Archive for the ‘Storia’ Category

Sai che gli alberi parlano?

settembre 20, 2017

Tratto da “Sai che gli alberi parlano?”di Rechels e Bydlinski

Il cacciatore si rivolge al cervo che ha abbattuto

Mi dispiace di averti dovuto uccidere,
piccolo fratello
Ma io ho bisogno della tua carne,
perchè i miei figli soffrono la fame.
Perdonami ,piccolo fratello.
Io voglio onorare il tuo coraggio,la tua forza
e la tua bellezza-guarda!
Io appendo le tue corna a questo albero;
ogni volta che vi passerò davanti,
penserò a te
e renderò onore al tuo spirito
Mi dispiace di averti dovuto uccidere;
perdonami,piccolo fratello.
Guarda ,in tua memoria
io fumo la pipa,
io brucio questo tabacco.

Jimalee Burton-indiana Cherokee

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Oggi accadeva

settembre 12, 2017

 

A cura di Ennio Boccanera

1943          12          settembre     Abruzzo

Bundesarchiv Bild 101I-567-1503C-15, Gran Sasso, Mussolini vor Hotel.jpg

Mussolini viene liberato.

 

Mussolini viene liberato da un comando di paracadutisti tedeschi a Campo Imperatore sul Gran Sasso (Aq), dove era stato confinato, e viene  portato al quartier generale di Hitler in Germania. Un primo nucleo di antifascisti, prevalentemente azionisti, guidati da Tancredi <Duccio> Galimberti e Dante Livio Bianco dà inizio alla guerra partigiana sulle montagne nei dintorni ai Cuneo.

giorni di Storia n° 3

La storia

L’operazione Quercia (in tedesco, Fall Eiche) fu il nome in codice di un’operazione militare durante la seconda guerra mondiale portata a termine il 12 settembre 1943 dai paracadutisti tedeschi della 2. Fallschirmjäger-Division e da alcune SS del Sicherheitsdienst, finalizzata alla liberazione di Benito Mussolini, imprigionato a Campo Imperatore sul Gran Sasso per ordine di Pietro Badoglio dopo l’Armistizio di Cassibile.

Il ministro Albert Speer, nel suo libro Memorie del Terzo Reich, ricorda la reazione di Adolf Hitler alla notizia dell’arresto di Mussolini, descritta come una sorta di “fedeltà nibelungica”: “Non c’era gran rapporto in cui il Führer non chiedesse che fosse fatto tutto il possibile per ritrovare l’amico disperso. Diceva di essere oppresso giorno e notte dall’angoscia”.

La sera del 26 luglio 1943 Hitler convocò presso il suo quartier generale a Rastenburg, denominato in codice la “Tana del lupo“, sei ufficiali scelti tra tutte le forze armate del suo paese per un’operazione segreta. Giunti al suo cospetto, egli chiese loro se conoscessero l’Italia e, in caso positivo, di esprimere un giudizio sugli italiani: le risposte furono tendenzialmente improntate sul generico ottimismo e più di uno confidò nella fedeltà degli alleati all’Asse Roma-Berlino.

Uno di loro, di nome Otto Skorzeny, 35 anni, comandante SS di un corpo di Kommando di stanza a Friedenthal, sapendo che Hitler rimpiangeva la perdita dell’Alto Adige, a suo giudizio la più bella delle regioni alpine, che per ragioni politiche aveva permesso che restasse annessa all’Italia, disse sommessamente: “Führer, io sono austriaco”. Hitler lo guardò e gli ordinò di restare, congedando invece tutti gli altri. Cominciò così l’operazione Eiche (Quercia), la liberazione di Mussolini, deposto e arrestato in Italia.

« Racconti di fughe e liberazioni, drammatiche, romantiche, talvolta fantastiche, si possono trovare nella storia, ad ogni epoca e per ogni popolo, ma la mia fuga dalla prigione del Gran Sasso anche oggi appare come la più audace, la più romantica di tutte e, nello stesso tempo, la più moderna come metodo e stile. »
(Mussolini “Storia di un anno”)

Il sistema di controllo hitleriano prevedeva che i subordinati avessero compiti comuni in diversi reparti, in modo da controllarsi a vicenda. Perciò l’operazione fu eseguita dai paracadutisti e dalle SS insieme. I ruoli di comando vennero assegnati al maggiore dei paracadutisti e comandante del Lehrbataillon Harald-Otto Mors, al generale Kurt Student, fondatore dell’arma dei paracadutisti e, come precisato, al capitano delle SS Otto Skorzeny (che alla fine se ne arrogò totalmente il merito, spalleggiato in questo dalla propaganda nazista e, nello specifico, da Ernst Kaltenbrunner). Vanno distinti però chiaramente due aspetti: 1) la parte spionistica era affidata al SD, di cui Skorzeny faceva parte, perché i paracadutisti non disponevano di una struttura di intelligence; 2) la parte militare era di competenza della Luftwaffe, e segnatamente sotto la responsabilità del generale Student[1].

Hitler spiegò a Skorzeny in tono di irritazione crescente che il suo alleato, Mussolini appunto, era stato tradito e arrestato, l’Italia era pronta all’invasione da parte degli Alleati, il re insieme con Badoglio aveva tramato la caduta del fascismo e ora i due meditavano di andare dagli Alleati consegnando il prigioniero Mussolini quale capro espiatorio della decisione di andare in guerra. Infine aggiunse, come riporta lo scrittore Charles Foley, curatore della biografia di Skorzeny: “Lei, Skorzeny, salverà il mio amico”. A ogni modo, sul resoconto di Foley, va fatta più di una tara, perché non aderente ai fatti e alla ricerca storico-documental

Wikipedia.

contare fino a tre prima di sparlare

maggio 13, 2017

Nella situazione politica attuale, dove l’incertezza e la confusione passa attraverso tutte le forze politiche, dove non si riesce a far nascere una proposta seria per una legge elettorale che sia in grado di esprimere un risultato certo per la governabilità del Paese,un membro importante della dirigenza del Partito alimenta una ulteriore polemica con dichiarazioni a dir poco infelici,sulla maggiore pericolosità in atti di violenza sulle donne praticati da emigranti estracomunitari, per una personalità pubblica, quale è un parlamentare e governatore di una regione d’Italia, tale dichiarazione non porta danno solo a se stessa ma a tutta l’immagine dell’intera dirigenza del Partito. Comprendo che nel marasma delle dichiarazioni dove il Di Battista non sa che le vaccinazioni sono gratis e che il Di Maio ha bisogno di andare a scuola per imparare un po di geografia politica, possa uscire anche da parte nostra qualche sproloquio, ritengo che sia opportuno, per chi ha così alte responsabilità politiche, di contare fino a tre, collegare il cervello alla parola e misurare attentamente quello che dice.

Staino dall’Unità

G.Garro

La post-verità

maggio 6, 2017

Prima di parlare

maggio 2, 2017

Primarie Pd

aprile 27, 2017

Secondo Turno

aprile 26, 2017

Elezioni in Francia

aprile 23, 2017

Vignette

aprile 8, 2017

priorità

aprile 6, 2017