Archive for the ‘Sociale’ Category

I Progressi della medicina

febbraio 11, 2019

 

di Peppino Perrotta

Schierarsi contro l’istinto dell’animale uomo ad usare il cervello per inventare, affrontando con coraggio le incognite del nuovo, è una disdicevole battaglia che è bene che facciano le religioni obbligate a combatterla per sopravvivere.

Un laico però ha il dovere di non chiudere gli occhi sui danni collaterali di questa pur lodevole prerogativa della nostra specie.

Per quanto riguarda la medicina, il suo progresso è privo di ombre eccezion fatta per la cura delle malattie infantili che, doverosamente trasferita dai paesi ricchi a quelli poveri, sta generando un pauroso squilibrio demografico.

La pratica delle vaccinazioni generalizzate ha sostanzialmente azzerato da noi negli scorsi decenni la mortalità infantile, combattuta prima con un adeguato numero di nascite nell’istintuale coscienza dei genitori che solo alcuni dei figli fossero destinati a diventare adulti. L’attività della Organizzazione Mondiale della Sanità, volta a vaccinare a tappeto le popolazioni povere, comporta, insieme alla salvaguardia di milioni di vite ciascuna delle quali, ricordiamolo, è un meraviglioso magico miracolo, problemi non marginali. Probabilmente anche in quelle zone si svilupperà in futuro una coscienza genitoriale diversa, ma ci vorranno generazioni.

Per l’intanto il fenomeno comporta dimensioni numeriche difficilmente gestibili.

Questo, fino a qualche giorno fa, era l’unico danno collaterale che avevo rilevato nei progressi della medicina. L’intervista fatta da Piero Angela a un luminare della neurologia ha messo in luce un altro neo demografico, non meno preoccupante di quello dei vaccini.

Parlava questo signore della statistica sui soggetti affetti da malattie degenerative del cervello (Alzheimer, demenza senile, Parkinson e quant’altro); nel mondo sono tantissimi, in Italia sono un milione, cioè uno su 60 se si fa riferimento all’intera popolazione, il 12% se si guarda solo agli ultra ottantenni. L’esperto asseriva che queste cifre sono destinate ad aumentare esponenzialmente a ritmi assai elevati e spiegava perché.

La lotta alle malattie è basata sulla ricerca, che richiede grandi investimenti messi in moto solo dalle industrie del farmaco. Questo sforzo perciò non può non obbedire che alle leggi del capitale. Esso si concentra quindi sulle malattie che rispondono a due fattori: la diffusione del morbo che assicuri l’ampiezza della futura clientela, e l’alta probabilità di avere un ritorno dell’investimento in tempi coerenti con le dinamiche aziendali. Si comprende quindi che si ricerca poco sulle malattie rare, e su quelle nelle quali il campo di conoscenza degli organi del corpo umano non è avanzato abbastanza da poter far cassa nell’arco del planning quinquennale.

Si spiega così lo sviluppo dei nuovi medicamenti antitumorali, della diagnostica, della chirurgia vascolare e cardiaca, e dei trapianti, che ha consentito a tanti il superamento degli ottanta anni.

Per converso la ricerca non si concentra sulle degenerazioni cerebrali; troppo poco si conosce di questo organo per impegnare risorse con ritorni indefinibili. Purtroppo le malattie degenerative del cervello si sviluppano massimamente dopo gli ottanta anni e quindi l’aumento percentuale di questi malanni è destinato a salire molto presto in Italia a due o tre milioni di individui.

Economicamente ciò comporta che i costi della sanità pubblica o privata che sia vadano alle stelle perché alla diminuzione di quelli relativi alle altre malattie fa riscontro quello esponenziale per i mali cerebrali dal momento che il peso economico di un malato demente, che dura nella sua malattia spesso a lungo, è assai più elevato di quello per i tumori.

La società futura quindi dovrà farsi sempre di più carico di uno sterminato esercito di dementi, spesso incoscienti, longevi e costosissimi. A queste considerazioni sociali, sulle quali devono riflettere i giovani, vanno aggiunte quelle personali di noi vecchi, che ci diamo un gran daffare per allungarci gli anni con analisi, pillole, ecografie e quant’altro, ma con la crescente probabilità di ingrossare le fila di quell’esercito di zombi.

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Note sulla lettera aperta al Ministro dell’Interno”

gennaio 16, 2019

La lettera della migrante Africana che abbiamo pubblicato qualche giorno fa, non deve suscitare solo grande emozione e considerazione condividendo quello che esprime con forza e lucida chiarezza,ma dovrebbe essere un momento di riflessione per tutti, la crudezza di quello scritto ci mette in faccia tutte le nostre responsabilità di cittadini che viviamo, per nostra fortuna in un mondo evoluto, in un Europa che ha rinunciato alla guerra e alla discriminazione razziale, ha sviluppato i diritti del cittadino, ha fatto propria fin dalla sua nascita la carta dei diritti dell’uomo ha costruito progresso e tolleranza dalle macerie della più terribile e nefasta guerra della storia dell’umanità.Tutto ciò andrebbe ricordato a coloro che ci governano in questo momento, hanno la memoria corta, quando tutto cominciò appena sussurrato,si ricercò un nemico da additare quale responsabile delle crisi finanziarie ed economiche degli anni trenta che condussero alla fame intere popolazioni ed in particolare nella Germania di Weimar dove si scatenò l’orda nazista che condusse alla catastrofe mondiale. Oggi il Salvini pensiero ha trovato un nuovo nemico responsabile di tutti i mali, l’emigrante, il diverso, il nero, sdoganando in questo modo tutte le paure più o meno irrazionali che si annidano nell’animo umano, il razzismo ha fatto sempre da  caproespiatorio per coprire i fallimenti degli pseudo “salvatori delle patrie.Quella lettera non è stata pubblicata per l’emozione che mi ha suscitato, o per sollevarmi dall’ipocrita situazione di benessere da cittadino che vive dalla parte del mondo ricco, protetto dalle leggi e dal diritto,dalle garanzie costituzionali che dovrebbero essere anche patrimonio di coloro che vengono accolti, come rifugiati da paesi dove l’unica legge è la sopraffazione, la violenza e il libero arbitrio di bande di criminali. spesso con coperture di governi asserviti dalla corruzione e dagli affari illeciti, affari spesso orchestrati e promossi da quei paesi ricchi che alzano barriere e gridano contro chi fugge da quelle misere condizioni di vita.

Giancarlo Garro

Un mondo discontinuo( Dibattiti)

maggio 10, 2017

 

Quando il compagno Ennio parla di mancanza di continuità, vorrei fare qualche piccola precisazione.La nascita del Partito Democratico nel 2008 è stata la prima grande rappresentazione della discontinuità rispetto alla politica delle frammentate coalizioni. I principali persupposti furono proprio quelli di rompere una numerosa polverizzazione delle forze politiche e creare un grande partito riformista di massa a vocazione maggioritaria.Non c’è stata neanche continuità nella formazione dei partiti del centro destra, Forza italia è stata una formazione politica nata dalla scesa in campo di un imprenditore, che tra le altre cose negative che ha prodotto non è riuscito a fare nessuna “rivoluzione liberale”ma non aveva nessuna continuità con il passato.

Dopo i primi anni novanta tutta la politica mondiale non ha avuto continuità con gli eventi e gli assetti nati dalla fine della seconda guerra mondiale: La caduta del muro di Berlino, la domanda di democrazia dei paesi dell’est Europa e il loro conseguente svicolarsi dall’URSS, la crisi epocale del regime sovietico con la successiva proclamazione di Repubbliche indipendenti,tra le quali la stessa Repubblica federativa Russa.

 

 

L’affermarsi nel mondo cattolico di Papi in totale discontinuità con le politiche della chiesa del XIX e La prima metà del XX secolo, ai nostri giorni è stato eletto un Papa che proviene dalle profonde periferie del sud-America sconvolgendo interamente la curia Romana e affermando nuovi principi di umanità, riportando la chiesa verso orizzonti di umiltà e di attenzione alle miserie umane di un mondo in profonda trasformazione.Detto ciò di quale continuità stiamo parlando?la continuità che io vedo nel partito attuale è quella di una sinistra nuova che fonda le sue radici nella solidarietà contro la paura, nell’attenzione alle fascie più deboli della popolazione,nell’interesse generale per favorire la crescita del paese, senza particolarismi di interessi personali o di parte, riequilibrio delle risorse disponibili per modificare lo status di milioni di persone verso uno sviluppo possibile, battaglia per un Europa dei popoli e non dei burocrati.In soatanza oggi abbiamo un mondo completamente cambiato in forte discontinuità, dove nuovi stati un tempo emergenti o in via di sviluppo, oggi dettano le condizioni per un riequilibrio dell’economia mondiale, con tassi di crescita travolgenti, modificando tutti i vecchi equilibri del commercio mondiale. per essere all’altezza di questi problemi non sono più sufficenti slogan e soluzioni semplici, ma competenze nuove di una classe dirigente capace e preparata che li sappia affrontare  essendo consapevole della complessità degli stessi.

Giancarlo Garro

L’Egemonia Culturale

marzo 16, 2017

Da un articolo del Corriere della sera di Angelo Panebianco, che vogliamo proporre ai nostri lettori, che analizza con puntuale analisi il contesto di egemonia culturale dell’anti politica antipartito, che si è sviluppata nei media italiani nell’ultimo periodo.

In modo non coordinato, una pluralità di forze sembra agire ormai da tempo, con scarsa consapevolezza della posta in gioco, per offrire su un piatto d’argento il Paese al movimento Cinque Stelle, fornendo ad esso la possibilità di imporre, su una parte cospicua dell’opinione pubblica, una propria egemonia culturale.
Una classe politica sulla difensiva che non sa contrapporsi alla propaganda dei Cinque Stelle e anzi la subisce, molti mezzi di comunicazione che cavalcano, e amplificano, la cosiddetta «indignazione popolare contro la classe politica», le inchieste giudiziarie che toccando ogni giorno gangli vitali della vita pubblica, mantengono sulla graticola la democrazia, non consentono di attenuare lo stato di permanente delegittimazione della politica rappresentativa che ci trasciniamo dietro dai tempi (primi anni Novanta) di Mani Pulite. Come scoprire se si è affermata una egemonia culturale? C’è un modo: se una qualsiasi falsificazione della storia viene messa in circolazione con intenti partigiani e se, dopo un po’ di tempo, si scopre che quella falsificazione è penetrata nelle menti di molti, diventando una verità di senso comune, una verità che le persone accettano come ovvia, auto-evidente, allora è possibile riconoscere che una egemonia culturale si è consolidata.

Durante la guerra fredda il Pci era escluso dai ruoli di governo ma la qualità dei suoi dirigenti e la forza della sua organizzazione erano tali che esso seppe trasformare varie falsificazioni della storia, messe in circolazione pro domo sua, in verità di senso comune, accettate come tali persino da una parte rilevante di non comunisti. Si pensi a come si diffuse, anche in ambienti lontani dal Pci, una espressione come «legge truffa», uno slogan contro la tentata (1953) riforma elettorale della Dc. Oppure, si pensi al successo propagandistico della tesi secondo cui fu la resistenza partigiana a liberarci dal fascismo (come se gli americani non c’entrassero per niente), una tesi che serviva al Pci a fini di legittimazione e che si trasformò in verità di senso comune anche per tanti non comunisti. O ancora, si ricordi con quanta abilità il Pci riuscì a convincere vari ambienti che la parola «sinistra» e la parola «anticomunismo» fossero incompatibili, talché l’anticomunismo poteva essere soltanto di destra (questa diffusa convinzione diede di certo un contributo alla sconfitta finale di Bettino Craxi). Gli esempi potrebbero essere moltiplicati e servirebbero tutti a dimostrare con quanta efficienza, in una condizione difficile, nell’Italia democristiana e alleata degli americani, i comunisti riuscirono a costruire una egemonia culturale che finì per diventare incontrastata in luoghi strategici per la trasmissione delle idee, dal mondo dello spettacolo alle Università.

Ho citato il caso del Pci perché fu un caso di parziale egemonia culturale ma anche per un’altra ragione. Per dimostrare che le egemonie culturali sono talvolta il frutto della capacità di chi le ha create ma altre volte danno un vantaggio a qualcuno senza particolari meriti di costui. L’egemonia culturale del Pci fu voluta e ricercata da gente di qualità (i dirigenti comunisti di allora). I Cinque Stelle potrebbero beneficiare di una egemonia culturale non per meriti propri ma per dabbenaggine altrui, perché altri ne hanno creato le condizioni. I Cinque Stelle stanno costruendo una egemonia culturale limitandosi a fare il loro mestiere: attaccare ogni giorno la democrazia rappresentativa. Nel loro caso, il contrasto alla democrazia rappresentativa (come provano le loro origini: i Vdays, l’utopia pseudo-democratica e illiberale di Casaleggio), è la loro più autentica ragione sociale. La combattono praticamente senza incontrare resistenza, sferrano attacchi con la porta avversaria vuota: coloro che dovrebbero difenderla sono scappati oppure restano silenti, oppure si sono uniti al quotidiano linciaggio mediatico della democrazia (l’unica possibile: quella rappresentativa appunto) pensando, puerilmente, che i Cinque Stelle si possano sconfiggere solo dando loro ragione.

I Cinque Stelle sono i portavoce di una parte del Paese che della democrazia rappresentativa vorrebbe sbarazzarsi (“« politici? Tutti ladri»). Si tratti di colpire quel pilastro della rappresentanza moderna che è il divieto del mandato imperativo, di abbattere i privilegi dei parlamentari (stipendi, vitalizi) o di affermare la presunzione di colpevolezza in caso di inchieste giudiziarie che riguardino gli avversari, i grillini non incontrano vere opposizioni. Gli altri sono incapaci di restituire colpo su colpo, sembrano dare per scontato che la battaglia sia perduta. Nessuno che si batta con energia per far capire che i parlamentari non sono cittadini come gli altri (non rappresentano se stessi ma elettori che hanno dato loro fiducia) e per difendere dignità e insostituibilità della democrazia rappresentativa. Ad essere maliziosi si potrebbe osservare che questi attacchi avvengono proprio quando la classe politica è particolarmente debilitata e fragile, in balia di forze, amministrative e giudiziarie, molto più potenti. Non credendo nelle cospirazioni, ci limitiamo a constatare la diffusione di alcune «verità di senso comune» (falsificazioni della realtà) sulle presunte nefandezze della democrazia rappresentativa che segnalano lavori in corso: la costruzione di una egemonia culturale destinata forse a durare

Dal Corriere della Sera del 7 Marzo 2017 scritto da Angelo Panebianco

Inserito da Giancarlo Garro

 

Impatto della tecnologia

febbraio 8, 2017

Impatto della tecnologia – 1

 

L’evoluzione dell’uomo è dipesa dalla evoluzione tecnologica (Il termine tecnologia è una parola composta derivante dal greco “tékhne-loghìa”, cioè letteralmente “discorso (o ragionamento) sull’arte”, dove con arte si intendeva fino al secolo XVIII il saper fare, quello che oggi indichiamo con il termine tecnica)

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Ma non dappertutto, nelle Americhe non scoprirono mai la ruote, o in Oceania o nell’Africa sub-sahariana. Il mistero delle Piramidi però rimane.

Tutte queste “invenzioni” hanno prodotto cambiamenti epocali, che fanno della moderna “globalizzazione” una delle tante e neppure la più significativa.

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Quindi “preistoria”, storia e tempi moderni .

Quali le caratteristiche peculiari: la preistoria e la nascita del mondo, si base su ipotesi, ragionamenti sulle scoperte, deduzioni. La storia, invece è documentata, studiata analizzata dagli scritti, disegni, oggetti e la sua evoluzione è tutta documentata e conosciuta (e come tutte le cose scritte con diverse tesi, ma tutte documentate : prendiamo la bibbia; ha generato tre religioni monoteiste che fanno tutte capo alla discendenza di Abramo) infine i tempi moderni, datati con la nascita della scienza (detta anche era scientifica). Come la storia è documentata ma con la differenza “della prova”.

E’ vero tutto ciò che si dimostra e deve essere sempre e sempre uguale. Inizia così la supremazia della “dimostrazione”. Si comincia con la teoria (un’intuizione o osservazione trasformata in funzione matematica) e misurazione e alla fine alla certificazione della verità.

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Energia, Gravità, Magnetismo, Elettricità, Materia (Atomo, elettroni, particella di dio), tutte “verità” dell’era moderna che nessuno ha mai visto, sentito o odorato. Impossibili nella preistoria e nella storia.

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Ricapitoliamo -1 :

Preistoria l’uomo si evolve, cacciatore e agricoltore presumiamo.

Storia, nasce la scrittura e documentata, aggiungendo i soldi, la navigazione e il commercio.

Tempi moderni: scienza = industrializzazione. Cambia il mondo.

Fabio F.

 

Segue

 

Impatto della Tecnologia sulla Vita

gennaio 21, 2017

 

 PREMESSA

Impresa ardua da discutere e impostare, partendo dall’assunto che tutta l’evoluzione dell’uomo sulla terra si è basata sull’evoluzione della “tecnologia”.

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Dal governo del fuoco, dalla Ruota,  dall’agricoltura, dalle guerre, dal pensiero (filosofico), dalla scrittura, dalla stampa, dall’ algebra prima e della matematica dopo, alla mobilità (dal carro, alle navi, al treno, alle automobili, a far volare un aereo) e così via, fino ai giorni nostri – da metà del ‘600: entrata dirompente della SCIENZA.

La SCIENZA appunto, (il mondo scientifico moderno e attuale) ci ha portato a scoperte impossibili prima, a dimostrare come funzionano le cose anche senza vederle o sentirle, ma da formule matematiche e da simulazioni applicate :

  • chi ha mai visto o sentito la Gravità terrestre? NESSUNO! solo gli effetti SI; (anche quando non sapevamo che esistesse), sempre e sempre uguali. C’è ma non si vede, non si sente, non odora … esiste perché qualcuno l’ha teorizzato, espresso in formula matematica e dimostrato gli effetti … e quindi esiste!
  • E il magnetismo? Stessa cosa….
  • E le onde magnetiche? Stesa cosa …..
  • E la corrente elettrica? Stessa cosa ….
  • E gli atomi? E gli elettroni, E i protoni… E “la particella di dio”? Stessa cosa ….

MA :

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abbiamo fabbricato e usato l’energia atomica, trasmesso con l’alfabeto morse, acceso lampadine, trasmesso via radio, visto con il televisore, parlato al telefono via cavo e adesso via etere e fatto volare gli aerei ….. abbiamo interconnesso il mondo …. con cose che NON si vedono, NON si sentono, NON odorano, ma ESISTONO perché lo dice la “MATEMATICA”, perché c’è una “FORMULA”, perché ……

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Una domanda, ai lettori prima di proseguire nella narrazione:  Quanti di Noi ne sono consci ?

Se si domanda a chiunque:

  • perché si sente la radio, rispondono tramite le onde magnetiche, e cosa sono le onde magnetiche …. sono le onde magnetiche;
  • quanti sappiamo perché (nel senso puro del termine, sapere il perché e il come) funziona un motore elettrico, una semplice batteria, come si può telefonare via cavo o con un telefono cellulare in tempo reale e in tutto il mondo, come facciamo a vedere la TV (noi a Roma e la partita a Milano), ascoltare la Radio in tutto il mondo;
  • oppure quanti di noi sanno come funziona un computer, internet, wi.fi, un fax, un GPS …. o perché vola un aereo?

Tutte cose che usiamo giornalmente (che ci hanno sconvolto pure la vita) funzionano sulla base di cose mai viste, mai sentite mai odorate SOLO DA APPLICAZIONE DI FORMULE MATEMATICHE.

 

Fatta la premessa, vediamo se riusciamo a impostare: come funziona, l’utilizzo e l’impatto sociale, economico e politico di questa TECNOLOGIA espressione di formule matematiche.

 

Propongo di pubblicarlo sul Blog, con successivo incontro per meglio approfondire, entro fine gennaio/prima decade di febbraio 2017.

Fabio

Eventi

settembre 14, 2016

Ieri 12 settembre è mancato a Milano Massimo Samaja, un significativo protagonista della storia Olivetti degli ultimi decenni.

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Dibattiti

aprile 22, 2016

Leggo, su suggerimento di Giancarlo, l’intervista di Staino su l’unità del 21/4/16 – Sinistra e i compagni che sbagliano andando .. …. e tra l’altro Staino dice che essere di Sinistra è: il sole che sorge, l’avvenire, solidarietà, generosità, costruire .. con leggi .. per i figli un futuro. Mentre essere di Destra è: essere egoisti, cattivi e rancorosi.

Poi continuando la lettura del giornale, mi imbatto nell’ articolo di Chicco Testa – Il consumatore ama la concorrenza. E il produttore? che allego un stralcio : Ci piace far correre gli altri, ma quando dobbiamo correre noi vorremmo l’aiutino. Noi tutti in quanto consumatori sappiamo che il mercato ci aiuta. Se dobbiamo acquistare un bene o un servizio confrontiamo qualità e prezzo. Andiamo su internet e ci vantiamo con gli amici di avere scovato un prezzo imbattibile……. La situazione si inverte quando invece diventiamo venditori di un bene o un servizio. D’un colpo solo rimpiangiamo il Medioevo quando le corporazioni organizzavano le attività produttive e le proteggevano……….Poi torniamo consumatori e ci industriamo a trovare la scappatoia alle norme che abbiamo voluto in quanto produttori e venditori……….

Collegare questi due articoli, molto illuminanti, mi fa pensare ad una similitudine costante della vita (naturale e politica):

Prima fase – si nasce: si è figli, con tutto quello che ne consegue;

Seconda fase – si diventa “maggiorenni” e spesso genitori, con tutto quello che ne consegue

Terza fase – si diventa anziani … (che brutto per questa epoca) e qui entra la similitudine.

I figli ; vanno aiutati e indirizzati per il futuro … contemporaneamente pretendono….. allo stesso modo del passato (circa)

I maggiorenni; “producono” e generano altri figli (meno) ….. allo stesso modo del passato (circa)

Gli anziani; nel passato era una categoria ben consolidata: nonni, saggi, suggeritori di esperienza.

Oggi? Come dice Chicco “vale” a seconda se devono dare (i vecchi) o ricevere (i giovani e i maturi), ma in entrambi i casi : niente più saggezza o esperienza. Stessa cosa seguendo il ragionamento di Bobo, la Sinistra vale solo per la prima e la seconda fase, nella sinistra non è contemplata la terza fase. E se ci pensiamo bene è così: noi di sinistra che ci siamo inventati la “rottamazione”. Gli anziani che però sono il nostro più grande bacino (nel sindacato ormai hanno surclassato i lavoratori).

E qui torna il ragionamento di Chicco: è vero che gli anziani andrebbero rottamati (vendere), ma solo dopo che mi hanno votato (comprare).

Sinistra destra, giovani e anziani, dare avere: tre quesiti stravolti dal presente.

Ma noi facciamo politica e voglio continuare a farla anche in questo “presente”: ragionando, insistendo, accettando, convincendo, perdendo, vincendo e così di seguito.

Fabio

Il ritorno dello Jedi

gennaio 13, 2016

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Non stiamo parlando del lato oscuro della forza o dell’impero galattico, ma del lato oscuro della Roma come si era evidenziato nelle ultime 10 partite, delle quali una sola vinta. L’esonero di Garcia era nell’aria da tempo ma credo che le responsabilità non siano tutte le sue,Una dirigenza a mio avviso non all’altezza degli obiettivi prefissati e ambizionsi dichiarati ad ogni inizio di campionato, una campagna acquisti non del tutto in linea con quei propositi, e una presidenza quasi totalmente assente che pretende dirigere e organizzare  una grande squadra restando in America. Un altro aspetto non secondario gli innumerevoli infortuni non da traumi di gioco o da colpi ricevuti ma da malesseri muscolari causati, forse, da terapie mediche e allenamenti non all’altezza delle caratteristiche fisiche dei singoli giocatori. Naturalmente tutto ciò normalmente nel calcio italiano ricade tutto sull’operato dell’allenatore, che in assenza di risultati viene immediatamebte esonerato dal servizio. Dopo sei anni viene richiamato Spalletti, che comunque qualche risultato lo aveva raggiunto, 2 Coppe italia, una supercoppa e i quarti di finale in Champions League, sicuramente non risolverà tutti i problemi sopra citati, avrà bisogno di una ulteriore campagna acquisti più mirata, ma soprattutto di una dirigenza che lo affianchi e lo supporti nei momenti più delicati, cosa che non è avvenuta negli anni di Garcia.

Giancarlo Garro

Chi era Laura Olivetti

dicembre 21, 2015

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Laura Olivetti era nata a Torino, ma dagli anni ’60 viveva a Roma. Laureata con lode in Lettere e Filosofia alla Sapienza, ha collaborato con la Cattedra di Igiene mentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia curando numerosi studi. Iscritta all’Albo professionale degli Psicologi di Torino dal 1991, entra nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione intitolata al padre nel 1979.

È stata membro dell’European Union Committee che nell’ambito dell’European Foundation Centre – di cui la Fondazione è membro dal 1998 – si è occupata dei rapporti tra Fondazioni e Comunità Europea. Dal 2004 al 2008 ha rappresentato le Fondazione europee, aderenti alla European Foundation Centre, nell’International Committee del Council on Foundations di Washington (che svolge una funzione di promozione della cooperazione nel campo della filantropia a livello mondiale). Era inoltre membro del Hague Club, organismo che riunisce i responsabili delle principali Fondazioni europee.

Le note sono tratte da siti web

G.G.