dura fino al 476, con l’ultimo imperatore Romolo Augustolo, sconfitto dal barbaro Odoacre, che spedisce le insegne imperiali all’imperatore d’oriente Zenone, dichiarando di volersi mettere al suo servizio.

Contro di lui viene mandato Teodorico, re degli Ostrogoti, che lo sconfigge nel 488 e crea in Italia un regno romano-barbarico con l’appoggio dell’aristocrazia romana. Ravenna è la prima capitale del regno goto con Teodorico dal 493 al 526, anno della sua morte. Gli succede la figlia Amalasunta, che governa con molte difficoltà, per nove anni, finchè viene uccisa.

Nel 535, Giustiniano, imperatore d’oriente, cerca di ricomporre l’unità dell’impero: l’Occidente era ancora diviso tra i barbari. Nel 535 inizia la guerra gotico-bizantina. Nel 540 il generale Belisario conquista Ravenna, e la guerra termina nel 533.

Alcune considerazioni storiche

Alcuni storici, di recente hanno precisato che la città di Ravenna non è mai stata, in quel periodo, ufficialmente definita la nuova capitale dell’impero Romano d’occidente, ma soltanto la residenza ufficiale dell’imperatore e lo status di capitale rimaneva comunque alla città di Roma.Anche per quanto riguarda la dicitura comunemente usata di impero Bizantino si ritiene non esatta perchè bisanzio è l’antica denominazione della città di Costantinopoli,la vera denominazione è Impero Romano D’Oriente con capitale Costantinopoli.

Le note sono liberamente tratte da siti web da ravenna bizantina

Giancarlo Garro

 

 

 

Una Capitale sfigurata

luglio 22, 2018

Passeggiando per il centro di Roma,in particolar modo nel quartiere prati, in prossimità del Vaticano e della Basilica di san Pietro,appare una città in totale abbandono, quasi sfigurata come una bellissima donna dove qualcuno gli ha usato violenza con sostanze che ne teturpano l’aspetto. Non  siamo nelle estreme periferie dimenticate, da una giunta fatta di promesse, di superficialità e di incompetenza, siamo vicino alla città del Vaticano con migliaia di turisti che ogni giorno solcano quelle strade piene di rifiuti, di foglie millenarie che nessuno toglie, di sacchi di immondizia lungo i marciapiedi, di animali morti che ammorbano di odori nauseabondi l’intero qurtiere.Una Capitale tenuta in queste scellerate condizioni dovrebbero gridare di indignazione tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio mondiale che rappresenta questa millenaria città.Tutto è nella più totale indifferenza, di cittadini e istituzioni,di polizia municipale non se ne vede ombra,forse troppo nascosti per fare solo contravvezioni motivati dagli incentivi comunali,macchine per la pulizia delle strade gestite dall’Ama rare come gli orsi panda abbandonate lungo le strade che nessuno usa, forse sono oggetti da salvaguardare e da ammirare ferme e immobili piene di ruggine.In qualunque capitale Europea, in tali situazioni un assessore all’ambiente verrebbe costretto a dare le dimissioni per manifesta incapacità e inadempienza di atti di ufficio,A Roma questo non succede, anzi si tentano giustificazioni, come carenze di personale,assunzioni che dovranno essere fatte, come se il personale esistente già lavorasse con efficienza, ma nessuno sa che cosa realmente fanno gli ottomila dipendenti della municipalizzata dei rifiuti, se non quel minimo di raccolta differenziata che viene fatta in alcuni quartieri periferici.Assessore all’ambiete e sindaca Virginia se ci siete battete un colpo, sicuramente la responsabilità di tutto questo sfascio direte che non è vostra, forse di Nerone o di Giulio Cesare, ma siete voi a governare questa città e ve ne dovrete assumere tutte le responsabilità visto che in tre anni di vostro non governo avete solo crato rifiuti e macerie.

Giancarlo Garro

 

Una Costituente per Rifondare La Capitale

settembre 15, 2017

Da un Articolo pubblicato sulle News del sito del Partitro Democratico dall’ex candidato Sindaco Giachetti.Intervista al Foglio.

“Il mio è un appello anche ai cinque stelle, potrei stare qui tranquillamente a guardarli fallire. Anche per quello che ho subito in campagna elettorale. Ma Roma è più importante di loro e di noi. Per questo mi sento in dovere di fare comunque la mia parte”, dice al Foglio Roberto Giachetti, deputato, vice presidente della Camera, già candidato sindaco del Pd alle elezioni di giugno 2016. “Accendiamo i riflettori su Roma”, dice. “La città sprofonda, la macchina amministrativa non funziona, va tutto ricostruito e riprogettato a cominciare dalle competenze del comune, fino a quelle dei Municipi. Bisogna coinvolgere il governo centrale, tutte le forze politiche, gli intellettuali, il meglio che abbiamo, e pensare a una Costituente per Roma. Va anche pensato un piano di investimenti statali. Lo dico adesso, che siamo lontani dalle prossime elezioni capitoline. Abbiamo bisogno di una rivoluzione amministrativa. Urgente”.

Per esempio?

“Già in campagna elettorale, un anno fa, dissi che la situazione non è più gestibile: competenze sparpagliate e confuse, regolamenti vecchi, corretti con toppe, mentre sono assolutamente necessari procedimenti più snelli e concreti nelle decisioni amministrative. Quella romana è una struttura immaginata decine e decine di anni fa per una città, per una società di allora. A cominciare dai poteri dei Municipi. Oggi i Municipi sono delle città nella città, in termini di estensione e di popolazione. Sono città che però non hanno poteri di gestione e risorse adeguate. E di conseguenza anche la classe dirigente che va ad amministrarle ha competenze proporzionali a queste scarse responsabilità operative”.

 

Dunque andrebbero dati più poteri ai Municipi. E il Campidoglio?

“Il potere centrale deve diventare essenzialmente programmazione e controllo. Pensiamo alla questione apparentemente irrisolvibile delle buche stradali. Le gare d’appalto per le strade, e la manutenzione, si vincevano al massimo ribasso e i lavori venivano fatti in maniera improbabile, al risparmio, spesso con solette d’asfalto di pochi centimetri. Toccherebbe al Campidoglio controllare se l’appalto vinto è realizzato secondo le esigenze della città, ma l’amministrazione in realtà non è in grado di controllare. E infatti ci sono le buche. L’amministrazione centrale si occupa di troppe cose, in termini di gestione, e in un’area metropolitana ormai vastissima. Non è un caso se durante il Giubileo la funzione di controllo sia stata sostanzialmente assorbita dall’Anac di Raffaele Cantone. E questo non vale solo per le strade e le buche.Ma anche per tanti servizi”.

 

Allora è necessario decentrare.

“Prendiamo la mobilità. Roma si occupa solo del suo perimetro, quando sappiamo benissimo che se vai a Guidonia o a Fontenuova c’è un pendolarismo che porta più gente verso Roma di quanta non se ne muova all’interno dello stesso perimetro romano. Per questo dico che la città è cambiata, e va ripensata nella sua organizzazione amministrativa”.

 

Ma tutto questo come si ottiene? Ci vuole una legge speciale?

“Penso che ci vorrebbe quasi una Costituente per Roma. Si deve trovare, prima dello strumento legislativo, una vasta disponibilità politica per lavorare al suo raggiungimento. Si può pensare anche a una modifica costituzionale. Ma è inutile parlarne se non siamo tutti d’accordo”.

 

Anche il M5s?

“Certo, non le nascondo che un’amministrazione che in un anno è stata impegnata a cambiare assessori come figurine, lasciando la città nell’anarchia e degrado più totali e mascherando quotidianamente un dilettantismo arrogante, con le colpe di chi c’era prima, non abbia quel senso di responsabilità e l’umiltà necessari per sedersi al tavolo con tutti. Anche se in ballo c’è il futuro della Capitale di Italia. So che non è facile trovare un interlocutore tra di loro… Ma che loro siano d’accordo è la condizione minima per cominciare. E’ evidente che una cosa di questa portata, che riconsidera così fortemente il ruolo e le funzioni di Roma, o tu la realizzi trovando accordi, altrimenti si impantana”.

 

E chi è un interlocutore possibile nel M5s?

“È complicato… il sindaco certamente, anche Roberta Lombardi mi sembra conosca bene la città e i suoi problemi. Ma deve entrare nella consapevolezza di tutti che se parliamo del rilancio di Roma non è cosa di parte, è interesse nazionale. Tutti devono sentirsi interessati a concorrere. I cinque stelle, la destra, la sinistra a sinistra del Pd, e ovviamente il Pd. Poi, se questa cosa partisse, è va coinvolto il governo e lo stato centrale”.

 

In che modo?

“Perché Roma sia riportata al livello delle altre grandi capitali europee lo stato deve riconoscere alla capitale uno speciale interesse nazionale. Per esempio per quanto riguarda le sue infrastrutture. Lo stato dovrebbe investire direttamente in alcuni settori strategici. E in questo caso potrebbe essere legittimo che il governo abbia un sottosegretario, o un ministro, per Roma. Uno che abbia una diretta responsabilità sulle partite che lo stato mette in campo nella capitale. Questo significa che ci vuole anche collaborazione con l’amministrazione comunale”.

 

Va bene tutto. Va bene la Costituente. Ma poi queste cose, di solito, in Italia sono chiacchiere. E furbizia. Come le grandi Bicamerali per le riforme.

“E’ vero. E per questo andrebbe immaginato un paracadute. Non sarebbe scandaloso che ci fosse una clausola di salvaguardia: una volta approvata la riforma si potrebbe prevedere, in via transitoria, la nomina di un commissario straordinario che abbia poteri di surroga per la sua piena attuazione qualora si manifestino inadempienze. Un po’ come succede per i commissari di Governo rispetto alle regioni”.

Inserito dal sito del Partito Democratico

G.Garro

 

La Capitale dimenticata

settembre 13, 2017

I recenti avvenimenti metereologici hanno ancora una volta messo in evidenza la fragilità e l’incuria del territorio romano.E’ cosa evidente che i fenomeni sono stati di portata eccezionale ma non così gravi come in altre occasioni,Gli allagamenti a Roma sono avvenuti anche con qualche goccia di pioggia in meno, basta pensare al lago formatosi nell’area del circo massimo qualche anno fa sotto la sindacaura di Alemanno, suscitando ironiche considerazioni da parte dei media e della pubblica opinione. Ma quello che risalta nell’attuale situazione è l’incapacità di agire senza avere piani studiati per l’emergenza e senza un minimo di programmazione nel caso di eventi eccezionali. Gli scolmatori delle acque piovane sono ovunque intasati con assenza totale di manutenzione periodica che andrebba programmata ogni fine estate, a tutti nota, ormai la situazione climatica degli ultimi anni con lunghi periodi di siccità e improvvisi nubugragi di enorme  portata che colpiscono il territorio causando danni  a cose e persone di notevole entità.Tutti sappiamo quanto è vasto il territorio dell’area metropolitana Romana e quanto sia complicato governarlo con politiche centralistiche, quali competenza hanno le municipalità territoriali?cosa fanno gli attuali assessorati alla protezione civile e all’ambiente?In molte aree della grande periferia Romana molti quartieri sono gestiti da consorsi stradali dove la manutenzione e la pulizia delle strade è casuale e approssimativa e il comune e l’Ama non intervengono, o per totale incapacità di coscere tali situazioni, o per consapevole scarico di responsaqbilità. La seconda ipotesi è tanto più grave perchè nei consorsi è presente anche la quota del comune che deve controllare la corretta gestione, sia amministrativa che funzionale e di servizi erogati alla popolazione residente.E’ per tutti questi motivi che il problema non è soltanto di carattere burocratico amministrativo ma è anche soprattutto politico di una giunta pentastellata priva di programmi e di visione progettuale per una città come Roma dove spesso si fanno interventi estemporanei e incomprensibili mascherati da risparmi di bilancio: Es chiusura di asili nido pubblici per poi aprirne di nuovi privati con qualche conflitto di interessi alla faccia della trasparenza e della correttezza etico legale.E’utile nei municipi dove avvengono tali situazioni che  nostri consiglieri di opposizioni facciano delle interrogazioni a ruguardo, per capire meglio se tali provvedimenti siano compatibili con opere di risanamento e di manutenzione per messa in sicurezza delle strutture adibite all’infanzia e quali tempi per la loro riapertura. Per tutti questi motivi i circoli municipali si debbono attivare per informare i cittadini della grave situazione con iniziative e attività politica che metta in evidenza la concretezza dei problemi irrisolti da giunte incapaci di governare la complessità di Roma Capitale.

Giancarlo Garro

La Sindaca delle Tofane

giugno 16, 2017

Come tutti sanno la Capitale del mondo Sorge su sette colli, che con dolce declino convergono verso la valle del Tevere, Quei villaggi arcaici posizionati in maniera strategica dove le transumanse convergevano verso il mercato boario e la via del sale,questo elemento essenziale per la lavorazione della carne,hanno generato la più grande e profiqua economia dell’antichità,crendo i presupposti economici del futuro impero di Roma. Lo sviluppo della città antica ha collegato i colli in un unica grande area metropolitana con strade lastricate e grandi monumenti, ancora oggi visibili, a testimonianza della grande e millenaria storia che rappresenta questa città unica al mondo culla della civiltà occidentale.Ai giorni nostri per collegare quei sette colli la giunta pentastellata dell’impero del nulla raffigura quelle dolci colline come un massiccio dolomitico da conquistare aprendo sentieri arditi per scalatori e rocciatori del potere, progettando nuovi strumenti di risalita agevole, tipici delle alte valli del Cadore.Questa storia delle funivie romane comincia a rasentare il ridicolo, non solo perchè antieconomiche ma anche poco praticabili e inutili in una configurazione del territorio della città.Che biglietto potrebbero pagare i cittadini romani per un mezzo di trasporto con capienza limitata rispetto ai tradizionali mezzi di trasporto, sia di superficie che sotterranei?Roma ha veramente bisogno di progetti velleitari e inconsistenti? credo proprio di no, avvocato Virginia la tua palese incapacità la vuoi nascodere nella solita cortina fumoggena del Grillo pensiero con proposte irrealizzabili di forte impatto mediatico, ma voglio ricordare che sei il Sindaco di Roma e non di Cortina D’Ampezzo sotto il massiccio delle Tofane.

Giancarlo Garro

Un modo per fare opposizione

maggio 15, 2017

Al di la dell’opposizione politica che si esercita nelle aule del consiglio comunale di Roma, può nascere una nuova opposizione propositiva, che è quella di fare le cose che la giunta dell’avvocato Virginia non riesce a fare per incompetenza e inacapacità di gestire i problemi reali della Città. quando non si sa cosa fare si dichiara che la colpa è sempre di quello che ha preceduto, si invocano complotti a sproposito, come quello di dire che il Pd sparge la monnezza nelle aree dove interverrà con i suoi volontari, oppure dire che ci sono stati venti anni di incuria, elencando tutti i sindaci del passato, io suggerirei di aggiungere nella lista anche la nefasta gestione della città dell’imperatore Nerone che ne ha bruciata mezza. Naturalmente non stiamo a scherzi a parte cara Virginia perche la situazione del comune di Roma è maledettamente seria, avete scatenato L’Ama quando ve la sieta fatta sotto dalla paura dopo l’annuncio, che il Pd Avrebbe mobilitato un migliaio di volontari per ripulire l’intera città, avete fatto uscire dal cilindro del mago strillo decine di automezzi che non si vedevano da anni, che erano diventati animali rari in via di estinzione come gli orsi Panda, avete ingaggiato una gara a chi arrivava prima nei luoghi prestabiliti, poi qualche mezzo è rimasto anche in panne e le magliette gialle hanno pensato loro, insieme a tanti cittadini ha rendere più pulita e decorosa questa meravigliosa città. E’ stata una grande prova per la macchina organizzativa del Partito, credo che questo sia un primo segnale della capacità  di esserci in maniera concreta sui reali problemi, dove i cittadini chiedono risposte e soluzioni.

Le foto sono state prese in originale a Monteverde la mattina di Domenica 14 maggio 2017

Giancarlo Garro

 

Inadeguati

dicembre 16, 2016

muraroraggigrillidi-battista

Quanto più volte scritto e denunciato da queste pagine si è puntualmente verificato. Il punto fondamentale non sono ne gli avvisi di garanzia ne gli arresti del Marra, ma la incapacità politica e la conseguente responsabilità di non aver saputo affrontare una situazione, se pur difficile con la dovuta umiltà dando veramente segnali di cambiamento. La superficiatlità, l’incapacità, l’incompetenza di una classe dirigente Grillina che passa dal vaffa al governo, dallo strillo del tutti a casa a gestire realtà complesse ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza e pressapochismo, senza un vero progetto per la città, senza una visione delle cose prioritarie da fare e risolvere, tutta ripiegata a dire soltanto dei no perchè altro non sapeva dire o fare.In sostanza i Napoletani  con la loro saggezza millenaria direbbero: “A Pucchiacca in mano ae crature”e non condivido affatto quanti vogliono distinguere le responsabilità del movimento dalla persona dell’avvocato Virginia, le responsabilità sono complessive proprio nelle modalità di scelta  che l’hanno portata a  essere candidata alla carica di Sindaco, una scelta che non ha votato nessuno, calata dall’alto, in sostanza nominata dal Re del movimento e dal suo Ciambellano Aziendale. Una operazione di immagine, con una ragazza di bell’aspetto dalla faccia pulità che come un cartellone pubblicitario di successo avrebbe attratto centinaia di migliaia di voti, un abile operazione di Marketing,rivelatasi, poi, pubblicità ingannevole.In una trasmissione televisiva della 7 il genio politico del Di Battista si è espresso in tutta la sua sfolgorante ingenuità: alla domanda del conduttore che se fossero risultati il primo partito uscito dalle elezioni politiche, quali alleanze avrebbero messo in campo per formare una compagine di Governo, la risposta è stata che non ci sarebbe stata nessuna alleanza di coalizione, ma avrebbero presentato un programma di governo all’attenzione del Parlamento per essere votato da maggioranze non definite prima, in sostanza un governo estremamente debole e ricattabile in ogni momento e sempre in bilico di una crisi.

Giancarlo Garro

Le indecisioni della Giunta Raggi

novembre 19, 2016

Parla Marco Tolli, responsabile territorio Pd Roma

Da un articolo dell’Unità

inserito da Giancarlo Garro

stadio-roma

Racconti Romani sta diventando anche una sorta di bacheca di discussione sull’attualità. In questo senso pubblichiamo oggi un intervento di Marco Tolli, giovane dirigente del pd romano, sul nuovo stadio della Roma, attorno al quale la giunta Raggi continua nei suoi contorsionismi: l’assessore Berdini se potesse lo affosserebbe per puro ideologismo, ma esporrebbe il comune a una causa risarcitoria milionaria, perché il progetto ha già avuto dal Campidoglio il riconoscimento della pubblica utilità. La Regione ha avviato, rispettando tempi e procedure,la conferenza dei servizi. L’assessore Berdini ha intrapreso una guerriglia procedurale ma alla fine il Campidoglio dovrà dire una parola chiara e definitiva. (Carmine Foti

 

La realizzazione del nuovo stadio garantirà alla As. Roma la possibilità di innalzare il proprio livello di competitività anche in campo internazionale, grazie all’utilizzo di una impiantistica moderna, multifunzionale, produttrice di reddito e di servizi per la comunità.

Mentre alla città e al suo sistema economico e produttivo, segnati da una crisi drammatica, garantirà circa 1,7 miliardi di investimenti privati di cui oltre 445 milioni per infrastrutture pubbliche. E una ricaduta economica in termini occupazionali di 1500-2000 maestranze del settore edile per la costruzione e a regime 4000 unità in aggiunta a 15.000 addetti del Business Park.

L’area di Tor di Valle ospita un impianto dismesso ed è destinata dal piano regolatore vigente ad attività sportive, con una previsione edificatoria di circa 360 mila mc. Ciò la caratterizza come idonea alla trasformazione. Questo non significa che sia la migliore per collocare lo stadio, ma che risponde ai requisiti previsti dalla legge.

Tuttavia, tornare a questo dibattito, ora che si è in fase avanzata, sarebbe un errore. Spero che l’assessore Berdini capisca che siamo in una fase differente e i suoi compiti, oggi, sono quelli di dare certezze alla città.

Nel farlo è necessario, a mio giudizio, risolvere un dibattito insopportabile sulle grandezze urbanistiche. Ridurre le cubature è il ritornello classico suonato per accompagnare qualsiasi trasformazione urbanistica. Ma è veramente l’aspetto più importante dentro una scala di valutazione? Quando la riduzione comporta un indebolimento complessivo del progetto o mina le basi dell’equilibrio economico e finanziario della trasformazione, non rappresenta un valore assoluto, ma semplicemente un piglio ideologico di cui si nutre la politica.

In ogni caso si facciano tutti i tagli possibili, ma non si metta  in discussione il sistema di opere pubbliche necessarie al territorio.

Comune e Regione sono chiamati a lavorare insieme per arrivare al migliore dei progetti possibili. Questo non sta avvenendo per via delle diverse impostazione radicate all’interno della giunta Raggi e a causa di un ideologismo di fondo che contraddistingue le prese di posizione dell’assessore all’urbanistica.

Siamo ad una pericolosa deresponsabilizzazione del Comune. Si attiveranno dei processi che hanno bisogno di un governo forte. Le grandi trasformazioni producono tumulti non indifferenti all’economia locale e alla vita delle persone. Mettono in moto sviluppo e risorse, creando anche nuovi squilibri urbani. Il nuovo renderà l’esistente più vecchio.

Spetta quindi alla politica garantire uno sviluppo armonico del territorio inserendo con dolcezza i nuovi valori nel contesto urbano, coordinando le trasformazioni già previste e valorizzando i tessuti esistenti. Le scelte progettuali  devono garantire qualità urbana e sostenibilità ambientale, e devono necessariamente irrobustire il sistema di viabilità pubblica e privata.

Deve inoltre essere garantita la sostenibilità economica dell’operazione, verificando la reale capacità delle nuove strutture di attrarre, nonostante la dura crisi che stiamo attraversando, significative presenze private. Al posto di Berdini mi preoccuperei di questo.

Governare significa saper affrontare le sfide della modernità, avendo ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere. In questo caso la sfida è coniugare sviluppo e qualità, per contribuire a risollevare la nostra città e  migliorare la qualità della vita dei cittadini romani.

(Marco Tolli, responsabile territorio Pd Roma)

Il Declino della grande Bellezza

novembre 7, 2016

vistasanpietro

Roma è una città millenaria, piccoli villaggi di pastori sui colli nella valle inferiore del tevere dove le economie antiche si incontrano, quella del commercio del sale e la transumansa delle mandrie, le zone agricole dei Latini in un integrarsi di economie nascenti che determinano i traffici di un mercato alle soglie del mediterraneo. In quei luoghi sacri si getta il seme della storia a venire che non è solo conquiste di territori e di popoli ma divulgazione di scienza, di filosofia, di leggi che ancora oggi governano il mondo occidentale, quel seme che alimentato ha costruito la civiltà, i valori che ad ogni uno di noi sembrano scontati ma che hanno avuto e si sono sviluppati attraverso processi complessi spesso contradditori e drammatici ma che hanno germogliato nei millenni di storia fino ad arrivare ai giorni nostri. Roma nei secoli, ha avuto momenti di gloria e di declino ma è sempre stata comunque il centro  della storia europea. E’ questa consapevolezza di ruolo che deve alimentare le scelte, essere responsabili di che patrimonio si ha tra le mani, di come svilupparlo e renderlo fruibile ai propri cittadini e a milioni di coloro che ogni anno transitano nella città eterna. Oggi però, lo dico con grande rammarico, devo constatare che queste consapevolezza non c’è, non si ha una visione, non si ha un progetto, non si ha memoria storica della parola “Roma”, non si ha sensibilità di capire che si sta governando la capitale di uno stato sovrano e democratico con visibilità ormai globale.Anche gli ultimi avvenimenti climatici dimostrano declino e abbandono delle immense periferie dimenticate da una propaganda elettorale ormai lontana, non è il solito discorso “piove Governo ladro”ma i danni provocati dalla natura hanno avuto una moltiplicazione esponenziale dovuti all’incuria, alla totale assenza di manutenzione delle strade e dei corsi d’acqua, a centinaia di alberi piccoli e grandi lasciati deperire, causa di crolli e distruzioni di abitazioni e strutture con qualche perdita di vite umane.Se un turista intraprendente si organizzasse un giro nella periferia nord di Roma non crederebbe ai propri occhi e si domenderebbe Ma dove sono capitato alla periferia di Calcutta, di islamabad, di Dacca sulle rive del fiume Gange?No caro turista, gli risponderebbe la sua guida sei a Roma, centro della Cristianità Mondiale, centro della cultura occidentale e dello stato italiano.

Giancarlo Garro