Archive for the ‘Storia’ Category

Un pensiero al giorno

novembre 20, 2017

 

“Non si sa che cosa sia questa cosa

  Ma ognuno sente che c’è

  L’importante è essere pronti.”

 

Andre De Consoli

 

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Oggi accadeva

novembre 19, 2017

 

A cura di Ennio Boccanera

1968        19         novembre           Lazio

19 novembre 1968 Bloccata dalla polizia manifestazione contro la condanna a morte di Alexandros Panagulis

Alexader Panagulis

 

A Roma e in tutta Italia si tengono manifestazioni in solidarietà con Alexander Panagulis, condannato a morte per l’attentato al dittatore greco Papadopulos. Migliaia di studenti piazza, anche con incidenti; i sindacati dichiarano uno sciopero in solidarietà per il 20.   Dimissioni del governo Leone.

 

Giorni di Storia n° 15

 

La storia

A Roma, una manifestazione di protesta contro la condanna a morte di Panagulis dinanzi l’Ambasciata greca è stroncata dal duro intervento delle forze di polizia, che provoca 20 feriti: fra essi, un giornalista e un parlamentare comunista.

Alexandros Panagulis è stato un politico, rivoluzionario e poeta greco, considerato un eroe nazionale della Grecia moderna. Fu un intellettuale e attivista per la democrazia e i diritti umani, rivoluzionario non marxista in lotta, anche armata, contro la Dittatura dei colonnelli. A causa del suo fallito attentato contro il dittatore Georgios Papadopoulos, venne perseguitato, torturato e imprigionato a lungo, fino alla sua liberazione dopo una mobilitazione internazionale. Morì in un misterioso incidente stradale. È protagonista di Un uomo, famoso libro di Oriana Fallaci che fu la sua compagna di vita dal 1973 al 1976.

 

Il Messaggero

 

 

 

 

 

Oggi accadeva

ottobre 29, 2017

Felice Ippoliti

 

L’ex segretario del Cnen, Felice Ippoliti, è condannato ad 11 anni di carcere e sette milioni di multa. In appello la pena sarà dimezzata . Uscirà dal carcere il 23 maggio del 1966.

Giorni di storia

La storia

Felice Ippolito (Napoli, 16 novembre 1915Roma, 24 aprile 1997) è stato un geologo e ingegnere italiano, importante promotore dello sviluppo dell’industria nucleare italiana negli anni sessanta.

Il caso Ippolito

Nell’agosto del 1963 indiscrezioni giornalistiche sollevano dubbi sulla correttezza dell’operato di Ippolito all’amministrazione del comitato. Tutto parte da una serie di articoli a firma dell’onorevole Giuseppe Saragat, che attacca direttamente la gestione del C.N.E.N. Nei mesi seguenti viene avviata una indagine ministeriale e si occupa della questione Giovanni Leone, che anni dopo diventerà Presidente della repubblica. Il 3 marzo 1964 viene arrestato per presunte irregolarità amministrative del CNEN. In particolare, gli vengono contestati l’uso personale di un’auto di servizio e la distribuzione di valigette in finta pelle come gadget in un evento stampa ma anche i reati di falso continuato in atti pubblici, peculato continuato e aggravato, interesse privato in atti d’ufficio, abuso d’ufficio.

Ne segue un processo discusso, molto sentito dall’opinione pubblica e dalla stampa, che culmina con la condanna di Ippolito a 11 anni di carcere: è il famoso “caso Ippolito”.

L’Italia e il mondo politico sono divisi. I fatti contestati sono dubbi e di modesta entità, mentre la condanna è pesantissima, e molti ritengono che la vicenda giudiziaria sia una farsa per togliere di mezzo Ippolito e stroncare la nascente industria nucleare italiana in favore della potente filiera petrolifera.

Inoltre i primi dubbi sollevati nell’agosto del 1963 dal leader socialdemocratico Giuseppe Saragat vengono rilanciati dalla stampa di destra legata a gruppi industriali – quali l’Edison – che avevano perso il monopolio della produzione di energia elettrica a seguito della nazionalizzazione e della creazione dell’Enel di cui Ippolito era stato un fervente promotore. Si parla anche di un clima intimidatorio verso i testimoni della difesa.

Dopo la grazia

Dopo avere trascorso due anni di prigione, riceve la grazia dallo stesso Saragat, nel frattempo divenuto Presidente della Repubblica, mentre i programmi nucleari vengono sensibilmente ridimensionati da ENEL, una volta terminata la nazionalizzazione elettrica nel 1963. Dopo questa avventura egli si dedica alla promozione della cultura scientifica e tecnologica contro le manipolazioni demagogiche di poteri politici ed economici.[senza fonte] Nel 1968 fonda e dirige la rivista Le Scienze, versione italiana di Scientific American. Con il PCI, diventa membro del parlamento europeo tra il 1979 e il 1989. È stato anche membro della Commissione grandi rischi della Protezione civile italiana e del Consiglio Superiore delle Miniere.

Ippolito è stato Vice Presidente della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, e a lui è dedicato il Museo nazionale dell’Antartide Felice Ippolito con sedi a Genova, Siena e Trieste.

Originale e creativa fu anche la sua esperienza di epistemologo e filosofo della scienza. Di ispirazione storicistica (ritenne la geologia una scienza eminentemente storicistica), fu fra i primi a confrontare il pensiero di Benedetto Croce con l’epistemologia moderna e le riflessioni di Werner Karl Heisenberg.

A suo nome sono assegnati ogni anno due riconoscimenti:

  • il Premio internazionale, assegnato a studiosi affermatisi nel capo delle Scienze della Terra, della vita e fisiche;
  • il Premio di ricerca, per giovani studiosi italiani di scienze della Terra, del mare, della vita e fisiche.

 

Wikipedia

Oggi accadeva

settembre 12, 2017

 

A cura di Ennio Boccanera

1943          12          settembre     Abruzzo

Bundesarchiv Bild 101I-567-1503C-15, Gran Sasso, Mussolini vor Hotel.jpg

Mussolini viene liberato.

 

Mussolini viene liberato da un comando di paracadutisti tedeschi a Campo Imperatore sul Gran Sasso (Aq), dove era stato confinato, e viene  portato al quartier generale di Hitler in Germania. Un primo nucleo di antifascisti, prevalentemente azionisti, guidati da Tancredi <Duccio> Galimberti e Dante Livio Bianco dà inizio alla guerra partigiana sulle montagne nei dintorni ai Cuneo.

giorni di Storia n° 3

La storia

L’operazione Quercia (in tedesco, Fall Eiche) fu il nome in codice di un’operazione militare durante la seconda guerra mondiale portata a termine il 12 settembre 1943 dai paracadutisti tedeschi della 2. Fallschirmjäger-Division e da alcune SS del Sicherheitsdienst, finalizzata alla liberazione di Benito Mussolini, imprigionato a Campo Imperatore sul Gran Sasso per ordine di Pietro Badoglio dopo l’Armistizio di Cassibile.

Il ministro Albert Speer, nel suo libro Memorie del Terzo Reich, ricorda la reazione di Adolf Hitler alla notizia dell’arresto di Mussolini, descritta come una sorta di “fedeltà nibelungica”: “Non c’era gran rapporto in cui il Führer non chiedesse che fosse fatto tutto il possibile per ritrovare l’amico disperso. Diceva di essere oppresso giorno e notte dall’angoscia”.

La sera del 26 luglio 1943 Hitler convocò presso il suo quartier generale a Rastenburg, denominato in codice la “Tana del lupo“, sei ufficiali scelti tra tutte le forze armate del suo paese per un’operazione segreta. Giunti al suo cospetto, egli chiese loro se conoscessero l’Italia e, in caso positivo, di esprimere un giudizio sugli italiani: le risposte furono tendenzialmente improntate sul generico ottimismo e più di uno confidò nella fedeltà degli alleati all’Asse Roma-Berlino.

Uno di loro, di nome Otto Skorzeny, 35 anni, comandante SS di un corpo di Kommando di stanza a Friedenthal, sapendo che Hitler rimpiangeva la perdita dell’Alto Adige, a suo giudizio la più bella delle regioni alpine, che per ragioni politiche aveva permesso che restasse annessa all’Italia, disse sommessamente: “Führer, io sono austriaco”. Hitler lo guardò e gli ordinò di restare, congedando invece tutti gli altri. Cominciò così l’operazione Eiche (Quercia), la liberazione di Mussolini, deposto e arrestato in Italia.

« Racconti di fughe e liberazioni, drammatiche, romantiche, talvolta fantastiche, si possono trovare nella storia, ad ogni epoca e per ogni popolo, ma la mia fuga dalla prigione del Gran Sasso anche oggi appare come la più audace, la più romantica di tutte e, nello stesso tempo, la più moderna come metodo e stile. »
(Mussolini “Storia di un anno”)

Il sistema di controllo hitleriano prevedeva che i subordinati avessero compiti comuni in diversi reparti, in modo da controllarsi a vicenda. Perciò l’operazione fu eseguita dai paracadutisti e dalle SS insieme. I ruoli di comando vennero assegnati al maggiore dei paracadutisti e comandante del Lehrbataillon Harald-Otto Mors, al generale Kurt Student, fondatore dell’arma dei paracadutisti e, come precisato, al capitano delle SS Otto Skorzeny (che alla fine se ne arrogò totalmente il merito, spalleggiato in questo dalla propaganda nazista e, nello specifico, da Ernst Kaltenbrunner). Vanno distinti però chiaramente due aspetti: 1) la parte spionistica era affidata al SD, di cui Skorzeny faceva parte, perché i paracadutisti non disponevano di una struttura di intelligence; 2) la parte militare era di competenza della Luftwaffe, e segnatamente sotto la responsabilità del generale Student[1].

Hitler spiegò a Skorzeny in tono di irritazione crescente che il suo alleato, Mussolini appunto, era stato tradito e arrestato, l’Italia era pronta all’invasione da parte degli Alleati, il re insieme con Badoglio aveva tramato la caduta del fascismo e ora i due meditavano di andare dagli Alleati consegnando il prigioniero Mussolini quale capro espiatorio della decisione di andare in guerra. Infine aggiunse, come riporta lo scrittore Charles Foley, curatore della biografia di Skorzeny: “Lei, Skorzeny, salverà il mio amico”. A ogni modo, sul resoconto di Foley, va fatta più di una tara, perché non aderente ai fatti e alla ricerca storico-documental

Wikipedia.

contare fino a tre prima di sparlare

maggio 13, 2017

Nella situazione politica attuale, dove l’incertezza e la confusione passa attraverso tutte le forze politiche, dove non si riesce a far nascere una proposta seria per una legge elettorale che sia in grado di esprimere un risultato certo per la governabilità del Paese,un membro importante della dirigenza del Partito alimenta una ulteriore polemica con dichiarazioni a dir poco infelici,sulla maggiore pericolosità in atti di violenza sulle donne praticati da emigranti estracomunitari, per una personalità pubblica, quale è un parlamentare e governatore di una regione d’Italia, tale dichiarazione non porta danno solo a se stessa ma a tutta l’immagine dell’intera dirigenza del Partito. Comprendo che nel marasma delle dichiarazioni dove il Di Battista non sa che le vaccinazioni sono gratis e che il Di Maio ha bisogno di andare a scuola per imparare un po di geografia politica, possa uscire anche da parte nostra qualche sproloquio, ritengo che sia opportuno, per chi ha così alte responsabilità politiche, di contare fino a tre, collegare il cervello alla parola e misurare attentamente quello che dice.

Staino dall’Unità

G.Garro

La post-verità

maggio 6, 2017

Prima di parlare

maggio 2, 2017

Primarie Pd

aprile 27, 2017

Secondo Turno

aprile 26, 2017

Elezioni in Francia

aprile 23, 2017