Il Punto

settembre 16, 2017 by

decretorenzi

Ci dobbiamo domandare tutti che tipo di democrazia abbiamo in Italia,quale rispetto della Costituzione abbiano alcuni apparati dello Stato ai quali viene richiesto solo di servirlo lo Stato e non  di minacciarne gli equilibri;ci dobbiamo domandare perchè è poi così facile il conflitto tra poteri dello stesso Stato fino al punto che uno possa sovvertine un altro o comunque alterarne le sue  funzioni specifiche;perchè invece di servire il popolo alcuni pezzi dello Stato lo usano per scopi di battaglia politica,cercando di azzoppare un ex presidente del Consiglio e attuale segretario del maggior partito italiano.
Perchè è così facile nel nostro paese
per alcuni militari raccontare intercettazioni ad un altro magistrato che non sia quello con il quale si stanno eseguendo indagini.
E come sarebbe finita l’indagine sulla Consip se la stessa non fosse finita nelle mani dei pm romani per competenza territoriale?
I tempi dei processi in Italia,come dimostra il caso Mastella,sono lunghi e i politici,ancorchè uguali agli altri cittadini davanti alla legge,tuttavia sono esposti per la loro attività pubblica al tiro al piccione della stampa e degli avversari politici.
Infatti il mis-Fatto Quotidiano aveva immediatamente pubblicato i primi risultati dell’indagine del pm napoletano John Woodcock dalla quale emergeva la frase di Romeo che chiamava il padre di Renzi a grave  responsabilità ,mentre la magistratura romana ha dimostrato che quella frase in realtà era stata pronunciata da Bocchino,il che scaricava la gravità dell’imputazione nei confronti di Tiziano Renzi.
Il Fatto Quotidiano,diretto dall’ineffabile Marco Travaglio,è un giornale molto vicino ai 5Stelle e dunque il boccone prelibato che azzoppava definitivamente Matteo Renzi,dopo la vittoria dei NO al referendum,non poteva certo lasciarselo sfuggire;calpestando qualunque obbligo per un mezzo di informazione di controllare l’esattezza di una notizia ,ha sparato a palle incatenate contro il padre di Renzi,contro Renzi stesso,contro il giglio magico e i collaboratori dell’ex premier.
Dunque il procuratore di Modena ,Lucia Musti,ha svelato il vero obbiettivo del capitano dei Noe,Scafarto e del colonnello De Caprio che era quello di far fuori Matteo Renzi;si aspetta con fiducia la fine di questa indagine,perchè la Consip comunque si è rivelata infetta da mazzette e corruttele,e perchè la classe politica merita la severità per i suoi comportamenti inemendabili,ma la democrazia sana pretende che se non ci sono colpe,la classe politica ne deve uscire pulita.
Umberto C

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Un pensiero al giorno

settembre 16, 2017 by

 

 

”  Per questo dubito che in una di queste mattine

    Non andando a scuola

     Qualcuno sia riuscito a spogliarne una

 

 

Andrea Di Consoli

Oggi accadeva

settembre 16, 2017 by

 

A cura di Ennio Bocanera

2009         16        settembre          Afghanistan

Emblem of Italy.svg

 

Kabul –  Colpiti due blindati, 6 paracadutisti della Folgore morti, feriti altri quattro militari. In seguito ad un attentato terroristico dei talebani con autobomba di 150 chili di tritolo.

Repubblica del 18/09/2009

La storia

17 settembre, Kabul, secondo una prima ricostruzione un’auto carica di esplosivo (150 kg) è riuscita ad infilarsi tra due mezzi Lince del 186º Reggimento della Brigata Folgore e detonare. Gli occupanti del primo mezzo sono morti sul colpo, mentre è deceduto anche un occupante del secondo mezzo. Erano quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due Lince. Sono inoltre morti 4 poliziotti e 20 civili afghani:

  • Roberto Valente, sergente maggiore, 187º Reggimento della “Folgore”.
  • Matteo Mureddu, primo caporal maggiore, 186º Reggimento della “Folgore”.
  • Antonio Fortunato, tenente, 186º Reggimento della “Folgore”.
  • Davide Ricchiuto, primo caporal maggiore, 186º Reggimento della “Folgore”.
  • Giandomenico Pistonami, nato ad Orvieto il 15 maggio 1983, primo caporal maggiore del 186º Reggimento della “Folgore”.
  • Massimiliano Randino, primo caporal maggiore, 183º Reggimento “Nembo” della “Folgore”.

Il 21 settembre 2009, giornata di lutto nazionale, sono stati celebrati i solenni funerali di stato nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, che sono stati presieduti dall’ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi. Alle esequie solenni hanno partecipato anche i quattro militari rimasti feriti nell’attacco: il primo maresciallo dell’Aeronautica Felice Calandriello, i primi caporalmaggiori della Folgore Rocco Leo, Sergio Agostinelli e Ferdinando Buono.

Wikipedia

Il Punto

settembre 15, 2017 by

jus soli

Il grottesco dello jus soli, e aggiungiamo dello jus culturae, è che ancora una volta in Italia si forma una ampia maggioranza contro una legge di progresso e di civiltà;ciò certamente perchè la classe politica rappresenta la maggioranza di gente incolta,impaurita,più dalla presenza di qualche centinaia di migliaia di stranieri,che tra l’altro rappresentano una risorsa indispensabile per la nostra economia,che dalla morsa condizioni meteorologiche estreme-vulnerabilità di case e fiumi che costituisce un incubo di morti e rovine.
Non stupisce il duo Salvini-Meloni,che di questa paura ha fatto da sempre la sua politica e su cui ha tutto puntato per il suo successo,ma il cinismo e l’ipocrisia dei Cinque stelle,che pur riconoscendo l’utilità di questa legge ,si astengono al Senato,dove l’astensione come si sa è un voto contrario,è veramente indegna.
La loro trasversalità,come abbiamo più volte detto,li porta sempre ad un approdo di destra nelle loro scelte;li porta sempre ad obbedire alla pancia del paese,a seguire le pulsione dei bassi istinti della gente più ignorante,quando non li autorizza,come sta facendo DiMaio in Sicilia,a elemosinare un pugno di voti anche presso realtà inquisite o concusse.
L’attuale legge sulla cittadinanza prevede che il richiedente la possa ottenere dopo 10/15 anni di permanenza in Italia e solo dopo può trasmetterla ai suoi figli entro il 18° anno di età;ma poichè occorrono almeno 10 anni per averla,ecco che per il figlio il richiedente deve fare domanda quando avrà meno di 10 anni,dunque il figlio non l’avrà mai.
La legge sullo Jus soli mette fine a questa barbarie perchè stabilisce che un bambino nato in Italia diventa automaticamente italiano se:
-almeno un genitore si trova nel nostro paese regolarmente da 5 anni
-ha frequentato la scuola italiana per almeno 5 anni e superato un ciclo scolastico
-essendo arrivati in Italia tra i 12 e i 18 anni,vi hanno abitato per almeno 6 anni e abbiano superato un ciclo scolastico.
Se in ultimo  i genitori non sono UE ma hanno il permesso di soggiorno,per aver diritto alla cittadinanza per i loro figli devono:
-avere un reddito
-avere un alloggio
-conoscere la lingua italiana.
Con questa legge sarebbe sanata la situazione di 166.000 giovani.
Che sconquasso!è necessario fare un referendum,come dicono i 5stelle e la Meloni,cambia l’equilibrio di razza nel nostro paese come dice Salvini?
Per ultimo non resta che commentare da uomo della strada l’atteggiamento che alcuni dem e soprattutto le anime belle bersanian-dalemiane,hanno assunto nei confronti del  governo che ha rimandato il passaggio della legge al Senato a dopo la legge finanziaria.
Va detto che per i motivi sopracitati il Governo non ha i voti per approvarla al Senato,non può mettere la fiducia,poichè tale decisione appartiene al consiglio dei ministri,dove i centristi si sono detti contrari,non può compiere un atto di coraggio(vedi Del Rio,Orlando,Prodi)perchè lo sconterebbe poi nella discussione della legge finanziaria,che sarà particolarmente delicata e importante per la ripresa economica del paese;dunque la sinistra,come i 5Stelle,parla di  paese,di interessi generali,di progetto di sviluppo sostenibile(senza illustrare alcunchè),ma in realtà persegue la politica del tanto peggio tanto meglio;ma mentre per i 5Stelle peggio di quello che fanno è difficile che si superino,Mdp è composto da gente che ha governato,che conosce l’arte della politica e le sue necessarie mediazioni;dovrebbero sapere costoro,se non hanno interessi incoffessabili,che le leggi di progresso ,di libertà,di civiltà,il  popolo italiano le prende in considerazione solo dopo pranzato,con la pancia sazia e le finestre sprangate e che forzandolo lo si spinge tra le fauci di Salvini-Grillo-Meloni.
L’essenziale è che il Pd non dimentichi che leggi come questa caratterizzano da sole la qualità del governare.
Umberto C

Una Costituente per Rifondare La Capitale

settembre 15, 2017 by

Da un Articolo pubblicato sulle News del sito del Partitro Democratico dall’ex candidato Sindaco Giachetti.Intervista al Foglio.

“Il mio è un appello anche ai cinque stelle, potrei stare qui tranquillamente a guardarli fallire. Anche per quello che ho subito in campagna elettorale. Ma Roma è più importante di loro e di noi. Per questo mi sento in dovere di fare comunque la mia parte”, dice al Foglio Roberto Giachetti, deputato, vice presidente della Camera, già candidato sindaco del Pd alle elezioni di giugno 2016. “Accendiamo i riflettori su Roma”, dice. “La città sprofonda, la macchina amministrativa non funziona, va tutto ricostruito e riprogettato a cominciare dalle competenze del comune, fino a quelle dei Municipi. Bisogna coinvolgere il governo centrale, tutte le forze politiche, gli intellettuali, il meglio che abbiamo, e pensare a una Costituente per Roma. Va anche pensato un piano di investimenti statali. Lo dico adesso, che siamo lontani dalle prossime elezioni capitoline. Abbiamo bisogno di una rivoluzione amministrativa. Urgente”.

Per esempio?

“Già in campagna elettorale, un anno fa, dissi che la situazione non è più gestibile: competenze sparpagliate e confuse, regolamenti vecchi, corretti con toppe, mentre sono assolutamente necessari procedimenti più snelli e concreti nelle decisioni amministrative. Quella romana è una struttura immaginata decine e decine di anni fa per una città, per una società di allora. A cominciare dai poteri dei Municipi. Oggi i Municipi sono delle città nella città, in termini di estensione e di popolazione. Sono città che però non hanno poteri di gestione e risorse adeguate. E di conseguenza anche la classe dirigente che va ad amministrarle ha competenze proporzionali a queste scarse responsabilità operative”.

 

Dunque andrebbero dati più poteri ai Municipi. E il Campidoglio?

“Il potere centrale deve diventare essenzialmente programmazione e controllo. Pensiamo alla questione apparentemente irrisolvibile delle buche stradali. Le gare d’appalto per le strade, e la manutenzione, si vincevano al massimo ribasso e i lavori venivano fatti in maniera improbabile, al risparmio, spesso con solette d’asfalto di pochi centimetri. Toccherebbe al Campidoglio controllare se l’appalto vinto è realizzato secondo le esigenze della città, ma l’amministrazione in realtà non è in grado di controllare. E infatti ci sono le buche. L’amministrazione centrale si occupa di troppe cose, in termini di gestione, e in un’area metropolitana ormai vastissima. Non è un caso se durante il Giubileo la funzione di controllo sia stata sostanzialmente assorbita dall’Anac di Raffaele Cantone. E questo non vale solo per le strade e le buche.Ma anche per tanti servizi”.

 

Allora è necessario decentrare.

“Prendiamo la mobilità. Roma si occupa solo del suo perimetro, quando sappiamo benissimo che se vai a Guidonia o a Fontenuova c’è un pendolarismo che porta più gente verso Roma di quanta non se ne muova all’interno dello stesso perimetro romano. Per questo dico che la città è cambiata, e va ripensata nella sua organizzazione amministrativa”.

 

Ma tutto questo come si ottiene? Ci vuole una legge speciale?

“Penso che ci vorrebbe quasi una Costituente per Roma. Si deve trovare, prima dello strumento legislativo, una vasta disponibilità politica per lavorare al suo raggiungimento. Si può pensare anche a una modifica costituzionale. Ma è inutile parlarne se non siamo tutti d’accordo”.

 

Anche il M5s?

“Certo, non le nascondo che un’amministrazione che in un anno è stata impegnata a cambiare assessori come figurine, lasciando la città nell’anarchia e degrado più totali e mascherando quotidianamente un dilettantismo arrogante, con le colpe di chi c’era prima, non abbia quel senso di responsabilità e l’umiltà necessari per sedersi al tavolo con tutti. Anche se in ballo c’è il futuro della Capitale di Italia. So che non è facile trovare un interlocutore tra di loro… Ma che loro siano d’accordo è la condizione minima per cominciare. E’ evidente che una cosa di questa portata, che riconsidera così fortemente il ruolo e le funzioni di Roma, o tu la realizzi trovando accordi, altrimenti si impantana”.

 

E chi è un interlocutore possibile nel M5s?

“È complicato… il sindaco certamente, anche Roberta Lombardi mi sembra conosca bene la città e i suoi problemi. Ma deve entrare nella consapevolezza di tutti che se parliamo del rilancio di Roma non è cosa di parte, è interesse nazionale. Tutti devono sentirsi interessati a concorrere. I cinque stelle, la destra, la sinistra a sinistra del Pd, e ovviamente il Pd. Poi, se questa cosa partisse, è va coinvolto il governo e lo stato centrale”.

 

In che modo?

“Perché Roma sia riportata al livello delle altre grandi capitali europee lo stato deve riconoscere alla capitale uno speciale interesse nazionale. Per esempio per quanto riguarda le sue infrastrutture. Lo stato dovrebbe investire direttamente in alcuni settori strategici. E in questo caso potrebbe essere legittimo che il governo abbia un sottosegretario, o un ministro, per Roma. Uno che abbia una diretta responsabilità sulle partite che lo stato mette in campo nella capitale. Questo significa che ci vuole anche collaborazione con l’amministrazione comunale”.

 

Va bene tutto. Va bene la Costituente. Ma poi queste cose, di solito, in Italia sono chiacchiere. E furbizia. Come le grandi Bicamerali per le riforme.

“E’ vero. E per questo andrebbe immaginato un paracadute. Non sarebbe scandaloso che ci fosse una clausola di salvaguardia: una volta approvata la riforma si potrebbe prevedere, in via transitoria, la nomina di un commissario straordinario che abbia poteri di surroga per la sua piena attuazione qualora si manifestino inadempienze. Un po’ come succede per i commissari di Governo rispetto alle regioni”.

Inserito dal sito del Partito Democratico

G.Garro

 

Oggi accadeva

settembre 15, 2017 by

 

 

A cura di Ennio Boccanera

2008          15        settembre          Stati Uniti

Lehman Brothers, la diaspora dei banchieri, oggi ai vertici dei grandi gruppi mondiali

La sede della banca Lehman Brothers

La banca d’investimenti Usa, Lehman Brothers, fondata nel 1850 chiede la procedura di fallimento a causa di debiti per oltre 600 miliardi di dollari dando il via alla crisi economica.

Da Tele-sette n° 37 del 14/09/2010

La storia

Lehman Brothers Holdings Inc., fondata nel 1850, è stata una società attiva nei servizi finanziari a livello globale. La sua attività si concretizzava nell’investment banking, nell’equity e fixed-income sales, nelle ricerche di mercato e nel trading, nell’investment management, nel private equity e nel private banking. Era uno dei primari operatori del mercato dei titoli di stato statunitense.

Tra le sue principali controllate Lehman Brothers Inc., Neuberger Berman Inc., Aurora Loan Services, Inc., SIB Mortgage Corporation, Lehman Brothers Bank, FSB, e il Gruppo Crossroads. Il quartier generale mondiale della società è sito a New York, e sedi secondarie locali si trovano a Londra e Tokyo, oltre a uffici locali situati in tutto il mondo.

Il 15 settembre 2008 la società ha annunciato l’intenzione di avvalersi del Chapter 11 del Bankruptcy Code statunitense (una procedura che si attua in caso di fallimento) annunciando debiti bancari per 613 miliardi di dollari, debiti obbligazionari per 155 miliardi e attività per un valore di 639 miliardi. Si tratta della più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti. La società è ancora esistente, fino al completamento della procedura di bancarotta.

Wikipedia

Parigi val Bene una Messa

settembre 15, 2017 by

La frase del titolo è stata pronunciata da Enrico IV di Borbone dopo la sua converzione al cattolicesimo per prendere la corona di Francia.Dopo  anni di lotte tra calvinisti e cattolici, guerre di religione con profonde motivazioni politiche per la presa del potere, Enrico viene incoronato nella cattedrale di saint Denis Re dei francesi il 25 luglio 1593. Appena insediatosi sul trono Enrico rivolse la sua attenzione alle condizioni in cui era la sua Capitale, Parigi città degradata e sporca piena di miseria e di povera gente, infestata dai topi e dalle epidemie, volle una città risanata degna di essere la Capitale di un regno potente che stava emergendo in Europa. Tutti i sovrani successivi fino all’era moderna hanno dato una particolare attenzione alla propria Capitale determinandone lo sviluppo e l’immagine nel mondo per renderla un punto di riferimento culturale ed economico arricchendola di opere ancora oggi visibili che ne narrano la storia fin dai tempi della Lutezia Romana Parisiorum.tutta questa premessa storica serve per far capire alcune sostanziali differenze con le vicende, del recente passato e dell’attuale situazione della nostra Capitale. Lo spunto ce lo ha dato il nostro segretario Matteo Renzi che dal festival dell’unità ha di nuovo sottolineato l’inadeguadezza della gestione di Roma dell’attuale giunta strillina,in occasione dell’assegnazione dei giochi Olimpici del 2024 alla città di Parigi, due miliardi di investimenti che daranno nuova linfa allo sviluppo,di una metropoli che guarda con fiducia al suo futuro. Contrariamente alla politica negazionista dei pentastallati che fino ad oggi hanno voluto una città dimessa, lugubre e degradata nelle sue immense periferie negando un ulteriore sviluppo attraverso opere importanti e spesso essenziali per il risanamento e la rinascita di una Capitale abbandonata a se stessa. Per paura della corruzione non si programmano opere pubbliche necessarie è come dire che per evitare le rapine chiudiamo le Banche,la negazione delle  Olimpiadi, lo stadio della Roma con le opere accessorie di risanamento ne sono l’esempio lampante di una politica di conservazione del degrado e dell’immobilismo, incapace di avere una visione progettuale di una città che non è solo una capitale di uno Stato ma un punto di riferimento Mondiale.Chissà se Roma in futuro Val bene una Messa?

Giancarlo Garro

Un pensiero al giorno

settembre 14, 2017 by

 

”  Le ragazze pure non andavano a scuola

   Ma avevano più tristezza

   Perché le altre ragazze

   Quelle che invece a scuola ci andavano

    Le facevano sentire sbandate.  “

 

 

Andrea Di Consoli

Oggi accadeva

settembre 14, 2017 by

 

A cura di Ennio Boccanera

2003           14         settembre           E.Romagna

Mappa di localizzazione: Italia

 

Una lunga scossa di terremoto del 5° grado della scala Richter colpisce il bolognese fino a Imola e all’Appennino. Paura e danni, ma non si registrano vittime.

 

Giorni di Storia 2003

La storia

L’epicentro del sisma (ottavo grado della scala Mercalli)
è stato individuato nell’Appennino tosco emiliano
Terremoto in Emilia Romagna
Nessun danno, ma tanta paura
La scossa avvertita anche in Lombardia, nel Veneto e nel Friuli
Evacuate quindici persone dai comuni di Monghidoro e Loiano

ROMA – Dal centro al nord est, ieri notte mezza Italia, è stata investita da una violenta e lunga scossa di terremoto. Epicentro del sisma è stato l’Appennino tosco emiliano. I comuni più vicini all’epicentro sono quelli di Monghidoro, Loiano, Monzuno e Castel del Rio, in provincia di Bologna e di Firenzuola, in provincia di Firenze. La scossa, di magnitudo 5.0, pari al settimo-ottavo grado della scala Mercalli, è stata sentita anche ai piani alti delle case in Veneto, Friuli e Lombardia. Lo sciame sismico si è protratto per tutta la notte. Alla scossa principale, infatti, sono seguite circa 40 repliche. Intanto, dopo le prime verifiche agli stabili, a Monghidoro e Loiano cinque nuclei familiari (circa una quindicina di persone) sono stati evacuati e sistemati provvisoriamente nelle case mobili della Cavet, nei cantieri dell’ Alta Velocità.

Erano le 23.43 quando la terra ha tremato. In tutto il centro nord ci sono stati attimi di paura e sono partite centinaia di telefonate ai vigili del fuoco. Pochi per fortuna i danni. Per tutta la notte la Protezione civile è rimasta in contatto con i comuni dove il sisma si è fatto sentire più intensamente per stabilire se vi siano stati feriti o danni alle cose. Ma all’ispettorato regionale dei vigili del fuoco di Bologna fino a mezzanotte e mezza non erano giunte segnalazioni di danni causati dal terremoto. La centrale operativa ha continuato nella notte a monitorare la situazione tramite le proprie caserme e i distaccamenti. Ora si tratta di vedere se e quante case sono state danneggiate risultando magari pericolanti. Per questo sono state costituite tre squadre operative di valutatori che sono al lavoro nei centri danneggiati dal sisma per verificare lo stato degli edifici. Gli accertamenti riguardano in particolare Loiano, Monghidoro, Pianoro, S.Benedetto, nel bolognese, e Castel del Rio, Fontanelice, Casalfiumanese, nell’imolese.

A Bologna la gente si è riversata nelle strade rimanendovi alcune ore nel timore di nuove scosse. Alla Festa nazionale dell’ Unità, al Parco Nord di Bologna, la scossa è stata avvertita da alcune persone che si trovavano nei locali della direzione, ma il programma è andato avanti lo stesso. E sempre a Bologna, la centrale del 118 ha avuto alcune richieste di intervento per malori o per slogature che si sono procurate persone che sono scivolate mentre scendevano di corsa le scale. Nessuna segnalazione di feriti invece dalle zone appenniniche del bolognese.

Secondo ulteriori informazioni giunte alle stazioni dei carabinieri, un’abitazione che risultava già lesionata a Monteacuto Vallese sarebbe parzialmente crollata, senza danni alle persone. In Appennino le pattuglie dell’Arma sono impegnate soprattutto a rincuorare i residenti allarmati dalle scosse.

(15 settembre 2003)

Giornale “La Repubblica”

Un pensiero al giorno

settembre 13, 2017 by

 ”  In ognuno di noi c’è un altro

   che non conosciamo. “

 

Carl Gustav Jung