Archive for the ‘Storia’ Category

Il Punto

aprile 24, 2018

Ieri sera, guardando la trasmissione 8 e 1/2 condotta da Lilli Gruber, finalmente ho avuto una folgorazione, mi si è squarciato tutto lo scenario invero confuso, contraddittorio della politica nazionale; il prof Giacinto della Cananea, eccellente ricercatore nel campo del diritto amministrativo dell’Università la Sapienza e coordinatore di un gruppo di tecnici impiegati dal giovane “grisaglia” DiMaio a realizzare un programma politico buono sia per la Lega sia in alternativa per il Pd, ci ha svelato il manufatto intellettuale,un miracolo italiano al quale si abbevererà il mondo politico mondiale da qui in poi, un programma di governo pret a porter che contiene tutto il giusto, però solo enunciato.
Il professore, interrogato dai giornalisti, molto valenti, ha affermato che la piattaforma può essere piena di punti di incontro ma  ha ammesso che può essere molto divaricante, i rimedi attuabili solo se ci sono i soldi, si agli  investimenti pubblici e alla  lotta alle povertà,ma  la castrazione per gli stupratori non li trova molto d’accordo.
Il reddito di cittadinanza è sparito, sostituito dalla fumosità politichese di “contrasto alla povertà con iniziative specifiche”,”ripensare a formule nuove di lavoro per utilizzare meglio il capitale umano”oppure ad involontari calembour come “la speranza della pace  nel mondo”, “contrastare il bullismo”;insomma un insieme di proposte neutre, fumose, buone per tutte le stagioni e per tutte le ideologie, rigorosamente equidistanti.
L’esimio professore ha anche sostenuto che il bilancio dello Stato va salvaguardato, ma non ha risolto le diversità sostanziali che le tre forze politiche hanno fra loro, come l’Europa, le pensioni, le alleanze internazionali, l’immigrazione; questi sono gli argomenti divaricanti, ne prende atto pure lui e i suoi scienziati.
Ma il contratto, dice della Cananea, porta già la firma di DiMaio da un lato, mentre dall’altro la firma non c’è, ma c’è il posto vuoto per ospitare quella del socio: Martina?Salvini? è uguale.
Comunque l’aspetto dirompente per le fragili menti nostre è stato nell’apprendere la nomina di vari gruppi di lavoro che esamineranno e giudicheranno quale dei soci non ha rispettato il programma, chi ha preso un indirizzo autonomo senza avvertire il compare, magari votando sorprendentemente in Parlamento,e allora?quali saranno le conseguenze? Anche qui la risposta è stata geniale: verrà nominato un comitato di Conciliazione. E allora? ecco il colpo di teatro: ci penseranno i cittadini con il loro voto.
Esilarante.
Quando imparerà questo paese a distinguere i magliari dai commercianti onesti, quando maturerà la coscienza di quello che si può fare da quello che si può sognare,quando capirà che tutto quello che ti viene promesso con facilità nasconde il prezzo della vendita della tua anima?eppure di batoste ne ha prese e di forti: si è fidato dell’uomo solo al comando e si è beccato sei milioni di morti e le città da rifondare; si è illuso di dare fiducia ad un unico partito buono per tutte le stagioni ed ha scoperto corruzione e debiti; si è affidato ad un riccone nella speranza di arricchire pure lui e si è beccato venti anni di scandali, processi, orge,incapacità;
E ora a chi tocca?
Ma caro paese,quando ti deciderai a prendere a calci nel culo tutti quelli che ti sfottono?
Umberto C

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Oggi accadeva

aprile 20, 2018

 

A cura di Ennio Boccanera

1938           20          aprile          Lazio

Gianfranco Urbani
detto “il pantera”

 

 

Banda della Magliana – Gianfranco Urbani detto “er pantera” nato a Roma il 20/04/1938 […] A Rebibbia, il detenuto arabo Mahommed Kan, in combutta con il venezulano Nicolas Naja, aveva qualche difficoltà a trovare qualcuno da spedire in Olanda a ritirare una mezza chilata di eroina che l’aspettava all’ambasciata pachistana di Amsterdam?. Ci pensa Gianfranco Urbani, er pantera, a trovare una persona fidata da mandare. Come scrive Giavanni Bianconi (in un libro dedicato alla banda della Magliana). In carcere “er pantera”, era considerato da tutti come un padre. La sua cella era una sorta di ufficio del sindaco, li arrivavano reclami e raccamandazioni, richieste e proposte e lui, “er pantera”, cercava di accontentare tutti, di trovare sempre una soluzione. Tifosissimo della Roma , organizzava spesso tornei di calcio fra detenuti, un’attività che lo divertiva e gli serviva per far incontrare le persone rinchiuse in bracci diversi e continuare a gestire i suoi affari. Perché a quelli, “er pantera” non aveva rinunciato mai.

 

Roma criminale pag 255

La storia

Gianfranco Urbani, detto Er Pantera (Roma, 20 aprile 1938Latina, 18 maggio 2014), è stato un criminale italiano, esponente dell’organizzazione malavitosa romana Banda della Magliana.

 

Un pensiero al giorno

marzo 15, 2018

 

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Un pensiero al giorno

febbraio 14, 2018

 

” La brutta notizia

   è che il tempo vola.

   La buona è che il

   pilota sei tu.”

 

Michael Altshuler

Oggi acadeva

febbraio 14, 2018

 

A cura di Ennio Boccanera

1929          14          febbraio         Stati Uniti

 

 

A Chicago gli uomini di Al Capone, travestiti da poliziotti, sequestrano 7 componenti della banda rivale guidata da Bugs Moran e li steminano a colpi di mitra.

 

Da Tele-sette n° 6 del 10/02/15

La storia

Con il nome di Strage di San Valentino si identifica il massacro compiuto a Chicago il 14 febbraio 1929 con il quale gli uomini di Al Capone sterminarono la banda di Bugs Moran. In totale furono 7 le persone assassinate.

Al Capone – detto “Il Napoletano” per le sue origini campane – e l’irlandese George “Bugs” Moran si contendevano il controllo della città e del mercato degli alcolici, ma con questa operazione la mafia italo-americana prese il sopravvento. Il commando mafioso fu guidato dall’autista e luogotenente di Capone, Sam Giancana, con al seguito altri quattro uomini. Come data venne scelto il 14 febbraio, giorno nel quale Capone si trovava a Miami, convocato da un giudice federale per un interrogatorio: questa circostanza avrebbe costituito per lui un alibi di ferro. Gli uomini di Capone si presentarono da quelli di Bugs travestiti da poliziotti: colti di sorpresa, questi ultimi si lasciarono disarmare e portare via.

Ma la destinazione che li attendeva non era una caserma, bensì un garage, dove vennero uccisi a colpi di mitragliatore; almeno cinquanta colpi sparati per ogni corpo. Frank Gusenberg, uno di loro, era ancora vivo all’arrivo della polizia, sebbene avesse molti proiettili in corpo: alla domanda chi gli avesse sparato, rispose “Nessuno mi ha sparato” e, tre ore dopo, morì. Per molti anni l’alibi di Al Capone resse, anche perché i pochi testimoni della scena videro dei poliziotti aggirarsi sul luogo della strage, e la tesi sposata fu a lungo quella di un’esecuzione di poliziotti corrotti che volevano mettere a tacere testimoni che sapevano troppo. Solo 40 anni dopo un vecchio gangster, Alvin Karpis, fece luce sui fatti.

Le vittime furono Peter Gusenberg, Frank Gusenberg, Adam Heyer, Albert Kachellek, Reinhardt Schwimmer, Albert Weinshank e John May. Bugs Moran fu il solo superstite, una vittima gli somigliava moltissimo e probabilmente fu uccisa al posto suo: egli invece fuggì e sparì per sempre. Al Capone rimase unico e incontrastato padrone di Chicago molto a lungo. L’episodio resta a tutt’oggi uno dei più cruenti regolamenti di conti della storia della malavita americana.

Wikipedia

 

Che l’Europa protegga l’Italia

febbraio 6, 2018

 

Preliminari (maggio 2001)

[…] Nello stesso tempo, durante otto mesi di campagna (ma in realtà durante sei anni di opposizione distruttiva), violenza continua dell’aggressione al governo di Centrosinistra, calunnie scrupolosamente orchestrate. Cionostante il governo, prima Prodi, poi D’Alema, sottraeva pazientemente l’Italia dal pericolo di espulsione dall’Europa, sanava le finanze, rimetteva aposto le città, dando per la prima volta ai cittadini il senso della loro dignità; ma sottovalutava il lavoro accanito che, dall’altra parte, si stava facendo nella marcia verso il potere.[…]

 

Jacqueline Risset

 

(e.b.)

 

Un pensiero al giorno

febbraio 6, 2018

 

” La neve cade e cade

   pure il mondo

   anche se non è freddo

  adesso è quello che sento… “

 

Tiziano Ferro

L’ultima notte al mondo.

Oggiaccadeva

febbraio 6, 2018

A cura di Ennio Boccanera

1853           6             gennaio          Lombardia

Honore Daumier The Uprising.jpg
La rivolta
Dipinto di Honorè Daumier

Scoppia a Milano una rivolta antiaustriaca di ispirazione socialista. Gruppi di cittadini attaccano varie caserme ma sono respinti. Sono arrestate 900 persone e 16 giustiziate.

 

Da Tele-sette n° 6  del   08/02/2011

 

La storia

La rivolta di Milano del 6 febbraio 1853 è un episodio della storia del Risorgimento italiano dove ai motivi patriottici e nazionali si associarono le prime idealità socialiste.

Questo avvenimento all’epoca ebbe vasta risonanza presso l’opinione pubblica moderata borghese che vide in esso la necessità che il processo unitario si compisse quanto prima mettendo ai margini sia il movimento mazziniano sia quei movimenti d’ispirazione socialista che avevano già dato prova di sé nella Rivoluzione del 1848 e che ora sembravano volersi riproporre in Italia ad opera della classe operaia.

Wikipedia

Oggi accadeva

gennaio 26, 2018

A cura di Ennio Boccanera

1945          27          gennaio         Polonia

Campi di contrentramento tedeschi

 

 

Viene istituita dal Parlamento Europeo (il 10 maggio del 2012) la giornata della memoria – Liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche.”La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Auschwitz scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista”.

 

Wikipedia

La storia

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria. La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l’Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto.

Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche della 60ª Armata del “1º Fronte ucraino” del maresciallo Ivan Konev arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il vicino campo di concentramento di Auschwitz e liberandone i superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazifascista.

Ad Auschwitz, circa 10 giorni prima, i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con loro, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa.

L’apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.

Nonostante i sovietici liberarono circa sei mesi prima di Auschwitz, il campo di concentramento di Majdanek e «conquistarono [nell’estate del 1944] anche le zone in cui si trovavano i campi di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka [precedentemente smantellati dai nazisti nel 1943] fu stabilito che la celebrazione del giorno della Memoria coincidesse con la data in cui venne liberato Auschwitz”.

La data del 27 gennaio in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico è indicata quale data ufficiale agli stati membri dell’ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.

Wikipedia

 

 

 

Il Punto

gennaio 25, 2018
Risultati immagini per Donald Trump
Donald Trump
“Il guastatore capo”

 

Davos è una città delle Alpi Svizzere, nel canton dei Grigioni, in cui ogni anno ha luogo il Forum economico mondiale; quest’anno la manifestazione sta avendo un tono particolarmente ruvido, soprattutto nei confronti del “Guastatore capo”, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha annunciato preventivamente l’intenzione di elevare dazi e misure protettive in particolare sui pannelli solari cinesi e sugli elettrodomestici coreani.
La Merkel gli ha rinfacciato di “non aver imparato la lezione della Storia”.
La reazione protezionistica, in realtà, non è solo di Trump, ma il premier indiano Modi è la più alta espressione del protezionismo asiatico, e anche i cinesi, nonostante si professino i massimi sostenitori della globalizzazione, nella realtà sono estremi frequentatori del protezionismo da sempre.
Quindi la reazione di Trump per una volta sembrerebbe comprensibile, anche perchè la globalizzazione, secondo il rapporto Oxfam, ha prodotto una insostenibile diseguaglianza sociale, dove l’1% della popolazione mondiale ha messo in cassaforte l’82% della ricchezza totale, mentre il 50%,cioè 3,7 miliardi di persone, si sono accontentati dello 0%.
In Italia i valori cambiano ma di poco; infatti nel 2017 il 20%della popolazione più ricca si è spartito il 66% della ricchezza nazionale.
Allora il sistema giusto per eliminare queste terribili distonie è l’innalzamento dei dazi e il protezionismo?
La lezione della Storia, a cui fa riferimento Merkel, ci ha insegnato che è vero il contrario, il protezionismo impoverisce tutti, distrugge i valori democratici, favorisce l’affermazione di regimi totalitari.
Il revanscismo tedesco fu esasperato dalle sanzioni che la Francia accollo’ alla Germania dopo la prima guerra mondiale, favorendo la caduta di Weimar e la nascita del Male Assoluto;il protezionismo è un modo sbagliato di scaricare sugli altri le proprie difficoltà,inganna all’inizio ma poi spinge indietro la Storia dell’umanità.
E allora?
Allora la globalizzazione deve guarire dalla sua asimmetricità, tutti i prodotti devono avere le stesse garanzie, il sistema fiscale non può favorire l’export per alcuni paesi, le monete devono essere ancorate ad un sistema in equilibrio.
I nostri duellanti che si sfideranno nelle elezioni di Marzo, fortunatamente non nelle Idi, ma il giorno 4, anzichè partecipare ai talkshow taroccati, come sostiene Michele Santoro, preconfezionati dalle prepotenze dei partecipanti, con giornalisti proni all’ossequio del politicante di turno, presentino i loro programmi per combattere le disuguaglianze in modo chiaro e possibilmente verosimile, traccino i punti essenziali per ottenere questo obiettivo,ad esempio:
– Ci garantiscano che i ricchi e le grandi Corporation paghino la giusta quota di tasse,altro che il 15 o 20  uguale per tutti.
– Ci assicurino di introdurre un tetto ai salari dei topmanager e di eliminare il gap di genere.
– Si impegnino ad aumentare la protezione dei diritti dei lavoratori.
– Aumentino la spesa pubblica per servizi, istruzione, sicurezza sociale.
E allora sarà chiaro che non esiste alternativa alla globalizzazione, e che le misure protezionistiche sono destinate ad isolare chi le adotta , anche il “Guastatore capo”.
Umberto C