Oggi accadeva

febbraio 22, 2018 by

A cura di Ennio Boccanera

1962         22          febbraio          Lazio

 

Fanfani presenta il suo IV governo, un tripartito DC-Psdi-Pri che ha l’astensione del Psi, basato su un programma di grandi riforme. Nasce così il centro-sinistra.

 

Giorni di storia

La storia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Governo Fanfani IV è stato il diciassettesimo governo della Repubblica Italiana, il quinto e ultimo della III legislatura.

È rimasto in carica dal 22 febbraio 1962 al 22 giugno 1963 per un totale di 485 giorni, ovvero 1 anno e 4 mesi.

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Il Punto

febbraio 21, 2018 by
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Una società malatà

 

 

La campagna elettorale si avvia verso il suo naturale epilogo tra urla e strepiti, cialtronesche promesse, delegittimazione degli avversari, improbabili accordi post voto, sondaggi dall’esito allarmante se confermato dalla realtà; insomma una campagna fondamentalmente dove prevale l’inconsistenza di alcuni e la improponibilità di altri, e tutto sommato si propone una classe politica assolutamente inadatta e impreparata a sostituire il Governo di centro sinistra che in questi 5 anni, dati alla mano e non chiacchiere ha riposizionato il paese nel posto che gli competeva in Europa.
A ben vedere però c’è da chiedersi perché questo ceto politico che presenta la sua candidatura al governo del paese dovrebbe essere migliore di come è? non è forse l’espressione di questa società malata, che diffonde l’odio per il diverso, che ha annullato qualunque forma di solidarietà, che si è rinchiusa nel suo egoismo pieno di paure ed incertezze, e affogato tutti i suoi ideali dentro la miserabile vasca della conservazione dei suoi privilegi?
Non è forse vero che dalle famiglie escono adolescenti che si accoltellano o che accoltellano i propri maestri, o prendono a calci un povero anziano e poi lo riprendono con il telefonino; non è forse vero che la violenza cieca e bestiale ricorre all’alibi del fascismo e dell’antifascismo per manifestarsi ed esplodere in tutta la sua cupa e ingiustificata stupidità; e dunque perché stupirsi se una pessima classe politica, la peggiore di sempre, dice le cose che questa società corrotta dalla paura, desidera ascoltare? perché si tende  a collaborare alla formazione di questo ceto politico e poi  vigliaccamente gli si scaricano addosso tutte le nostre responsabilità?
Il ceto politico è l’espressione della nostra anima, è l’interprete delle nostre angosce, è l’utilizzatore finale delle nostre paure, perché ha abdicato al suo compito di guida della società, di motore delle nostre aspettative, perché è incapace di elaborare un progetto di società inclusiva e solidale, perché noi glielo impediamo e quindi  non sa migliorarci.
In questo contesto sembrano miracoli, diamanti nella melma uomini come Calenda e Gentiloni, Padoan e Del Rio; ma, forse proprio per l’incapacità di distinguerli, la desuetudine verso la professionalità e l’efficienza, l’estraneità alla correttezza, questa società si appresta a salutarli.
Umberto C

La vita delle donne

febbraio 21, 2018 by

 

La donna appena arriva ar rifriggerio

de godè li bimestri(1) o er bonificio(2),

incomincia a capi che cos’è cicio(3)

e principia a peccà de desiderio.

 

Po’ appena è bona de sonà er zarterio(4)

e de fà ar maschio quarche bon ufficio,

incomincia a rubbà la carna al micio(5)

e principia a peccà de cazzimperio(6).

 

Ma quanno che pe via der zona-sona(7)

diventa un orto che gnisuno(8) stabbia,

e fa tele de ragno a la ficona,

 

vedenno er cicio nun tornà poù in gabbia,

sa dà pe corpo morto a la corona(9),

sin che in grazzia de dio crepa de rabbia.

 

Giuseppe Gioachino Belli

 

Note

 

1 – li bimestri   – i mestrui a mesi alterni

2 – er bonifico – il mestruo

3 – cicio – Ucello, in due significati

4 – zarterio – antico strumento a corde, ma il sonetto è tutto giocato sui doppi sensi

5 – micio  – gatto

6 – cazzimperio – pinzimonio

7 – zona-sona  – suona-suona

8 – gnisuno – nessuno

9 – corona –  la corona del rosario

Che l’Europa salvi L’Italia

febbraio 21, 2018 by

 

Prelominare (maggio 2001)

[…] Mafia, Chiesa, fascismo detto”post” e nuovo fascismo delle Leghe: tutti questi nobili padrini hanno incassato il loro dovuto all’indomani delle elezioni, nei progetti immediadamente presentati e che saranno immancabilmente votati – essendo la maggioranza in tutti i casi assicurata sia alla Camera che al Senato: trasformazione radicale del sistema giudiziario, parità tra scuola privata e scuola pibblica, proclamazione di un “reato di clandestinità”, referendum annunciato sulla “devolution” – autonomia completa delle regioni, seccessione del Nord all’orizonte -, diminuzione delle pensioni (le promesse sui manifesti rapidamente dimenticate), licenziamenti liberi e infine, piccola ricompensa per il boss trionfante, abolizione della tassa di successione delle grandi fortune[…]

 

Jacqueline Risset

Non siamo in vendita

 

(e.b.)

Un pensiero al giorno

febbraio 21, 2018 by

 

” La felicità è una

  bellissima bugia

  mentre al dolore è una

  tristissima verita. “

 

Gabriele Martufi

Oggi accadeva

febbraio 21, 2018 by

 

A cura di Ennio Biccanera

1950         21          febbraio          Lazio

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Giuseppe Di Vittorio

 

 

La Cgil apre la propria conferenza economica nazionale in cui sarà discusso e precisato il ” piano del lavoro ” proposto da Di Vittorio.

 

Da L’Unità del 21/02/1950

 

Una vecchia discussione

febbraio 21, 2018 by

Il nostro gruppo di Olivettiani della comunità Romana, nei vari dibattiti ai quali sono intervenuti all’interno delle istanze di Partito, hanno sempre condiviso un punto fondamentale per la  sua organizzazione, che era quello della separazione tra la funzione di segretario e candidato premier alla guida dei governi di Centro-Sinistra. Quiesta tipologia di struttura non è mai stata applicata negli organigrammi di Partito, ne prima con il Segretario Bersani, Tanto meno con l’avvento di Matteo Renzi alla segreteria, prima e con l’assunzione della carica di presidente del consiglio poi.Abbiamo sempre ritenuto che tale organizzazione strutturale porta notevoli benefici politici, sia dal punto di vista della autonomia e supporto che deve essere dato ad un governo a conduzione Pd, con libera circolazione di idee e programmi che facciano da supporto in parlamento per il varo di leggi e decreti che possano portare benefici e soluzioni al Paese. Altro vantaggio è l’autonomia del Governo che comunque,vista la situazione politica attuale sarà sempre formato da coalizioni che dovranno comunque mediare nel trovare soluzioni a leggi e decreti da promulgare.Fatta questa premessa credo che questa ipotesi si stia facendo strada all’interno del Partito, proprio per il supporto che l’attuale segreteria sta dando al governo Gentiloni, che ritengo abbia operato molto bene nelle continuità di una politica di riforme e profondi cambiamenti per il paese.Quanto sto scrivendo, però non è solo frutto di un mio pensiero, ma ci sono varie dichiarazioni durante la campagna elettorale, da parte dell’attuale segretario, che indicano Gentiloni come possibile futuro Premier per un ipotesi di governo di centro-sinistra. Naturalmente prima è necessario vicere le elezioni altrimenti tutte quieste ipotesi diventano chiacchiere al vento.

Giancarlo Garro

Chi Siamo

febbraio 21, 2018 by

Nell’Anno 2008 un gruppo di dirigenti e quadri della Ing.C.Olivetti e C S.p.a ha costituito e fondato una associazione, richiamandosi ai concetti di comunità di Adriano Olivetti. L’associazione che ha preso il nome di Comunità Olivetti Roma, Quelli del Pd,nasce durante la fondazione del Partito Democratico con sede sociale presso il Circolo del PD dell’alberone in Via Appia nuova 361 In Roma.L’Associazione con il gruppo di informatici al suo interno ha successivamente creato un Blog Web dove 0gni associato può scrivere opinioni,articoli, recenzioni e note sviluppando un dibattito e un confronto di idee totalmente libero orientato verso il mondo esterno.  Commenti specifici di tutti coloro che ci contattano e vogliono esprimere il loro punto di vista su vari argomenti, che di volta in volta vengono trattati nei vari articoli divisi per categorie. E’ evidente che il Blog è controllato nella gestione e amministrato dai soci che ne hanno un mandato specifico attraverso Password personali onde evitare intrusioni non corrette che possano alterare gli stessi concetti espressi negli articoli.

http://www.comunitaolivettiroma.it

 

Il Punto

febbraio 20, 2018 by

L’urna elettorale

Il 2 giugno 1946, l’Italia scelse la Repubblica e la novità principale fu che questa scelta venne praticata con il suffragio universale, cioè per la prima volta votarono tutti gli uomini e tutte le donne.
Per questa speranza, per partecipare della vita della Nazione, morirono migliaia di uomini e di donne, stroncati da un regime che aveva soppresso qualsivoglia libertà di espressione.
Per questo, una delle più grandi lezioni di educazione civica è comprendere la profonda, radicale, sostanziale differenza che esiste tra l’andare a votare e il non andarci.
Nel non andarci siamo di fronte ad un tradimento del lascito storico che i nostri nonni e bisnonni ci hanno tramandato e ad un tradimento della storia del nostro paese; scegliamo non l’anonimato ma l’inesistente, cioè scegliamo di non esistere mostrando il completo disinteresse per chi e per cosa ci circonda.
Il non voto non fa altro che spingere un paese verso l’oblio dei suoi valori e dei suoi ideali dimostrando lo scarso interesse alla vita e al benessere dello Stato.
Ma condividendo l’importanza del voto come la espressione suprema dell’esercizio della democrazia, convenendo sulla sacralità dello stesso, non vi è chi non riconosca l’anomalia dell’astensione del 50%dei votanti ad esercitare
 il proprio diritto di scegliere chi li governerà nei prossimi 5 anni e la superficialità con cui il 50% che si reca alle urne, intende esercitare tale diritto.
Secondo una indagine demoscopica, il 70 % degli elettori si informa unicamente dai telegiornali, la conoscenza del candidato di collegio non supera il 33%, mentre il 67%non lo conosce neppure di nome, con beneplacido di tutti coloro che si sono espressi a favore delle preferenze e che ,anche per questo motivo, hanno scelto il suicidio della scissione.
Mentre 16 milioni di persone hanno deciso per il non voto, sempre stando alla stessa indagine,  4 milioni si sono dichiarati per l’attenzione revocabile, cioè sono indecisi per chi votare; 4 milioni sono un partito che oscillerebbe tra il 10 e il 12 %,e ci si aspetterebbe che la loro decisione maturasse con lo studio, il confronto, una riflessione seria, quanto comporterebbe una scelta così decisiva per sé e le generazioni future; niente di tutto ciò, la decisione sarà presa all’ultimo minuto, spinta dall’ultima sciagurata promessa o l’ultima roboante minaccia.
Questo è il nostro paese.
Umberto C

Un pensiero al giorno

febbraio 20, 2018 by

 

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Anonimo