Il terrorismo non è sempre uguale ?

Scrivo queste riflessioni in ritardo sui fatti di sabato 15 ottobre a Roma perchè ho riflettuto a lungo su una frase che un giornalista  importante a detto in una trasmissione televisiva a proposito della manifestazione degli indignados e dell’agressione vile dei Black Bloc che ne è seguita.La frase era “è un film che abbiamo già visto e che si riaffaccia di tanto in tanto”.
Oggi però c’è una sostanziale differenza rispetto ai movimenti degli anni settanta e all’attacco del terrorismo che ne è seguito al cuore dello Stato.
Allora il movimento politico della sinistra extraparlamentare,seguendo un ragionamento politico radicale e pseudorivoluzionario che tendeva a sbarrare la strada al PCI verso un approdo riformista,come una serie di scatole cinesi(art.di Napolitano su Rinascita),arrivò inevitabilmente alla lotta armata e al terrorismo.Come un aereo in caduta libera che si avvita su se’ stesso e il pilota immagina di guidarlo,così il terrorismo delle BR si comportò prima dello schianto dopo l’uccisione di Moro.Ricordo qui’ che se l’uccisione del presidente della DC fosse avvenuta 24 ore dopo,il congresso nazionale della DC avrebbe,lo avevano già deciso,riconosciuto politicamente le BR.
Il Potere  aveva ottenuto quello che voleva,escludere il PCI dal governo,e quindi le BR non servivano più.
Ora il movimento degli “Indignados”,al di la’ della simpatia che ispira ,dovuta anche alla unanime condivisione della situazione tragica in cui versa l’Italia di Berlusconi,non procede con parole d’ordine che lasciano sperare ad una spinta che il movimento possa dare alla classe politica che verrà,qualunque sia.
Non si può dire:non paghiamo i debiti,non siamo per la proprietà sia pubblica che privata,siamo contro lo Stato,con qualunque aggettivo lo volessimo chiamare,siamo contro il sistema finanziario.
Da queste istanze non si può intravvedere nessuna società alternativa,nessuna speranza di una “polis”nuova,nessuna affascinazione per una avventura che dia frutti.
Si può solo come una sorta di scatole cinesi,alimentare la disperazione e il nichilismo che porta al vandalismo fine a se stesso che i violenti dispiegano sotto l’occhio interessato del Potere,pronto come sempre a piegarlo alle proprie finalità e a farlo durare fino a chè non avrà consumato le speranze di un qualche cambiamento.
Perchè sia chiaro a tutti ,la violenza politica e il Potere vanno sottobraccio quando si tratta di impedire che una società cambi la sua cultura,il suo impegno sociale,quando divenga troppo libera per scegliersi il proprio destino.Umberto C

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