Archive for the ‘Storia’ Category

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ottobre 1, 2019

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La comunità Olivetti Roma Ringrazia Sergio Staino per le sue vignette

Le Uscite

settembre 27, 2019

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Il Conte 2

settembre 11, 2019

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Eventi della Storia

giugno 7, 2019

6 Giugno 1944

D Day

L’apertura del secondo Fronte e lo sbarco delle truppe alleate sulle spiaggie Francesi della Normandia

Gli Alleati sbarcarono in Normandia il 6 giugno del 1944 e diedero inizio alla liberazione dell’Europa continentale dall’occupazione nazifascista

Il destino non si decide mai in ventiquattr’ore, ma se non ci fosse stato il D-day la nostra vita sarebbe stata sicuramente molto diversa. Il 6 giugno del 1944, esattamente 75 anni fa, gli alleati sbarcarono infatti in Normandia, dando inizio alla liberazione dell’Europa dall’occupazione nazifascista durante la Seconda guerra mondiale.

L’evento è passato alla storia come D-Day perché nel gergo militare inglese questo termine indica l’inizio di una missione. Molti lo conoscono anche come “il giorno più lungo” perché così lo ribattezzò Erwin Rommel, il generale nazista a capo delle forze tedesche, in un discorso con un suo sottoposto.

Le prime ventiquattr’ore dell’invasione saranno decisive: per gli alleati, come per la Germania, quello sarà il giorno più lungo”.

Lo sbarco in Normandia

Nel 1944 l’esercito tedesco controllava ancora la maggior parte dell’Europa, fatta eccezione per la parte più orientale, sotto il controllo dei russi. Per sconfiggerlo, i vertici dell’esercito inglese e americano – che nel 1943 era sbarcato in Italia – pensarono di aprire un secondo fronte, a nord. L’idea era quella di stringerlo in una morsa. Se i russi avessero conquistato terreno e la nuova operazione fosse riuscita, Berlino sarebbe rimasta intrappolata e sarebbe stato più semplice vincere.

Il piano di invasione venne ribattezzato Overlord e cominciò con l’operazione Neptune all’alba del 6 giugno del 1944. Nel giro di tre ore arrivarono in Normandia migliaia di navi tra cui un centinaio di navi cacciatorpedinieri e e mezzi anfibi, in grado cioè di viaggiare su terra e mare. Sbarcarono 130mila soldati, mentre altri 20mila si paracadutarono. Non approdarono tutti nello stesso punto e simultaneamente, ma vennero scelte diverse postazioni: Utah, Sword, Juno e Gold. L’intento era quello di confondere le truppe tedesche e disperdere le loro energie, contando anche sull’aiuto della flotta aerea che sganciò migliaia di bombe.

Non si capì subito che quell’operazione avrebbe cambiato il corso degli eventi. Quel giorno migliaia di persone nelle truppe alleate rimasero ferite, 4.400 vennero uccise. Le perdite erano state ingenti soprattutto nella spiaggia di Utah e gli Alleati non riuscirono a raggiungere tutti gli obiettivi che si erano preposti. La notizia fu però diffusa alla radio come una grande vittoria e galvanizzò la resistenza, dando nuovo slancio anche ai partigiani.

Il successo dell’operazione Overlord cambiò completamente gli equilibri della seconda guerra mondiale, stringendo la Germania Nazista in una morza sia da Est che da Ovest che portò alla sconfitta definitiva del Nazifascismo in Europa.

le note sono liberamente tratte da siti web e Wikipedia

Giancarlo Garro

 

Eventi della Storia

giugno 4, 2019

4 Giugno 1944

La liberazione di Roma

La liberazione di Roma fu uno degli episodi principali della Campagna d’Italia della Seconda guerra mondiale.

Il 4 e il 5 giugno 1944 le truppe americane del generale Mark Wayne Clark riuscirono a superare le ultime linee difensive dell’esercito tedesco ed entrarono nella città senza incontrare resistenza, ricevendo l’entusiastica accoglienza della popolazione romana. Il feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante della Wehrmacht in Italia, preferì ripiegare verso nord senza impegnare un combattimento all’interno dell’area urbana di Roma.

L’occupazione della città da parte delle truppe Tedesche dopo l’8 Settembre 1943

Dopo l’annuncio via radio dell’Armistizio di Cassibile (ore 19.45 dell’8 settembre 1943) e la fuga da Roma del re Vittorio Emanuele III, il territorio italiano venne occupato dalle truppe tedesche.

Il controllo di Roma fu ottenuto con uno sforzo abbastanza limitato da parte dei tedeschi che, la sera dell’8 settembre erano già pronti ad attaccare, mentre le truppe italiane rimaste fedeli a Casa Savoia furono prese alla sprovvista. L’attacco tedesco si sviluppò partendo dal mare, sin dalla sera stessa, ad opera soprattutto della 2ª divisione paracadutisti, di stanza all’aeroporto di Pratica di Mare e forte di circa 14.000 uomini. Solo nella mattina del 9 settembre i militari italiani della Divisione Piacenza, di stanza sui Castelli romani, ormai aggirata, s’impegnarono in un duro scontro tra Albano Laziale e Cecchina, ininfluente ai fini della difesa della Capitale

Tuttavia, nonostante la mancanza di ordini precisi[4] o addirittura intimanti di evitare scontri con le truppe tedesche, già nella sera dell’8 settembre, molti reparti dell’Esercito, dei Carabinieri ed alcuni della polizia, affiancati da alcune decine di cittadini volontari spontaneamente armati, tentarono invano di opporsi all’attacco delle truppe tedesche.

Le divisioni italiane schierate a nord della città ricevettero ordini contraddittori e quando iniziarono a muoversi verso il teatro degli scontri principali era troppo tardi: nel pomeriggio del 10 i paracadutisti tedeschi avevano già superato ogni difesa e raggiunto il centro della città.
A quel punto il comando italiano accettò la richiesta tedesca di cessare il fuoco e di trasformare Roma in una città aperta, presidiata solo da pochi soldati italiani.
Subito dopo i tedeschi rinnegarono gli accordi e presero in pratica il controllo di Roma; qualche giorno dopo il primo atto della appena proclamata Repubblica Sociale Italiana (RSI) di Mussolinifu di far disarmare le ultime truppe regie rimaste a Roma ed il controllo tedesco divenne totale.

Le note sono liberamente tratte da wikipedia e siti web

Giancarlo Garro

Eventi della Storia

Mag 24, 2019

24 Maggio 1915

L’Italia entra in guerra a fianco di Francia e Granbretagna, contro gli Imperi dell’Europa centrale. Germania e Austria-Ungheria.

La prima Guerra di dimensioni mondiali, che causò milioni di morti,e sconvolse e modificò profondamente tutti gli assetti futuri delle nazioni Europee. Con la disgregazione degli imperi, si crearono nuove nazionalità,si modificarono confini e si costituì un nuovo ordine che creò squilibri profondi nelle nazioni vinte, alimentando i presupposti per la futura e più catastrofica guerra che l’umanità abbia mai conosciuto.

La partecipazione dell’Italia alla prima guerra mondiale ebbe inizio il 24 maggio 1915, circa dieci mesi dopo l’avvio del conflitto, durante i quali il paese conobbe grandi mutamenti politici, con la rottura degli equilibri giolittiani e l’affermazione di un quadro politico rivolto a mire espansionistiche, legate al fervore patriottico e a ideali risorgimentali. Inizialmente il Regno d’Italia si mantenne neutrale e parallelamente alcuni esponenti del governo iniziarono trattative diplomatiche con entrambe le forze in campo, che si conclusero con la sigla di un patto segreto con le potenze della Triplice intesa. Durante questo lungo periodo di trattative l’opinione pubblica giocò un ruolo decisionale fondamentale, e la scelta o meno di entrare in guerra fu condizionata dalle decisioni delle masse popolari, divise tra interventisti e neutralisti. A conclusione delle trattative il Regno d’Italia abbandonò lo schieramento della Triplice alleanza e dichiarò guerra all’Austria-Ungheria il 23 maggio 1915, avviando le operazioni belliche a partire dal giorno seguente; l’Italia dichiarò poi guerra all’Impero ottomano il 21 agosto 1915, al Regno di Bulgaria il 19 ottobre 1915 e all’Impero tedesco il 27 agosto 1916.

La guerra impose uno sforzo popolare mai visto prima; enormi masse di uomini furono mobilitate sul fronte interno così come sul fronte di battaglia, dove i soldati dovettero adattarsi alla dura vita di trincea, alle privazioni materiali e alla costante minaccia della morte, che impose ai combattimenti la necessità di dover affrontare enormi conseguenze psicologiche collettive ed individuali, che andavano dalla nevrosi da combattimento, al reinserimento nella società fino alla nascita delle associazioni dei reduci. Dopo una lunga serie di inconcludenti battaglie, la vittoria degli austro-tedeschi nella battaglia di Caporetto dell’ottobre-novembre 1917 fece arretrare il fronte fino alle rive del fiume Piave, dove la resistenza italiana si consolidò; solo la decisiva controffensiva di Vittorio Veneto e alla rotta delle forze austro-ungariche, sancì la stipula dell’armistizio di Villa Giusti il 3 novembre 1918 e la fine delle ostilità, che costarono al popolo italiano circa 650.000 caduti e un milione di feriti. La firma dei trattati di pace finali portò a un rigetto delle condizioni a suo tempo fissate nel Patto di Londra e a una serie di contese sulla fissazione dei confini settentrionali del paese, innescando una grave crisi politica interna sfociata nella cosiddetta “Impresa di Fiume“, cui si sommarono i rivolgimenti economici e sociali del biennio rosso; questi fattori gettarono poi le basi per il successivo avvento del regime fascista.

Le note sono liberamente tratte da siti web e wikipedia

Giancarlo Garro

 

 

“Libertà di opinione”

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