Archive for the ‘CAPPELLA SISTINA’ Category

Un pensiero al giorno

novembre 20, 2017

 

“Non si sa che cosa sia questa cosa

  Ma ognuno sente che c’è

  L’importante è essere pronti.”

 

Andre De Consoli

 

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Oggi accadeva

novembre 19, 2017

 

A cura di Ennio Boccanera

1968        19         novembre           Lazio

19 novembre 1968 Bloccata dalla polizia manifestazione contro la condanna a morte di Alexandros Panagulis

Alexader Panagulis

 

A Roma e in tutta Italia si tengono manifestazioni in solidarietà con Alexander Panagulis, condannato a morte per l’attentato al dittatore greco Papadopulos. Migliaia di studenti piazza, anche con incidenti; i sindacati dichiarano uno sciopero in solidarietà per il 20.   Dimissioni del governo Leone.

 

Giorni di Storia n° 15

 

La storia

A Roma, una manifestazione di protesta contro la condanna a morte di Panagulis dinanzi l’Ambasciata greca è stroncata dal duro intervento delle forze di polizia, che provoca 20 feriti: fra essi, un giornalista e un parlamentare comunista.

Alexandros Panagulis è stato un politico, rivoluzionario e poeta greco, considerato un eroe nazionale della Grecia moderna. Fu un intellettuale e attivista per la democrazia e i diritti umani, rivoluzionario non marxista in lotta, anche armata, contro la Dittatura dei colonnelli. A causa del suo fallito attentato contro il dittatore Georgios Papadopoulos, venne perseguitato, torturato e imprigionato a lungo, fino alla sua liberazione dopo una mobilitazione internazionale. Morì in un misterioso incidente stradale. È protagonista di Un uomo, famoso libro di Oriana Fallaci che fu la sua compagna di vita dal 1973 al 1976.

 

Il Messaggero

 

 

 

 

 

Oggi accadeva

ottobre 29, 2017

Felice Ippoliti

 

L’ex segretario del Cnen, Felice Ippoliti, è condannato ad 11 anni di carcere e sette milioni di multa. In appello la pena sarà dimezzata . Uscirà dal carcere il 23 maggio del 1966.

Giorni di storia

La storia

Felice Ippolito (Napoli, 16 novembre 1915Roma, 24 aprile 1997) è stato un geologo e ingegnere italiano, importante promotore dello sviluppo dell’industria nucleare italiana negli anni sessanta.

Il caso Ippolito

Nell’agosto del 1963 indiscrezioni giornalistiche sollevano dubbi sulla correttezza dell’operato di Ippolito all’amministrazione del comitato. Tutto parte da una serie di articoli a firma dell’onorevole Giuseppe Saragat, che attacca direttamente la gestione del C.N.E.N. Nei mesi seguenti viene avviata una indagine ministeriale e si occupa della questione Giovanni Leone, che anni dopo diventerà Presidente della repubblica. Il 3 marzo 1964 viene arrestato per presunte irregolarità amministrative del CNEN. In particolare, gli vengono contestati l’uso personale di un’auto di servizio e la distribuzione di valigette in finta pelle come gadget in un evento stampa ma anche i reati di falso continuato in atti pubblici, peculato continuato e aggravato, interesse privato in atti d’ufficio, abuso d’ufficio.

Ne segue un processo discusso, molto sentito dall’opinione pubblica e dalla stampa, che culmina con la condanna di Ippolito a 11 anni di carcere: è il famoso “caso Ippolito”.

L’Italia e il mondo politico sono divisi. I fatti contestati sono dubbi e di modesta entità, mentre la condanna è pesantissima, e molti ritengono che la vicenda giudiziaria sia una farsa per togliere di mezzo Ippolito e stroncare la nascente industria nucleare italiana in favore della potente filiera petrolifera.

Inoltre i primi dubbi sollevati nell’agosto del 1963 dal leader socialdemocratico Giuseppe Saragat vengono rilanciati dalla stampa di destra legata a gruppi industriali – quali l’Edison – che avevano perso il monopolio della produzione di energia elettrica a seguito della nazionalizzazione e della creazione dell’Enel di cui Ippolito era stato un fervente promotore. Si parla anche di un clima intimidatorio verso i testimoni della difesa.

Dopo la grazia

Dopo avere trascorso due anni di prigione, riceve la grazia dallo stesso Saragat, nel frattempo divenuto Presidente della Repubblica, mentre i programmi nucleari vengono sensibilmente ridimensionati da ENEL, una volta terminata la nazionalizzazione elettrica nel 1963. Dopo questa avventura egli si dedica alla promozione della cultura scientifica e tecnologica contro le manipolazioni demagogiche di poteri politici ed economici.[senza fonte] Nel 1968 fonda e dirige la rivista Le Scienze, versione italiana di Scientific American. Con il PCI, diventa membro del parlamento europeo tra il 1979 e il 1989. È stato anche membro della Commissione grandi rischi della Protezione civile italiana e del Consiglio Superiore delle Miniere.

Ippolito è stato Vice Presidente della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, e a lui è dedicato il Museo nazionale dell’Antartide Felice Ippolito con sedi a Genova, Siena e Trieste.

Originale e creativa fu anche la sua esperienza di epistemologo e filosofo della scienza. Di ispirazione storicistica (ritenne la geologia una scienza eminentemente storicistica), fu fra i primi a confrontare il pensiero di Benedetto Croce con l’epistemologia moderna e le riflessioni di Werner Karl Heisenberg.

A suo nome sono assegnati ogni anno due riconoscimenti:

  • il Premio internazionale, assegnato a studiosi affermatisi nel capo delle Scienze della Terra, della vita e fisiche;
  • il Premio di ricerca, per giovani studiosi italiani di scienze della Terra, del mare, della vita e fisiche.

 

Wikipedia

Oggi accadeva

settembre 12, 2017

 

A cura di Ennio Boccanera

1943          12          settembre     Abruzzo

Bundesarchiv Bild 101I-567-1503C-15, Gran Sasso, Mussolini vor Hotel.jpg

Mussolini viene liberato.

 

Mussolini viene liberato da un comando di paracadutisti tedeschi a Campo Imperatore sul Gran Sasso (Aq), dove era stato confinato, e viene  portato al quartier generale di Hitler in Germania. Un primo nucleo di antifascisti, prevalentemente azionisti, guidati da Tancredi <Duccio> Galimberti e Dante Livio Bianco dà inizio alla guerra partigiana sulle montagne nei dintorni ai Cuneo.

giorni di Storia n° 3

La storia

L’operazione Quercia (in tedesco, Fall Eiche) fu il nome in codice di un’operazione militare durante la seconda guerra mondiale portata a termine il 12 settembre 1943 dai paracadutisti tedeschi della 2. Fallschirmjäger-Division e da alcune SS del Sicherheitsdienst, finalizzata alla liberazione di Benito Mussolini, imprigionato a Campo Imperatore sul Gran Sasso per ordine di Pietro Badoglio dopo l’Armistizio di Cassibile.

Il ministro Albert Speer, nel suo libro Memorie del Terzo Reich, ricorda la reazione di Adolf Hitler alla notizia dell’arresto di Mussolini, descritta come una sorta di “fedeltà nibelungica”: “Non c’era gran rapporto in cui il Führer non chiedesse che fosse fatto tutto il possibile per ritrovare l’amico disperso. Diceva di essere oppresso giorno e notte dall’angoscia”.

La sera del 26 luglio 1943 Hitler convocò presso il suo quartier generale a Rastenburg, denominato in codice la “Tana del lupo“, sei ufficiali scelti tra tutte le forze armate del suo paese per un’operazione segreta. Giunti al suo cospetto, egli chiese loro se conoscessero l’Italia e, in caso positivo, di esprimere un giudizio sugli italiani: le risposte furono tendenzialmente improntate sul generico ottimismo e più di uno confidò nella fedeltà degli alleati all’Asse Roma-Berlino.

Uno di loro, di nome Otto Skorzeny, 35 anni, comandante SS di un corpo di Kommando di stanza a Friedenthal, sapendo che Hitler rimpiangeva la perdita dell’Alto Adige, a suo giudizio la più bella delle regioni alpine, che per ragioni politiche aveva permesso che restasse annessa all’Italia, disse sommessamente: “Führer, io sono austriaco”. Hitler lo guardò e gli ordinò di restare, congedando invece tutti gli altri. Cominciò così l’operazione Eiche (Quercia), la liberazione di Mussolini, deposto e arrestato in Italia.

« Racconti di fughe e liberazioni, drammatiche, romantiche, talvolta fantastiche, si possono trovare nella storia, ad ogni epoca e per ogni popolo, ma la mia fuga dalla prigione del Gran Sasso anche oggi appare come la più audace, la più romantica di tutte e, nello stesso tempo, la più moderna come metodo e stile. »
(Mussolini “Storia di un anno”)

Il sistema di controllo hitleriano prevedeva che i subordinati avessero compiti comuni in diversi reparti, in modo da controllarsi a vicenda. Perciò l’operazione fu eseguita dai paracadutisti e dalle SS insieme. I ruoli di comando vennero assegnati al maggiore dei paracadutisti e comandante del Lehrbataillon Harald-Otto Mors, al generale Kurt Student, fondatore dell’arma dei paracadutisti e, come precisato, al capitano delle SS Otto Skorzeny (che alla fine se ne arrogò totalmente il merito, spalleggiato in questo dalla propaganda nazista e, nello specifico, da Ernst Kaltenbrunner). Vanno distinti però chiaramente due aspetti: 1) la parte spionistica era affidata al SD, di cui Skorzeny faceva parte, perché i paracadutisti non disponevano di una struttura di intelligence; 2) la parte militare era di competenza della Luftwaffe, e segnatamente sotto la responsabilità del generale Student[1].

Hitler spiegò a Skorzeny in tono di irritazione crescente che il suo alleato, Mussolini appunto, era stato tradito e arrestato, l’Italia era pronta all’invasione da parte degli Alleati, il re insieme con Badoglio aveva tramato la caduta del fascismo e ora i due meditavano di andare dagli Alleati consegnando il prigioniero Mussolini quale capro espiatorio della decisione di andare in guerra. Infine aggiunse, come riporta lo scrittore Charles Foley, curatore della biografia di Skorzeny: “Lei, Skorzeny, salverà il mio amico”. A ogni modo, sul resoconto di Foley, va fatta più di una tara, perché non aderente ai fatti e alla ricerca storico-documental

Wikipedia.

Oggi accadeva

marzo 4, 2017

A cura di Ennio Boccanera

4 marzo 1525     Roma

Roma – Impazza il Carnevale: una fila di carri allegorici attraversa la città. Rappresentano scene della vita di alcune prostitute che si pentono, per l’Anno Santo, e confessano i loro peccati nei dettagli più scabrosi. Durante il Carnevale è autorizzato l’uso della maschera in modo che uomini e donne trasgressivi non possono essere riconosciuti.  Già i Saturnali dell’antica Roma erano feste sfrenate, soprattutto per la libertà sessuale.

 

Dal Messaggero del 03/03/2009

Alla faccia della coerenza

novembre 25, 2016

Carissimi, in queste ore mi stavo incazzando su De Luca ….. ma poi i Monarchici5S me lo riabilitano alla grande… leggete un pò ! dall’Unità di oggi:
” Ai limiti – e probabilmente oltre- della correttezza istituzionale, il consiglio comunale di Roma verrà trascinato da Virginia Raggi a schierarsi per il No al referendum del 4 dicembre.
Del blitz dà notizia oggi Il Messaggero e naturalmente la cosa ha scatenato subito una bufera politica. Con il deputato Pd Mauro Miccoli che dichiara: “Cosa c’entri il Campidoglio su un voto nazionale non si capisce, ma forse la Raggi ha avuto indicazione di fare questa forzatura istituzionale direttamente da Grillo e dalla Casaleggio Associati. Di certo la sindaca sappia che a questa vergogna ci opporremo in tutti i modi, che l’Aula Giulio Cesare venga utilizzata come una sezione del Partito dei 5 Stelle”. Il “piano” del M5S e della sindaca è questo: martedì o mercoledì – dunque a pochissimi giorni dal voto – il consiglio comunale dovrebbe approvare una mozione del capogruppo M5S Ferrara che impegna la Raggi “a farsi promotrice della volontà espressa dal consiglio comunale e delle perplessità evidenziate”, perplessità che subito dopo vengono trasformate in “fortissimo allarme per la deriva autoritaria in atto”.
Un atto che dovrebbe essere votato anche dai Fratelli d’Italia e Lista Marchini. Una forzatura istituzionale che ha pochissimi precedenti (non a caso, la stessa operazione è stata compiuta a Napoli dal sindaco De Magistris: non esiste che Milano o Bologna o Firenze approvino una mozione per il Sì. E’ evidente che il 4 dicembre è una data importante anche per il M5S nazionale e romano. Nella Capitale infatti la giunta Raggi continua a non mostrarsi all’altezza dei problemi di Roma senza peraltro che i dissidi interni vengano in qualche modo ricomposti (l’affaire Marra su tutti): ecco perché la sindaca in prima persona intende giocarsi bene questa battaglia, mentre il movimento grillino, a Roma, sta riempendo di propaganda per il No tutti gli spazi possibili; persino all’interno degli autobus…”
Come dicono loro ? Meditate gente, meditate

Inviato da Fabio Fabiani

Il punto

dicembre 13, 2015

Sulla truffa della 4 banche.oramai tutti hanno letto e tutti,quelli che desiderano approfondire,hanno ormai chiaro quanto è accaduto,che cosa sono le obbligazioni subordinate e come sia facile per funzionari di banca disonesti raggirare i risparmiatori sprovveduti.
Colpisce,ma senza stupirsene troppo,la violenza con la quale le opposizioni e non solo, si sono scagliate contro il governo Renzi reo di aver realizzato il famoso decreto salvabanche;le occasioni per sgretolare l’esecutivo,per scavarne la credibilità,per recuperare un vantaggio elettorale meschino,vanno colte al volo,anche a costo di spargere conoscenze addomesticate,disegnare una vicenda dolorosa a solo fini propagandistici,e in definitiva a non contribuire alla crescita del paese.
Queste forze politiche,diciamo così,dovrebbero collaborare ad una riforma profonda del sistema creditizio italiano quanto mai necessaria e sempre rinviata,nonostante i ripetuti attacchi dei furbetti di turno ai forzieri delle Banche e alla rivalsa di queste sui piccoli risparmiatori;ricordiamoci di Coppola e Ricucci,del G8 di Balducci e Anemone,fino al governatore Fazio a Fiorani,senza risalire ai crac più famosi di Cirio e del gioiellino di Tanzi.
Il Governo Renzi ha approvato un decreto,detto il salvabanche, con il quale le 4 banche in difficoltà possono continuare a svolgere il loro lavoro grazie al fondo interbancario di 3,6 miliardi interamente a carico delle maggiori banche,mentre i crediti in sofferenza saranno convogliati su una BadBank appositamente creata,in modo tale da traghettarle verso una vendita più facilitata;in questo modo si rendono salvi i correntisti e i depositi e le obbligazioni ordinarie;i default,le liquidazioni eventuali si accollano agli azionisti ed ai possessori di subordinate
;questo è tutto in linea esattamente con la normativa di Bruxelles in vigore dal 1 gennaio prossimo.
In contemporanea è stato creato un fondo di solidarietà di 100 milioni per coloro che sono stati truffati,situazione che sarà valutata non da Consob,ma da un gruppo di esperti di indubbio valore e capacitàcome in Spagna.
Da ultimo va sottolineata la campagna di disinformazione delle cosidette destre italiane ,tendente a screditare la Unione Europea e a minarne il senso di insieme,sostenendo che la Germania ha dapprima risolto la sua crisi bancaria con denaro pubblico,poi ha proibito ad altri paesi di fare altrettanto con un accordo specifico imposto loro.
Va sottolineato che qualunque salvataggio pubblico ha bisogno di prestiti,e tanto più il salvataggio è necessario tanto più i prestiti sono onerosi;ora l’Italia gode di un tasso molto favorevole e appesantirlo sarebbe un suicidio;inoltre va aggiunto che la consapevolezza da parte del mondo creditizio di avere come paracadute lo Stato,ne aumenterebbe la irresponsabilità e la famelicità dei furbetti.
Piuttosto bisognerebbe fare come fece l’America dopo la crisi del 2008,dopo averle ricapitalizzate con denaro pubblico;vale a dire stressare i bilanci delle banche,azzerarne i vertici e favorirne gli accorpamenti.
Ma a Salvini,Berlusconi,Meloni,ai giovani 5S,preme di più lucrare qualche voto dalla disperazione di povera gente,soffiando sulle responsabilità che si rendano più facili da raggiungere, piuttosto che proporre riforme che  portino il paese verso una più completa maturità,dividendone gli onori con la maggioranza e incrociando i veri interessi della gente.
Umberto C

Il Punto

dicembre 2, 2015

Nel prossimo weekend il Partito democratico si appresta ad uno sforzo organizzativo senza precedenti:1200 banchetti in tutta Italia per dimostrare di esserci,per lanciare un messaggio forte alla carenza di iscrizioni e di partecipazione;il Partito democratico vuole riaccendere quell’entusiasmo nella base che sembra almeno appannato.
Poi l’11 dicembre si aprirà la Leopolda il cui titolo sarà”Terra agli uomini”,niente meno.
Nel tempo della sparizione delle ideologie tutto sembra un vuoto scenico,la rappresentazione di una scenografia senza anima,una iniziativa incapace di suscitare dibattito e approfondimento,destinata ad inabbissarsi quando si chiude il sipario.
Ma,si dice,le ideologie,il collante in grado di unire la passione con la fede,non ci sono più;e invece è il contrario:le ideologie ci sono,ci sono sempre state ed hanno accompagnato il cammino dell’uomo nella Storia;manca la volontà di produrle,sopraffatta dalla pigrizia,dalla paura di reinventarsi un modello di società,dall’incapacità di rimettere in discussione la perversione del consumismo che ci ha invaso l’animo e la mente più di qualsiasi ideologia nazifascista o autoritaria o confessionale.
La sinistra avrebbe il suo manifesto programmatico:la base è in discussione in questi giorni a Parigi dove 127 paesi del mondo stanno discutendo della sopravvivenza di 7 miliardi di abitanti della terra,la cui esistenza è legata a calcoli di bassa lega come :in che modo verranno resi disponibili i 150 mld di euro,necessari alla messa in sicurezza del pianeta,come saranno ripartiti,chi e in quale misura dovrà ridurre la combustione di minerali fossili,e in questo caso,come i paesi ricchi dovranno rimborsare i paesi poveri.
Intanto il Giappone riapre la caccia alle balene superstiti,una specie animale sparisce ogni 15 minuti,13 milioni di ettari di foreste pluviali all’anno vengono distrutte,il clima sarà responsabile di 250 milioni di rifugiati a metà secolo.
Uno studio di Thomas Piketty ha evidenziato che i 7 miliardi di abitanti emettono ogni anno 6 tonnellate di co2 a persona,ma che gli abitanti di Africa,Asia meridionale e Sudest asiatico sono responsabili di meno di 2 tonnellate,mentre 70 milioni di individui,in America del Nord e Europa,ne producono 100 tonnellate procapite;da soli questi 70 milioni sono responsabili di circa il 15% delle emissioni totali;da cui deriva che i famosi 150 miliardi dovrebbero essere così versati:85 dagli americani,24 dagli europei e il resto da tutti gli altri.
Risulta difficile richiamare all’ordine i paesi emergenti,dal momento che i ricchi,non solo si sono spartiti ricchezze e diritti,ma hanno riversato sui poveri,i diseredati ,anche gli sconquassi che le alterazioni climatiche producono,abitando dove sono più numerosi e devastanti i loro effetti.
Il povero deve patire anche la beffa di dover pagare solo lui il conto della dissolutezza di chi ha razziato il pianeta al solo scopo di organizzare la propria vita all’insegna dello spreco e della inutile ricchezza.
Il povero non avrà certo la possibilità di emigrare,poniamo, su Marte,a bordo di un’astronave con motore Alfaromeo e con la carrozzeria Pininfarina,lui dovrà vagare tra alluvioni e desertificazione,tra fame e carestie.
Allora produrre una piattaforma politica,al cui centro c’è l’uomo e la sua vita avvenire,la produzione di beni ecosostenibile,il rispetto e la salvaguardia del pianeta per lasciarlo alle generazioni future almeno come lo abbiamo ereditato,il rispetto per le altre specie animali,il riscatto da questo consumo forsennato e bulimico,vi pare poco?vi pare poco discutere di questo alla Leopolda,oltre che di organizzazione del partito,dei suoi organi statutari o di come gestire le sezioni ?forse questa è la strada per recuperare l’entusiasmo della base,per rimotivarne l’adesione al partito e sollecitarne l’attività.
Umberto C

Il Punto

novembre 23, 2015

Tutto è cominciato ,come si ricorderà,a dicembre del 2010 in Tunisia.
Un ambulante si diede fuoco per protestare contro la polizia che gli aveva sequestrato la merce:immediatamente la notizia in rete fece il giro del mondo e si scatenò in Egitto,Libia,Barhein,Yemen,Algeria,Giordania e Siria quella rivoluzione che poi fu identificata giornalisticamente come la Primavera Araba.
Il movimento ebbe origine dalle condizioni umane,sociali ed economiche che quei popoli,tutti sotto dittature disumane,e che pativano stenti e torture quotidiane;ma mancò organizzazione,pianificazione,guida riconosciuta e quindi con i petrodollari dell’Arabia Saudita il fondamentalismo islamico prese il sopravvento e la primavera araba divenne l’autunno del Medio oriente,il vaso di Pandora da cui si liberarono i venti della destabilizzazione del mondo occidentale e chissà con quali conseguenze.
In Egitto i Fratelli Musulmani,in Libia l’anarchia totale,nello Yemen Al Qaeda ,in Siria la guerra civile,hanno ben presto chiuso in un incubo di paure e morti l’area più destabilizzata del mondo;gli interessi,per così dire,imperialisti di Russia,Cina e Europa con gli Usa, impediscono una qualche soluzione per la normalizzazione dell’area.
Da qui il terrorismo  sanguinario,autofinanziato dal petrolio di contrabbando e altro,fondamentalista e fanatico che si alimenta nella emarginazione delle banlieu,delle periferie delle città europee,dalla povertà,con il pessimo apporto dei social e da quell’avventurismo che sempre anima giovani esaltati e esaltabili,senza prospettive ideologiche di cui l’età immatura si nutre.
Da qui il terrorismo organizzato ed astuto che richiama e attrae le centinaia di cellule del terrore sparse per il medio oriente,contrastate e disperse da americani e inglesi,ne incoraggia,come in Mali,attacchi suicidi e azioni assassine,ne rivendica l’assoldamento e l’inserimento,come dicono con impudicizia estrema,nello Stato Islamico del Califfato.
Da qui il terrorismo che ora si chiama Is e che poi,sconfitto militarmente,si chiamera’ in altro modo perchè gli occidentali avranno come sempre scambiato gli effetti con le cause e avranno curato i sintomi invece che la malattia;avranno avuto ragione,forse, militarmente contro le bandiere  nere del Califfato,ma avranno lasciato una volta di più quei popoli nelle mani sanguinarie di qualche dittatore che ne spegnerà speranze e illusioni o ,peggio,al vento degli appetiti di potenze neocolonialiste senza troppi scrupoli nello sfruttare terre ricche non solo di petrolio.
E’ come se noi ci illudessimo che ,avendo arrestato Riina e Provenzano,la mafia non ci fosse più,sparita con la sparizione dei capi più efferati,senza porci il problema di come bonificare un territorio dimenticato dallo Stato,che fornisce l’acqua di coltura alla criminalità.
Bisogna fare attenzione perchè il rischio che con il terrorismo ci si debba perfino convivere,come capita al popolo ebraico,che si ostina a non riconoscere i diritti dei palestinesi,è reale e minerebbe la nostra organizzazione sociale,la nostra economia,le nostre certezze democratiche.
Umberto  C

Il Punto

novembre 8, 2015

Ammettiamolo!è stato un weekend in cui la politica ha emesso il suo ruggito forte,alto e ha detto a tutti coloro che si ostinano nell’indifferenza ,che sbagliano a non fidarsi della sua guida morale e amministrativa,che sbagliano a sattovalutarne l’importanza per lo sviluppo della società e per la fondamentale forza riformatrice.
Si è iniziato sabato al Quirino,dove,andato per curiosità verso la nascita della cosa rossa,poi chiamata invece “sinistra italiana”,ho potuto constatare che tra chiome bianche di antichi e onorati dirigenti del vecchio Pci,oramai ingialliti dal tempo come vecchi dagherrotipi,e recenti rampanti bocconiani in maniche di camicia,l’unica proposta politica annunciata sono state le pernacchie al Pd e gli insulti al suo segretario,derisioni verso il governo di centrosinistra,sberleffi all’azione  riformatrice dello stesso,e previsioni di derive autoritarie dietro l’angolo.
In realtà l’unica cosa chiara è,se non si divideranno presto come hanno cominciato a fare Civati e Landini,che la loro azione politica sarà danneggiare il Partito democratico e,come sempre aiutare i morti di destra a risorgere.
A Bologna invece,domenica,si è svolta la manifestazione della Lega con l’intervento e la solita intemerata di Berlusconi,per l’occasione scongelato dagli ozii di Arcore.
Qui il copione sembrava scitto per il Bagaglino,per Bombolo e per Martufello;si andava dalle offese grevi e storiche di Salvini,dalle minacce nei confronti dei parassiti che vivono sulle spalle di chi produce agli insulti al povero Alfano,colpevole di aver fomentato il più grande e disperato esodo della storia al fine di diffondere la religione mussulmana e schiacciare nell’isolamento i poveri cristiani.
Berlusconi,in versione blu notte,ha incendiato la folla con lo slogan che con Silvio,Matteo e Giorgia non ce ne è per nessuno;e tutti i presenti,in gita premio,hanno finto un entusiasmo da cinecittà.
Un vero sollazzo.
Concordo invece con l’articolo di Scalfari su Repubblica,che analizzando lo scenario politico italiano e forse europeo,sostiene che a causa della sfiducia verso i partiti,il disconoscimento della loro funzione sociale,la loro irrilevante rappresentatività,si va profilando sempre più marcatamente da parte della popolazione un sempre maggior consenso nei confronti di un Leader,visto come un deus ex machina,che possa sostituire ,con i suoi pieni poteri,le lentezze delle istituzioni democratiche,e a cui si possano delegare tutte le responsabilità nella direzione del paese.
E dunque,precisa l’articolo,per questo motivo vanno ricercate le contromisure ,i contrappesi su cui la democrazia può poggiarsi senza affanni.
Togliere al parlamento il potere di elezione o nomina di organismi come la Corte Costituzionale ,investendone la Presidenza della Repubblica o il Consiglio superiore della magistratura,può certamente bilanciare,ad esempio,un eventuale potere personale e autoritario.
Così come organismi di controllo,che giudichino l’efficacia dell’azione di governo,autonomi,formati da presidenti di camera e senato e rispondenti al Presidente della Repubblica,porterebbero al riequilibrio nella situazione che si va delineando e che sembra ineluttabile.
Tutto ciò sembra di buon senso,ma chi dovrebbe realizzarli questi contrappesi?
Qui le cose si complicano.
Umberto C